Un uomo, condannato per aver coltivato una singola pianta di cannabis alta 1,60 metri nel cortile di casa, è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che la coltivazione domestica di cannabis non è reato quando le tecniche sono rudimentali, la quantità è minima e il prodotto è destinato esclusivamente all'uso personale. In questo caso, l'assenza di collegamenti con il mercato della droga e la limitata produttività della pianta hanno escluso la rilevanza penale del fatto. La sentenza è stata annullata 'perché il fatto non sussiste', confermando un importante principio sulla non punibilità delle coltivazioni 'in miniatura'.
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