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Profilatura Del Cliente

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il processo con cui la banca, tramite questionari e informazioni raccolte, crea un profilo dell'investitore per capire quali investimenti sono adatti a lui.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità del direttore generale di banca: sanzione valida
L'Autorità di Vigilanza sui Mercati Finanziari ha sanzionato con 250.000 euro l'ex Direttore Generale di un istituto di credito per gravi irregolarità nella vendita di azioni proprie, finanziamenti correlati all'acquisto di titoli e carenze nelle procedure di profilatura dei clienti. Il Dirigente ha impugnato il provvedimento sostenendo la mancanza di deleghe specifiche e la lesione del diritto di difesa nella fase ispettiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso e ha confermato la sanzione. I giudici hanno chiarito che la responsabilità del direttore generale di banca sussiste per omessa vigilanza, poiché i vertici aziendali hanno un dovere inderogabile di informarsi e di impedire operazioni pregiudizievoli per i risparmiatori.
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Contratto quadro di investimento: firma assente, vince la banca
Un risparmiatore ha citato in giudizio un istituto di credito chiedendo il risarcimento dei danni per la svalutazione di titoli di Stato esteri acquistati tra il 2009 e il 2012. L'investitore lamentava la violazione degli obblighi informativi e la nullità del contratto quadro di investimento per mancanza della firma della banca. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le richieste. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la mancanza della firma della banca non può essere eccepita dall'investitore come causa di nullità se si tratta di una nullità di protezione a tutela del cliente stesso. Inoltre, la contestazione sulla mancata consegna del contratto era una domanda nuova, non proponibile per la prima volta in appello. Il risparmiatore perde la causa e viene condannato a pagare le spese legali.
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Responsabilità della banca: investitore esperto perde il risarcimento
Un investitore esperto e facoltoso acquista obbligazioni argentine tramite la propria banca nel luglio del 2001, poco prima del default dello Stato sudamericano. Successivamente, l'investitore cita in giudizio l'istituto di credito chiedendo il risarcimento dei danni per la violazione degli obblighi informativi e di adeguatezza dell'operazione. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che la firma dell'ordine scritto, unita alle prove testimoniali dei dipendenti che avevano sconsigliato l'acquisto, esclude la responsabilità della banca. Inoltre, il profilo dell'investitore, un imprenditore laureato e attivo in operazioni speculative, dimostra la sua piena consapevolezza del rischio. L'investitore perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Obbligo informativo della banca: il profilo di rischio non scusa
Un risparmiatore ha acquistato bond argentini tramite la propria banca, la quale ha omesso di informarlo adeguatamente sui rischi dei titoli. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta di risarcimento del danno, ritenendo che il cliente, avendo una profilatura di rischio alta compilata anni dopo, avrebbe comunque acquistato i titoli. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la violazione dell'obbligo informativo della banca fa presumere il nesso di causa con il danno. Spetta alla banca dimostrare il contrario. Una generica propensione al rischio dell'investitore, specialmente se desunta da documenti successivi all'acquisto, non basta a superare questa presunzione, poiché anche l'investitore propenso al rischio ha il diritto di scegliere consapevolmente.
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Valutazione di adeguatezza: Banca condannata per delega al marito
Un'investitrice delega il marito a gestire i suoi investimenti. Quest'ultimo acquista titoli ad alto rischio che portano a una perdita totale. La cliente fa causa alla banca, che si difende sostenendo che il marito era un operatore esperto e propenso al rischio. La Corte di Cassazione dà ragione all'investitrice, stabilendo un principio fondamentale: la banca ha l'obbligo di effettuare la valutazione di adeguatezza sul profilo del cliente titolare del contratto, non su quello del suo delegato. L'esperienza pregressa del delegato non può sostituire la profilatura formale del cliente, che deve avvenire al momento della firma del contratto quadro. La banca è quindi ritenuta responsabile per non aver adempiuto a questo specifico dovere informativo.
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