Alcuni proprietari hanno concesso in affitto un complesso immobiliare a un ente pubblico per attività istituzionali. L'inquilino ha mutato la destinazione d'uso, impiegando i capannoni per il lavaggio di mezzi pesanti e lo stoccaggio provvisorio di rifiuti urbani. L'attività ha provocato gravissimi danni strutturali a solai, intonaci e pavimenti, oltre a un cedimento del terreno. I proprietari hanno agito per ottenere il risarcimento danni immobile locato. I giudici di merito hanno accolto la domanda, condannando l'ente a risarcire oltre 800.000 euro per i costi di ripristino. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la condanna: l'inquilino deve custodire il bene con diligenza e risponde del degrado eccedente il normale uso pattuito, a meno che non provi la non imputabilità del danno.
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