Un cittadino titolare di protezione sussidiaria, a fronte di un ritardo di quasi due anni nel rinnovo del permesso di soggiorno da parte della Pubblica Amministrazione, ha adito il Tribunale con un ricorso d'urgenza. Il Giudice, pur dichiarando inammissibile la richiesta di un ordine diretto di rinnovo, ha accolto la domanda riqualificandola. Ha ordinato alla Questura di concludere il procedimento amministrativo entro 40 giorni, riconoscendo l'illegittimità dell'inerzia e il grave pregiudizio arrecato ai diritti del ricorrente, in particolare all'unità familiare e al lavoro.
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