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Proclività Al Delitto

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Indica la tendenza o l'inclinazione di una persona a commettere reati, un elemento che il giudice valuta per determinare la sua pericolosità sociale e la pena adeguata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sorveglianza Speciale: Revoca Vecchia Misura non Esclude Nuova Pericolosità
Un Indiziato ha contestato l'applicazione della `Sorveglianza Speciale` per due anni. Egli sosteneva che la precedente revoca di una misura di `libertà vigilata` dimostrasse la sua non pericolosità. La Corte d'Appello aveva rigettato il suo ricorso, ritenendo che nuovi fatti e un procedimento penale pendente confermassero la sua attuale pericolosità. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la revoca di una precedente misura non impedisce una nuova valutazione della pericolosità attuale, soprattutto in presenza di elementi recenti. Il ricorso dell'Indiziato è stato quindi rigettato, confermando la legittimità della `Sorveglianza Speciale`.
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Pericolosità sociale e pena: la valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per reati legati agli stupefacenti. La Corte ha confermato che la valutazione della pericolosità sociale, ai fini della determinazione della pena e dell'espulsione, può legittimamente basarsi su precedenti condanne, anche per reati di diversa natura, e sulla considerevole quantità di sostanza illecita, ritenendo tali elementi sufficienti a dimostrare una proclività al delitto e a giustificare la sanzione irrogata.
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Pericolosità sociale e recidiva: il chiarimento
Un'imputata, condannata per false dichiarazioni a un pubblico ufficiale, ha impugnato la sentenza contestando l'applicazione della recidiva. Sosteneva che i soli precedenti penali non fossero sufficienti, richiedendo una motivazione specifica sulla sua accresciuta pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. I giudici hanno ritenuto che il nuovo reato, unito a una serie di recenti crimini contro il patrimonio e alla sua finalità di nascondere altre violazioni, dimostrasse una rinnovata e peculiare pericolosità sociale, giustificando così pienamente l'applicazione della recidiva.
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Bilanciamento circostanze: la decisione del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la condanna per un reato di droga. La Corte ha ribadito che il bilanciamento circostanze tra attenuanti generiche e recidiva è un potere discrezionale del giudice di merito. Se la motivazione è logica e basata su elementi concreti, come la commissione del reato durante gli arresti domiciliari, la decisione sulla pena non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Continuazione reato: quando non si applica in esecuzione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza per l'applicazione della continuazione reato tra due condanne per rapina. La Corte ha stabilito che la vicinanza temporale e la somiglianza dei reati non sono sufficienti a dimostrare un unico disegno criminoso, potendo invece indicare una generale inclinazione a delinquere, soprattutto in presenza di numerosi precedenti penali. L'onere di provare il piano unitario spetta al condannato.
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