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Prova Di Resistenza — Anno 2025

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173 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Prova Di Resistenza

Provvedimenti

Contraddittorio preventivo: non sempre è obbligatorio
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla sua gestione antieconomica, lamentando la violazione del contraddittorio preventivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per gli accertamenti "a tavolino" su tributi non armonizzati (IRES, IRAP), tale procedura non è obbligatoria. Per l'IVA, tributo armonizzato, il contribuente non ha superato la "prova di resistenza", ovvero non ha dimostrato quali argomenti concreti avrebbe potuto far valere per cambiare l'esito dell'accertamento. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per violazione del principio di autosufficienza.
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Accertamento induttivo: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo socio contro un avviso di accertamento per IVA e IRPEF. La Corte ha validato l'accertamento induttivo basato su gravi irregolarità contabili e sui dati dello spesometro. È stato chiarito che la delega di firma per l'avviso è un atto organizzativo interno e che il contraddittorio preventivo è garantito dal termine dilatorio di 60 giorni dopo una verifica fiscale, assorbendo la necessità della 'prova di resistenza'.
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Detrazione IVA: diritto salvo con omessa dichiarazione
Una società si è vista negare il diritto alla detrazione IVA a causa di una dichiarazione omessa l'anno precedente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto alla detrazione IVA non decade se esercitato nella dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è sorto, anche in caso di omissioni formali. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza è legato alla presentazione della dichiarazione e non alla trasmissione della documentazione contabile.
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Prova di resistenza: Cassazione alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso un giudizio tributario per rimettere alle Sezioni Unite una questione cruciale: i criteri per valutare la "prova di resistenza". Il caso riguarda la violazione del diritto al contraddittorio di un contribuente prima di un accertamento fiscale. A causa di un contrasto tra il diritto europeo e la giurisprudenza nazionale su come valutare l'impatto di tale violazione, la Corte ha ritenuto necessario l'intervento del suo massimo organo per stabilire un principio di diritto definitivo.
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Contraddittorio endoprocedimentale: quando è obbligatorio?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'obbligo del contraddittorio endoprocedimentale. Con la sentenza in esame, ha stabilito che per i tributi non armonizzati, come l'IRPEF, un accertamento fiscale basato su indagini d'ufficio ('a tavolino') è valido anche senza un preventivo dialogo con il contribuente, non essendo tale obbligo previsto in via generale dalla legge per queste fattispecie. La Corte ha quindi cassato la decisione di merito che aveva annullato l'atto impositivo proprio per la violazione di tale principio.
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Termine dilatorio e nullità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20390/2025, ha annullato un avviso di accertamento emesso prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni previsto dalla legge a garanzia del contraddittorio. La Corte ha stabilito che la nullità dell'atto è insanabile e che l'imminente scadenza dei termini di accertamento, causata da ritardi interni all'amministrazione finanziaria, non costituisce una valida ragione di urgenza per derogare a tale garanzia fondamentale del contribuente.
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Contraddittorio preventivo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo del contraddittorio preventivo per gli accertamenti fiscali non è assoluto. Per le imposte dirette, si applica solo nei casi previsti dalla legge (es. verifiche in loco). Per l'IVA, la sua violazione annulla l'atto solo se il contribuente fornisce la 'prova di resistenza', dimostrando che l'esito sarebbe stato diverso. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato un accertamento a un parrucchiere basandosi su un'errata applicazione generalizzata di tale principio.
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Prova di resistenza: la Cassazione chiarisce i limiti
Le Sezioni Unite della Cassazione intervengono per chiarire i requisiti della cosiddetta 'prova di resistenza' in ambito tributario. La sentenza stabilisce che, in caso di mancata attivazione del contraddittorio preventivo per i tributi armonizzati (come l'IVA), non è sufficiente per il contribuente allegare ragioni 'non pretestuose'. Per ottenere l'annullamento dell'atto, deve dimostrare, con una valutazione prognostica ex ante, che la sua partecipazione al procedimento avrebbe potuto concretamente portare a un 'risultato diverso', e non meramente fittizio o strumentale.
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Contraddittorio endoprocedimentale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i limiti di applicazione del contraddittorio endoprocedimentale. Il caso riguardava un avviso di accertamento notificato a una fondazione per IVA, IRES e IRAP. La Corte ha stabilito che la violazione dell'obbligo di contraddittorio per l'IVA (tributo armonizzato) non invalida automaticamente le pretese relative a IRES e IRAP (tributi non armonizzati), per i quali tale obbligo sussiste solo in casi specifici previsti dalla legge. La sentenza impugnata è stata cassata anche per motivazione apparente.
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Prova di resistenza: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
Una società e i suoi partner hanno impugnato un avviso di accertamento fiscale, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio preventivo. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sui limiti della cosiddetta 'prova di resistenza' che il contribuente è tenuto a fornire, ha sospeso la decisione e rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite sulla questione.
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Indagini bancarie: documenti inutilizzabili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento IRPEF scaturito da indagini bancarie. La Corte ha stabilito che i documenti non forniti all'Agenzia delle Entrate durante la fase amministrativa non possono essere utilizzati successivamente in giudizio, salvo che il contribuente dimostri l'impossibilità di produrli per cause non imputabili. È stato inoltre confermato che per le imposte dirette, come l'IRPEF, non vige un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per gli accertamenti "a tavolino".
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Credito IVA: diritto alla detrazione anche senza dich.
Una società di costruzioni, pur avendo omesso la dichiarazione dei redditi e IVA per il 2008, ha richiesto la compensazione di un credito IVA maturato nel 2007. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21529/2025, ha stabilito che il diritto alla detrazione del credito IVA prevale sugli obblighi formali, come la presentazione della dichiarazione. La Corte ha cassato la sentenza precedente, rinviando il caso al giudice di merito per verificare la sussistenza dei requisiti sostanziali del credito, purché il diritto sia stato esercitato entro i termini di decadenza.
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Contraddittorio endoprocedimentale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22253/2025, interviene sul tema del contraddittorio endoprocedimentale. Viene chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni non si applica agli 'accertamenti a tavolino', ma solo a quelli con accesso fisico. Per i tributi armonizzati come l'IVA, la violazione del contraddittorio annulla l'atto solo se il contribuente supera la 'prova di resistenza', dimostrando che il risultato avrebbe potuto essere diverso.
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