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Provvedimento Non Decisorio

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto del giudice che non risolve una controversia su un diritto in modo definitivo, ma serve a regolare lo svolgimento del processo. Questi atti possono essere modificati o revocati dallo stesso giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Opposizione agli atti esecutivi: l’errore che costa il ricorso
Il Debitore ha impugnato direttamente in Cassazione l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che revocava la sospensione della vendita forzata dei suoi beni, ritenendo che l'istanza di ricusazione presentata contro un altro magistrato non bloccasse la procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'ordinanza impugnata ha natura puramente ordinatoria e non decide alcuna controversia. Di conseguenza, il debitore non poteva rivolgersi direttamente alla Suprema Corte. Il mezzo di impugnazione corretto da utilizzare in questi casi è l'opposizione agli atti esecutivi. Chi perde deve quindi farsi carico delle spese processuali e del pagamento del doppio contributo unificato.
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ATP Fiscale: No al Ricorso in Cassazione, sì ai costi
Un'azienda ha richiesto un Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) per determinare l'esatta metratura di un immobile ai fini del calcolo di tributi comunali, sperando in una conciliazione. Il Tribunale ha dichiarato la domanda inammissibile per difetto di giurisdizione, indicando come competente il giudice tributario. L'azienda ha impugnato questa decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso. Il principio sancito è che i provvedimenti sull'ATP non sono sentenze definitive, ma atti provvisori e strumentali. Di conseguenza, non possono essere oggetto di ricorso in Cassazione. L'azienda ha perso e ha dovuto pagare le spese legali e una sanzione.
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Ordine del Giudice: ricorso in Cassazione? Inammissibile
Una debitrice, il cui immobile era stato pignorato, ha chiesto al Giudice dell'Esecuzione di sospendere l'ordine di rilascio, appellandosi alle norme emergenziali Covid-19. Il giudice ha respinto la richiesta. La debitrice ha quindi presentato ricorso direttamente alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: l'impugnazione dei provvedimenti del giudice dell'esecuzione non è permessa davanti alla Cassazione. Tali atti, infatti, non sono sentenze definitive e devono essere contestati con un'apposita procedura, l'opposizione agli atti esecutivi, davanti allo stesso giudice che li ha emessi.
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Revoca decreto correzione: quando è inammissibile
Una società acquirente impugna la revoca di un decreto di correzione relativo a un trasferimento immobiliare fallimentare. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che la revoca decreto correzione, al pari del decreto stesso, è un atto non decisorio e quindi non ricorribile.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale. La decisione impugnata, emessa in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, non aveva carattere decisorio sulla competenza, ma solo provvisorio, rendendo l'impugnazione non esperibile.
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Provvedimento non decisorio: quando è inammissibile?
Una società creditrice si oppone a un decreto del tribunale che specificava i termini di pagamento di un concordato preventivo, ritenendolo una modifica illegittima. Dopo che la Corte d'Appello ha respinto il suo reclamo come tardivo, la società si rivolge alla Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il decreto impugnato era un semplice atto di chiarificazione, un provvedimento non decisorio, e come tale non suscettibile di impugnazione in quanto privo dei caratteri di decisorietà e definitività.
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Provvedimento non decisorio: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un provvedimento non decisorio, come un'ordinanza che dispone la liberazione di un immobile nell'ambito di una procedura fallimentare, non è impugnabile con ricorso straordinario né può essere oggetto di revocazione. Il caso riguardava un soggetto che rivendicava la proprietà di alcuni terreni per usucapione contro un fallimento. La Corte ha chiarito che tali provvedimenti, non risolvendo in via definitiva una controversia su diritti soggettivi, non sono suscettibili di passare in giudicato. La parte che si ritiene lesa deve, invece, intraprendere un autonomo giudizio di cognizione per far valere le proprie ragioni.
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