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Promotore

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

In biologia un promotore è una regione di DNA costituita da specifiche sequenze dette consenso, alla quale si lega la RNA polimerasi per iniziare la trascrizione di un gene, o di più geni (operone).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione finalizzata al narcotraffico: indizi e ruolo
Un indagato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare in carcere. I giudici territoriali gli attribuivano il ruolo di vertice in una associazione finalizzata al narcotraffico radicata sul territorio. La difesa ha contestato la mancata concessione di rinvio per legittimo impedimento dei difensori, l'incompatibilità del giudice e soprattutto l'assenza di prove attuali sul presunto ruolo direttivo. La Corte di Cassazione ha rigettato le eccezioni procedurali ma ha accolto il ricorso sul merito indiziario. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia riguardavano periodi precedenti rispetto alle condotte contestate dal 2019. Inoltre, la semplice riscossione di quote estorsive attiene al controllo mafioso del territorio e non dimostra automaticamente un contributo materiale e specifico all'attività di spaccio. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza con rinvio per una nuova valutazione.
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Manifestazione senza preavviso: la Cassazione estende il ruolo del promotore
Un gruppo di persone ha organizzato una manifestazione senza preavviso in una piazza pubblica, esponendo materiale informativo e dialogando con i passanti. Le autorità non avevano ricevuto la comunicazione obbligatoria al Questore. Condannati in primo e secondo grado per aver promosso una riunione non autorizzata, gli organizzatori hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il "promotore" di una manifestazione non è solo chi la progetta, ma anche chi collabora attivamente alla sua realizzazione pratica. La condotta, anche se non ha causato disordini, ha comunque leso la funzione di controllo preventivo delle forze dell'ordine.
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Manifestazione non autorizzata: promotore è chiunque collabora
Un individuo è stato condannato per aver organizzato una manifestazione non autorizzata e per aver lanciato un fumogeno contro un giornalista. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ribadendo che è "promotore" chiunque collabori attivamente alla riuscita di un evento pubblico senza preavviso. Ha anche confermato la pericolosità del lancio del fumogeno. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna alle spese.
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Partecipazione ad associazione mafiosa: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di due imputati accusati rispettivamente di narcotraffico e di appartenenza a un clan criminale. I giudici hanno chiarito che la contestazione di partecipazione ad associazione mafiosa non può reggersi su un singolo viaggio all'estero o su un isolato passaggio di informazioni, ma necessita della prova di un ruolo stabile e continuativo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato con rinvio la condanna per il presunto messaggero del gruppo, richiedendo nuovi approfondimenti. Per il coimputato, invece, la Corte ha confermato la responsabilità quale promotore del traffico di stupefacenti per ventiquattro anni di reclusione, pur annullando con rinvio l'aggravante dell'agevolazione mafiosa per difetto di prova specifica.
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Omesso preavviso di pubblica manifestazione: rischia chi aiuta
Il Tribunale aveva assolto un cittadino dall'accusa di omesso preavviso di pubblica manifestazione, ritenendo che non fosse il promotore dell'evento poiché un'altra persona aveva inviato la comunicazione alla Questura. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Procura, chiarendo che la qualifica di promotore spetta anche a chi collabora materialmente alla riuscita dell'evento. Nel caso specifico, l'imputato aveva scaricato dalla propria auto l'impianto stereo essenziale per i discorsi e aveva preso la parola durante l'evento. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di assoluzione, disponendo un nuovo processo.
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Preavviso manifestazione: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di una donna che ha guidato una protesta politica senza il necessario preavviso manifestazione. La condotta, caratterizzata dall'uso di un megafono e dalla guida del corteo, integra la qualifica di promotore ai sensi del TULPS. Nonostante il diritto di riunione sia garantito dalla Costituzione, l'omissione della comunicazione preventiva al Questore costituisce reato. La Corte ha tuttavia annullato il diniego del beneficio della non menzione, poiché basato su criteri di stigma pubblico non previsti dalla legge.
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Associazione a delinquere: ruoli e continuazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe assicurative, estorsioni e spaccio. I giudici hanno chiarito che la qualifica di promotore spetta non solo a chi fonda il sodalizio, ma anche a chi interviene successivamente fornendo mezzi e reclutando complici. È stata inoltre esclusa la continuazione tra il reato associativo e i singoli reati fine, poiché questi ultimi non risultavano programmati sin dall'origine ma legati a eventi occasionali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la presenza di una doppia conforme che preclude la rivalutazione dei fatti in sede di legittimità.
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Associazione a delinquere finalizzata al traffico droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato accusato di essere a capo di un'**associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti**. La difesa sosteneva l'assenza di una struttura stabile, ipotizzando un semplice concorso occasionale di persone. Tuttavia, i giudici hanno confermato la validità dell'ordinanza cautelare basata sull'uso di sistemi di messaggistica criptata (Sky-Ecc), sulla disponibilità di veicoli con doppi fondi e sulla gestione di depositi per la droga. La sentenza ribadisce che la pluralità di reati scopo e il mutuo riconoscimento tra i sodali dimostrano l'esistenza di una rodata organizzazione criminale dedita al traffico di ingenti quantitativi di cocaina.
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Riunione senza preavviso: la conferma della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un cittadino che aveva organizzato un comizio politico in piazza senza il preventivo avviso al Questore. La sentenza n. 44194/2023 ribadisce la piena legittimità costituzionale dell'art. 18 T.U.L.P.S., che sanziona la violazione dell'obbligo di preavviso per una riunione pubblica, distinguendo nettamente la figura del promotore, unico responsabile, da quella del semplice oratore. L'appello è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato in tutti i suoi motivi.
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Ruolo di promotore: prova insufficiente in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna che attribuiva a un imputato il ruolo di promotore in un'associazione per narcotraffico. La decisione si fonda sulla manifesta insufficienza e contraddittorietà delle prove, in particolare delle dichiarazioni di un coimputato. I riscontri testimoniali sono stati ritenuti inattendibili perché non indipendenti, ma derivanti dalla stessa fonte accusatoria. La Corte ha quindi escluso il ruolo di promotore, rinviando il caso alla Corte d'Appello solo per la rideterminazione della pena sulla base della meno grave qualifica di semplice partecipe.
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Promotore associazione a delinquere: il ruolo basta?
Un individuo, accusato di essere un promotore di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con l'aggravante mafiosa, ricorre in Cassazione lamentando la carenza di motivazione autonoma dell'ordinanza cautelare e l'illogicità nella valutazione degli indizi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che un capitolo dedicato nell'ordinanza costituisce valutazione autonoma e che il ruolo di supervisore e coordinatore, anche per un sodalizio preesistente, è sufficiente a integrare la qualifica di promotore.
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Associazione per delinquere: il ruolo di promotore
La Cassazione conferma la condanna per associazione per delinquere nei confronti di un'imputata ritenuta promotrice di un sodalizio criminale dedito a truffe assicurative. Il ricorso è inammissibile perché le censure riguardano la valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Viene ribadito che il ruolo di promotore si configura con un'attività essenziale e infungibile per l'organizzazione, anche senza compiti direttivi.
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Riunione non autorizzata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di riunione non autorizzata, organizzata di notte in un cimitero per una commemorazione. La sentenza conferma la condanna per il promotore principale, ma annulla con rinvio quella del co-imputato. La Corte chiarisce che il preavviso al Questore è necessario quando vi è una compresenza volontaria di più persone con uno scopo comune, a prescindere dal luogo e dall'ora. Tuttavia, per essere considerati 'promotori' non basta una carica formale in un'associazione, ma è necessario dimostrare un contributo concreto all'organizzazione dell'evento.
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Manifestazione non autorizzata: chi è il promotore?
La Corte di Cassazione analizza un caso di manifestazione non autorizzata davanti a un carcere durante la pandemia. La sentenza chiarisce la distinzione fondamentale tra semplice partecipante e 'promotore', l'unico penalmente responsabile. La Corte annulla le condanne per la manifestazione per mancanza di prove sul ruolo di promotore, annulla la condanna per detenzione di esplosivi perché il quantitativo era inferiore alla soglia di legge, ma conferma la condanna per l'accensione di petardi, qualificandola come reato di pericolo.
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Custodia cautelare promotore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo indagato come promotore di un'associazione dedita al narcotraffico, confermando la misura della custodia cautelare in carcere. La decisione si fonda sulla genericità del ricorso, che mirava a una rivalutazione dei fatti piuttosto che a contestare vizi di legittimità. La Corte ha ritenuto sufficientemente provato il ruolo di vertice dell'indagato, esercitato anche durante la detenzione, e ha respinto le censure relative alla presunta violazione del principio del ne bis in idem, in quanto non sollevate correttamente in sede di riesame. L'analisi della Corte ribadisce i limiti del giudizio di cassazione e i requisiti per la custodia cautelare promotore di associazioni criminali.
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