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Provvisionale

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737 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: cosa succede dopo l’accordo?
Un'imputata, condannata al risarcimento danni in appello nonostante la prescrizione del reato di truffa, ricorre in Cassazione. Successivamente, a seguito di un accordo transattivo con le parti civili, effettua una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Impedimento avvocato: quando è legittimo il rinvio?
La Cassazione Penale ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. Il motivo principale del ricorso era il rigetto di un'istanza di rinvio per legittimo impedimento avvocato. La Corte ha stabilito che la richiesta era troppo generica, non avendo il difensore specificato le ragioni dell'essenzialità della sua presenza in un altro procedimento né l'impossibilità di essere sostituito. La sentenza ribadisce i rigorosi requisiti procedurali per la validità di tali istanze.
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Bancarotta per distrazione: la vendita simulata è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta per distrazione a carico di due amministratori che avevano venduto a sé stessi immobili societari simulandone il pagamento. Secondo la Corte, il reato sussiste anche se i beni sono gravati da ipoteca, poiché la condotta illecita consiste nella diminuzione del patrimonio sociale derivante dal mancato incasso del prezzo, che priva i creditori della loro garanzia. La presenza di un'ipoteca non giustifica la cessione di un bene senza un reale corrispettivo.
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Reformatio in peius: la Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza della Corte d'Appello per violazione del divieto di 'reformatio in peius'. Il giudice del rinvio aveva erroneamente ripristinato una condanna al pagamento di una provvisionale, che era stata precedentemente revocata in un giudizio d'appello poi annullato, peggiorando così la posizione dell'imputato appellante. La Suprema Corte ha ribadito che, in caso di annullamento per motivi non meramente processuali, il parametro di riferimento per il divieto di peggioramento è la sentenza d'appello annullata, non quella di primo grado.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per atti persecutori. I motivi, incentrati su elementi di fatto come la sussistenza del reato, la recidiva e la provvisionale per il danno, sono stati rigettati poiché esulano dai limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare il merito della vicenda ma solo la corretta applicazione della legge.
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Polizza claims made: quando è inefficace?
La Cassazione rigetta il ricorso degli eredi di un dirigente pubblico. La corte conferma che una polizza claims made è inefficace se, al momento della stipula, il danno e la responsabilità erano già noti all'assicurato, mancando l'elemento del rischio. L'azione di regresso basata su una provvisionale penale è legittima.
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Ricorso inammissibile parte civile: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della parte civile contro una sentenza di assoluzione del Tribunale per il reato di minaccia. Il ricorso inammissibile della parte civile è stato respinto per vizi procedurali e per la richiesta di una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta fraudolenta. L'ordinanza chiarisce che la Corte non può riesaminare i fatti, ma solo le questioni di diritto. Viene inoltre ribadito che la quantificazione della provvisionale non è impugnabile in sede di legittimità. Il rigetto del ricorso inammissibile comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Precedenza di fatto: quando non si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per lesioni gravi a un motociclista. La Corte ribadisce che la cosiddetta 'precedenza di fatto' non è applicabile se, per attraversare un incrocio, si costringono gli altri veicoli, che hanno il diritto di precedenza, a manovre di emergenza. Il ricorso viene rigettato poiché mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito non spettante alla Corte di legittimità.
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Prescrizione del reato: salvi i risarcimenti civili
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di truffa legato a una compravendita immobiliare. Sebbene il reato sia stato dichiarato estinto per prescrizione, la Suprema Corte ha confermato la condanna degli imputati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili. La sentenza chiarisce che la prescrizione del reato, se intervenuta dopo la condanna di primo grado, non elimina la responsabilità civile quando la colpevolezza è provata.
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Ricettazione: prova e dolo senza giustificazione
La Corte di Cassazione conferma una condanna per ricettazione, stabilendo che la mancata giustificazione sul possesso di assegni di provenienza illecita è sufficiente a provare il dolo. La sentenza chiarisce che il delitto presupposto non necessita di una ricostruzione dettagliata e che l'impossibilità di sentire un teste in un rito abbreviato condizionato non invalida il procedimento.
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Prodotti contraffatti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per la vendita di prodotti contraffatti. I motivi, ritenuti mere ripetizioni dell'appello, la contestazione sul diniego delle attenuanti e la condanna al risarcimento civile sono stati respinti, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Provvisionale penale: limiti dell’opposizione esecutiva
Un ex dirigente, condannato in sede penale al pagamento di una provvisionale penale a favore di migliaia di investitori di un gruppo societario fallito, ha proposto opposizione all'esecuzione, sostenendo che il suo diritto fosse limitato solo agli investitori di una specifica controllata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, sebbene la provvisionale non passi in giudicato, la sentenza penale di condanna ha un effetto preclusivo sull'accertamento del nesso di causalità, il quale non può essere nuovamente contestato nel giudizio di opposizione all'esecuzione.
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Responsabilità datore di lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro condannato per le lesioni personali colpose subite da un dipendente. L'infortunio è avvenuto a causa della violazione delle norme sulla sicurezza, in particolare per il trasporto del lavoratore sul cassone di un trattore. La sentenza consolida i principi sulla responsabilità del datore di lavoro e chiarisce i limiti dell'impugnazione in Cassazione per questioni come la provvisionale e la valutazione delle prove.
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Ricorso tardivo: inammissibile l’appello del Comune
Un Comune, condannato in solido per un incidente stradale mortale causato da buche, presenta un ricorso tardivo alla Corte di Cassazione. La Corte dichiara l'inammissibilità per superamento dei termini perentori di impugnazione, confermando la condanna al risarcimento.
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Compensazione giudiziale: no con credito da penale
Un professionista ottiene un decreto per il pagamento di provvigioni, ma la società debitrice si oppone eccependo in compensazione un credito derivante da una condanna penale a carico del professionista. La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione giudiziale non è possibile in questo caso, poiché un credito basato su una condanna penale generica al risarcimento e su una provvisionale non è 'certo e liquido'. La quantificazione del danno penale, infatti, deve ancora essere definita in un separato giudizio civile, rendendo il controcredito incerto e non idoneo a estinguere un debito certo come quello per le provvigioni.
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Ricorso inammissibile per lesioni: le motivazioni
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di lesioni personali. La decisione sottolinea come la costituzione di parte civile renda procedibile il reato a prescindere dalle recenti riforme e come i motivi di ricorso non possano limitarsi a una rilettura dei fatti, ma debbano denunciare vizi di legittimità specifici. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Falsa testimonianza: quando il ricorso è inammissibile
Due operai sono stati condannati per falsa testimonianza per aver negato di conoscere un collega in una causa di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il loro ricorso, confermando la condanna. La Corte ha stabilito che la valutazione della credibilità dei testimoni spetta ai giudici di merito e che il ricorso non può limitarsi a proporre una rilettura alternativa dei fatti già esaminati.
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Ricorso inammissibile: quando è solo merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per truffa. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso non contestavano vizi di legittimità della sentenza d'appello, ma si limitavano a proporre una diversa lettura dei fatti, attività preclusa nel giudizio di Cassazione. Il ricorso inammissibile è stato quindi rigettato, con conferma della condanna e delle statuizioni civili, inclusa una provvisionale a favore della parte lesa.
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Sospensione condizionale pena: obbligo di pagamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che subordinava la sospensione condizionale della pena al pagamento di una provvisionale. Il motivo è che il giudice d'appello non aveva considerato le precarie condizioni economiche dell'imputato, pur avendole riconosciute per concedere le attenuanti. La condanna per appropriazione indebita è divenuta irrevocabile, ma il punto sulla condizione di pagamento dovrà essere riesaminato.
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