Una lavoratrice impiegata presso l'ufficio di un'ambasciata ha richiesto il riconoscimento del suo rapporto come lavoro subordinato. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che gli elementi forniti dalla lavoratrice (luogo di lavoro, orario fisso, supervisione, retribuzione costante) erano sufficienti per la qualificazione rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha ritenuto la contestazione del datore di lavoro troppo generica per invalidare le allegazioni della dipendente. È stata inoltre confermata la giurisdizione italiana, respingendo la tesi dell'immunità diplomatica per mansioni ausiliarie.
Continua »