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Principio Di Tipicità

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un principio fondamentale del diritto penale secondo cui nessuno può essere punito per un'azione che non sia espressamente prevista come reato dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Conguaglio esproprio edilizia convenzionata: no al costo extra
Un Comune ha chiesto a un cittadino, assegnatario di un alloggio realizzato da una cooperativa, la somma di oltre cinquantamila euro. Tale importo rappresentava una quota dei maggiori costi sostenuti dall'ente pubblico per l'esproprio dei terreni su cui sorgeva il fabbricato. Il Comune sosteneva la legittimita della richiesta a titolo di conguaglio esproprio edilizia convenzionata, considerando l'obbligo direttamente legato alla proprieta dell'immobile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, confermando che l'assegnatario non deve pagare. I giudici hanno chiarito che il maggior costo di esproprio non si trasferisce automaticamente all'acquirente dell'alloggio come obbligo reale. In assenza di una precisa clausola di accollo nel contratto di assegnazione o nella convenzione, l'ente pubblico non puo esigere somme integrative dai successivi acquirenti.
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Conguaglio esproprio edilizia convenzionata: no ai costi extra
Un Ente Pubblico ha chiesto agli eredi di un socio assegnatario di un alloggio popolare il rimborso pro-quota dei maggiori costi sostenuti per l'esproprio dei terreni edificabili. L'Ente Pubblico sosteneva la natura reale del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato la pretesa dell'Ente Pubblico. I giudici hanno stabilito che l'obbligo di pagare il conguaglio esproprio edilizia convenzionata non si trasferisce automaticamente in capo agli acquirenti o assegnatari finali degli alloggi. Per esigere il pagamento, occorre una specifica clausola contrattuale nell'atto di assegnazione o una chiara previsione nella convenzione urbanistica originaria. In mancanza di una formale assunzione dell'onere da parte dell'assegnatario, l'obbligo resta a carico esclusivo del soggetto costruttore originario. L'Ente Pubblico perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Coltivazione abusiva di cava: volumi rispettati ma pendenze errate
Un Comune ha inflitto una pesante sanzione pecuniaria a una società estrattiva per la coltivazione abusiva di cava. L'impresa ha rispettato i volumi complessivi autorizzati, la profondità massima e il perimetro di superficie, ma ha scavato sponde con pendenze eccessivamente ripide rispetto al progetto approvato. La società ha contestato la qualificazione dell'illecito, sostenendo l'assenza di sconfinamenti territoriali e invocando una sanzione minore per semplice violazione delle prescrizioni. I giudici di merito e la Corte di Cassazione hanno respinto l'opposizione dell'azienda. Gli ermellini hanno chiarito che l'autorizzazione estrattiva vincola la conformazione tridimensionale complessiva dello scavo. L'estrazione di materiale oltre la sagoma geometrica assentita integra a tutti gli effetti un prelievo non autorizzato. L'impresa deve quindi pagare l'intera sanzione di oltre mezzo milione di euro.
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Violazione del DASPO: il cambio nome del club non salva il tifoso
Un tifoso, sottoposto a DASPO con obbligo di firma, non si presentava in questura durante una partita di calcio. La difesa sosteneva l'inesistenza del reato poiché la società sportiva originaria era fallita, venendo sostituita da un nuovo club con diversa denominazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per violazione del DASPO. I giudici hanno chiarito che il provvedimento si riferiva alla nuova società sportiva, nata dall'acquisizione dei beni della precedente e attiva al momento del fatto. L'inammissibilità del ricorso ha inoltre impedito di far valere la prescrizione del reato.
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Coltivazione domestica di cannabis: condannato, poi assolto
Un uomo, condannato per aver coltivato una singola pianta di cannabis alta 1,60 metri nel cortile di casa, è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che la coltivazione domestica di cannabis non è reato quando le tecniche sono rudimentali, la quantità è minima e il prodotto è destinato esclusivamente all'uso personale. In questo caso, l'assenza di collegamenti con il mercato della droga e la limitata produttività della pianta hanno escluso la rilevanza penale del fatto. La sentenza è stata annullata 'perché il fatto non sussiste', confermando un importante principio sulla non punibilità delle coltivazioni 'in miniatura'.
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Sanzioni disciplinari detenuti: il ricorso in Cassazione
Un detenuto ha impugnato una sanzione disciplinare, lamentando vizi procedurali nella contestazione e la violazione del principio di tipicità dell'illecito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la contestazione può essere delegata e che ogni presunta violazione dei diritti di difesa deve essere eccepita immediatamente. Ha inoltre confermato la validità delle sanzioni disciplinari detenuti per la violazione di regolamenti interni che subordinano determinate attività a una specifica autorizzazione.
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