Due militari sono stati condannati per il reato di falso ideologico per omissione e uno di essi anche per tentata violenza privata. Durante una perquisizione domiciliare, un militare ha colpito con un ceffone l'arrestato per ottenere informazioni sulla droga. Successivamente, entrambi i militari hanno omesso di menzionare l'episodio di violenza nei verbali ufficiali di arresto e perquisizione. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi dei due imputati, confermando che l'esercizio di poteri pubblici coercitivi impone l'obbligo di documentare fedelmente ogni attività compiuta, inclusi gli atti di forza. I militari sono stati condannati in via definitiva al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore del cittadino, costituitosi parte civile.
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