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Procedure Concorsuali

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Selezioni pubbliche per l'assunzione di personale che prevedono una valutazione comparativa e discrezionale dei candidati, strumentali alla costituzione del rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Start-up Innovativa: Esenzione Fallimento dalla Costituzione
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sull'esenzione fallimentare per le start-up innovative. Una società, costituita nel 2013 e iscritta come start-up innovativa nel 2016, è stata dichiarata fallita. I suoi amministratori hanno contestato la decisione, sostenendo che il periodo di esenzione dal fallimento di cinque anni dovesse decorrere dall'iscrizione nel Registro delle Imprese. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il termine quinquennale per l'esenzione fallimentare di una start-up innovativa decorre dalla data di costituzione della società, non dalla successiva iscrizione nella sezione speciale. Questo significa che l'Azienda Ricorrente aveva superato il limite temporale per beneficiare del regime di favore.
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Deducibilità perdite su crediti: la Cassazione nega il recupero facile
Un'Azienda ha impugnato un atto impositivo per IRES, IVA e IRAP, cercando la **deducibilità perdite su crediti** dopo averli ceduti pro soluto per un valore simbolico. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato la deduzione. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, stabilendo che la cessione pro soluto non basta per la deducibilità. Per dedurre le perdite, l'Azienda deve dimostrare la certezza e precisione dell'inesigibilità, tipicamente attraverso l'assoggettamento del debitore a procedure concorsuali. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando l'accertamento fiscale.
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Deducibilità perdite su crediti: stop ai costi fittizi
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società la deduzione di costi e perdite derivanti da operazioni ritenute fittizie e mai avvenute con un partner estero successivamente fallito. La società sosteneva il diritto alla deducibilità delle perdite su crediti in forza della sentenza dichiarativa di fallimento della debitrice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno chiarito che la deducibilità perdite su crediti in caso di fallimento presuppone l'effettiva esistenza dell'operazione commerciale sottostante. Se il rapporto originale è inesistente o fittizio, l'automatismo deduttivo non si applica. La società perde la causa e deve pagare trentamila euro di spese legali.
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Deducibilità Perdite su Crediti: Azienda Vince contro il Fisco
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della deducibilità perdite su crediti operata da un'azienda nell'anno in cui ha avuto prova certa dell'impossibilità di recupero, anche senza una formale dichiarazione di fallimento del debitore. Il caso riguardava crediti verso un consorzio pubblico in liquidazione e una società la cui proposta di concordato era stata respinta. L'Agenzia delle Entrate contestava la tempistica della deduzione, ritenendola prematura. La Corte ha invece stabilito che elementi oggettivi, come l'esito negativo di un arbitrato o l'inammissibilità di un concordato, sono sufficienti a dimostrare la perdita e a giustificarne la deduzione fiscale. L'azienda ha quindi vinto la causa.
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Competenza territoriale fallimento: la sede legale vince sempre
Un'azienda creditrice ha presentato istanza di fallimento contro una società debitrice, generando un conflitto tra tribunali su chi dovesse gestire il caso. La Corte di Cassazione ha risolto la questione riaffermando un principio chiave sulla competenza territoriale fallimento. La Corte ha stabilito che il giudice competente è sempre quello del luogo in cui l'azienda debitrice ha la propria sede legale, come risulta dal Registro delle Imprese. In questo caso specifico, la sede era a Marsala, quindi la competenza è stata attribuita al Tribunale di Marsala, chiudendo la disputa procedurale.
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Requisito temporale infrannuale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando la legittimità di un avviso di accertamento. La sentenza ribadisce che il diritto alla detrazione dell'IVA, tramite nota di accredito per risoluzione consensuale di un contratto, è soggetto al rigoroso requisito temporale infrannuale di un anno dall'operazione originaria, come previsto dall'art. 26 del d.P.R. 633/72. Inoltre, ha negato la deducibilità delle perdite su crediti in assenza di elementi certi e precisi e della prova che il debitore fosse assoggettato a procedure concorsuali.
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Giurisdizione giudice amministrativo nei concorsi
Una candidata ha impugnato la graduatoria di una selezione pubblica sanitaria per un errore di punteggio. Ne è nato un conflitto tra tribunale ordinario e TAR. La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice amministrativo, poiché la procedura di selezione prevedeva una valutazione discrezionale dei titoli e delle prove, elemento decisivo per qualificare l'atto come concorso pubblico.
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