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Privilegio Speciale

16 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una causa di prelazione che la legge accorda a determinati crediti in ragione della loro natura. Conferisce al creditore il diritto di essere soddisfatto con preferenza rispetto agli altri creditori su uno specifico bene del debitore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Credito Privilegiato nel Fallimento: Rifiutata l’Ammissione al Passivo
Un'Azienda di Trasporti ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un'Azienda Fallita per un credito privilegiato, basato sul diritto di ritenzione su merci. Il debito, tuttavia, era verso un'Azienda Mandante terza, non l'Azienda Fallita. Il Tribunale aveva parzialmente accolto la domanda, riconoscendo il diritto di partecipare al riparto del ricavato della vendita delle merci. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione. Ha stabilito che i titolari di un diritto di ritenzione su beni mobili, a garanzia di crediti vantati verso terzi e non verso il fallito, non possono avvalersi della procedura di ammissione al passivo fallimentare. Possono però intervenire nella ripartizione dell'attivo per soddisfare il loro credito sul ricavato della liquidazione dei beni.
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Trascrizione del contratto preliminare: tutela o perdita totale
Un promissario acquirente ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare della società venditrice per recuperare le caparre versate per l'acquisto di un terreno e di un appartamento, pretendendo il riconoscimento del privilegio speciale. Il Tribunale ha rigettato la richiesta poiché i contratti non erano stati trascritti nei registri immobiliari, ritenendo insufficiente la sola trascrizione di un atto di destinazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la trascrizione del contratto preliminare è un requisito indispensabile e non sostituibile per ottenere il privilegio sui beni promessi in vendita. Senza questa formalità, il credito per la restituzione delle caparre viene ammesso solo in via chirografaria, ovvero senza alcuna priorità di pagamento.
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Privilegio speciale aeronautico: sì ai chiarimenti sui crediti
Il Gestore Aeroportuale ha chiesto l'ammissione al passivo della Compagnia Aerea in amministrazione straordinaria per crediti da diritti aeroportuali, invocando il privilegio speciale aeronautico. Il Tribunale ha negato la prelazione, degradando il credito a chirografario poiché i codici identificativi dei singoli aerei erano stati specificati solo in sede di opposizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Gestore Aeroportuale, stabilendo che la rielaborazione esplicativa di dati già presenti nei documenti iniziali non costituisce una domanda nuova inammissibile. La perdita del privilegio si applica solo in caso di omissione totale o assoluta incertezza dei beni.
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Privilegio speciale ex art. 46 TUB: accollo di debito contro nuovo credito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che chiedeva l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria con due specifiche garanzie. La prima riguardava un pegno costituito da un terzo garante su azioni di una società collegata. La seconda riguardava il riconoscimento del privilegio speciale ex art. 46 TUB su alcuni impianti, derivante dall'assenso all'accollo di un debito preesistente. I giudici hanno chiarito che il pegno concesso da un terzo non può essere fatto valere nel fallimento del debitore principale, poiché il bene non appartiene alla massa attiva del fallito. Inoltre, l'assenso all'accollo di un debito non costituisce una nuova erogazione di credito e, pertanto, non dà diritto al privilegio speciale ex art. 46 TUB, riservato esclusivamente ai nuovi finanziamenti a medio e lungo termine. Vince la società in amministrazione straordinaria.
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Indennità di occupazione: il fallimento paga ma senza privilegi
Una società sublocatrice chiede l'ammissione al passivo del fallimento della subconduttrice per canoni non pagati e per l'indennità di occupazione dell'immobile industriale trattenuto dopo il fallimento. Il Tribunale ammette parzialmente il credito ma sbaglia la quantificazione e nega il privilegio speciale. La Cassazione chiarisce che l'indennità di occupazione, dovuta dal fallimento fino alla riconsegna effettiva dell'immobile, va calcolata in prededuzione usando come parametro il canone originario (Art. 1591 c.c.). Conferma invece l'esclusione del privilegio speciale ex art. 2764 c.c. perché la creditrice non ha specificato i beni mobili su cui esercitarlo. La sentenza viene cassata con rinvio per ricalcolare correttamente le somme spettanti alla sublocatrice.
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Privilegio del venditore: valido anche se il prezzo è rimborsato
Una concessionaria sequestra un'auto venduta, facendo valere il privilegio del venditore di autoveicoli per un saldo non pagato. L'acquirente si oppone, sostenendo di aver pagato tutto, nonostante un accordo successivo con cui la concessionaria le aveva restituito una parte del prezzo. L'acquirente riteneva che tale accordo fosse un nuovo prestito, estinguendo la garanzia originale. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla concessionaria. Ha stabilito che l'accordo non era un nuovo contratto, ma una modifica dei termini di pagamento dell'originaria vendita. Di conseguenza, il debito residuo e il relativo privilegio del venditore di autoveicoli sono rimasti pienamente validi, rendendo legittimo il sequestro.
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Domanda errata, privilegio perso: il principio del chiesto e pronunciato
Una società finanziaria ha chiesto di essere pagata con priorità nel fallimento di un'azienda, basando la sua richiesta su una garanzia di pegno. Tuttavia, il contratto prodotto indicava un diverso tipo di garanzia, un 'privilegio speciale'. La Cassazione ha stabilito che il giudice non può correggere l'errore della parte e concedere un diritto diverso da quello richiesto. A causa del rigoroso **principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato**, la domanda è stata respinta. Il giudice non può sostituire la base giuridica della richiesta, anche se la volontà della parte era probabilmente quella di ottenere comunque la prelazione. La banca ha perso la causa per un errore formale nella domanda.
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Detenzione qualificata negata: spese per barca senza contratto
Una società di manutenzione sostiene ingenti spese per mettere in sicurezza e custodire un'imbarcazione danneggiata da un incendio, di proprietà di una società di leasing e in uso a un privato. La società chiede il rimborso dei costi, sostenendo di aver ricevuto un incarico verbale. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che, in assenza di prove certe di un contratto, la società era una semplice 'detentrice non qualificata'. Di conseguenza, non le è stata riconosciuta la tutela della detenzione qualificata, perdendo sia il diritto al rimborso sia la possibilità di agire contro il proprietario che si era ripreso l'imbarcazione.
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Privilegio speciale acquirente: la causa trascritta basta?
Un Promissario Acquirente versa un acconto per un immobile da una Cooperativa, che poi finisce in liquidazione. L'acquirente non aveva trascritto il contratto preliminare, ma, prima della liquidazione, aveva trascritto una domanda giudiziale per l'accertamento delle firme. La Cassazione è chiamata a decidere se questa trascrizione sia sufficiente a garantire il privilegio speciale promissario acquirente sul credito vantato. Riconoscendo che la questione è del tutto nuova e priva di precedenti, la Corte non decide ma rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. L'esito finale resta quindi in sospeso.
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Diritto di ritenzione: la tutela del trasportatore
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di ritenzione spettante al trasportatore può essere esercitato anche nei confronti di terzi proprietari dei beni, a patto che il vettore sia in buona fede e che sussista un rapporto negoziale unitario. Il caso riguardava un vettore che aveva trattenuto dei veicoli di una società madre per crediti vantati verso la società controllata.
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Privilegio speciale: inammissibile se mancano i beni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente fiscale che richiedeva il riconoscimento di un privilegio speciale su un credito tributario nell'ambito di un fallimento. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso, poiché l'ente non aveva specificato i singoli beni su cui il privilegio avrebbe dovuto essere esercitato, rendendo impossibile per la Corte valutare la fondatezza della pretesa.
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Deposito cauzionale: quando restituirlo in caso di fallimento
Una società locatrice ha chiesto di essere ammessa al passivo del fallimento della sua conduttrice per canoni non pagati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, negando la compensazione tra il credito per i canoni e il debito per la restituzione del deposito cauzionale. L'obbligo di restituire il deposito sorge solo con la riconsegna dell'immobile, un momento successivo alla dichiarazione di fallimento, rendendo i crediti non reciproci ai fini della compensazione fallimentare. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile la richiesta di privilegio speciale, in quanto tardiva.
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Privilegio cooperativa: no se prevalenza non provata
Una società cooperativa in liquidazione ha richiesto l'ammissione privilegiata di un proprio credito nel fallimento di un consorzio, ma la richiesta è stata respinta. Il Tribunale prima, e la Corte di Cassazione poi, hanno negato il privilegio cooperativa per la mancata dimostrazione del requisito della prevalenza del lavoro dei soci rispetto ai non soci. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i requisiti sostanziali del privilegio (pertinenza e prevalenza) sono inderogabili e non possono essere superati da normative destinate a qualificare la natura mutualistica della società per altri fini.
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Privilegio speciale: quando è negato al credito ammesso
Una società di gestione aeroportuale ha richiesto l'ammissione al passivo di una compagnia aerea in amministrazione straordinaria per alcuni crediti, domandando il riconoscimento di un privilegio speciale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito di negare il privilegio per i servizi aeroportuali, poiché non era stato provato il collegamento specifico tra il credito e i singoli beni (aeromobili) interessati. La Corte ha chiarito che l'ammissione del credito e il riconoscimento del privilegio sono due accertamenti distinti che richiedono prove separate. È stato invece confermato il privilegio per il credito relativo all'addizionale comunale sui diritti di imbarco, data la sua natura tributaria.
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Contratto preliminare: privilegio perso, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un promissario acquirente, confermando che il privilegio speciale sul credito derivante da un contratto preliminare non opera se, alla data del fallimento del venditore, il contratto si era già risolto per la scadenza di un termine essenziale e gli effetti della trascrizione erano cessati. La coesistenza di un contratto valido e degli effetti della trascrizione è un requisito indispensabile per la tutela del creditore.
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Privilegio promissario acquirente: vale la trascrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il privilegio promissario acquirente è opponibile alla massa dei creditori anche se il contratto preliminare viene trascritto dopo l'inizio della procedura concorsuale. Ciò è possibile a condizione che la domanda giudiziale per l'accertamento dell'autenticità delle sottoscrizioni sia stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento o liquidazione. L'effetto della trascrizione del contratto, infatti, retroagisce alla data della trascrizione della domanda, garantendo così la prelazione al promissario acquirente sul credito per la restituzione degli acconti versati.
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