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Principio Di Competenza

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207 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prestazioni extra-budget: tassazione e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26365/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget fornite da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è rinviata al momento in cui il credito diventa certo e quantificabile, derogando al principio generale di competenza. Questo avviene perché il pagamento di tali prestazioni non è garantito, ma subordinato alla disponibilità di fondi pubblici aggiuntivi.
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Prestazioni extra-budget: tassazione e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26366/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget erogate da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è differita al momento in cui tali ricavi acquisiscono i requisiti di certezza e determinabilità, ovvero quando vengono formalmente riconosciuti e quantificati dall'ente pubblico. La Corte ha così rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'applicazione stringente del principio di competenza fiscale.
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Prestazioni extra-budget: quando si tassano i ricavi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26367/2025, ha stabilito che i ricavi derivanti da prestazioni extra-budget fornite da strutture sanitarie convenzionate non sono tassabili nell'anno in cui il servizio è reso. La tassazione è rinviata all'anno in cui tali ricavi diventano certi e oggettivamente determinabili, ovvero quando l'ente pubblico li riconosce e quantifica. Questa decisione deroga al principio generale di competenza, sottolineando che la mera erogazione della prestazione non garantisce la certezza del corrispettivo.
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Prestazioni extra-budget: tassazione e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26364/2025, ha chiarito il trattamento fiscale delle prestazioni extra-budget fornite da una struttura sanitaria. La Corte ha stabilito che tali ricavi non sono tassabili nell'anno in cui i servizi vengono resi, in quanto mancano dei requisiti di certezza e determinabilità fino al formale riconoscimento da parte dell'ente sanitario pubblico. Questa decisione rappresenta una deroga al principio generale di competenza fiscale.
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Deducibilità TFM: Cassazione chiarisce i limiti
Una società si è vista negare la deduzione per gli accantonamenti al Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei suoi amministratori perché l'Agenzia delle Entrate li riteneva eccessivi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM amministratori non è soggetta ai limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. La deduzione è ammessa secondo il principio di competenza, a patto che il diritto al TFM risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
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Motivazione apparente: sentenza tributaria annullata
Una società ha impugnato diversi avvisi di accertamento che contestavano la deducibilità di alcuni costi. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, annullando la sentenza di secondo grado per motivazione apparente riguardo alla contestazione sulla competenza fiscale di alcune fatture. La Suprema Corte ha ritenuto che i giudici d'appello avessero aderito alla tesi dell'Agenzia delle Entrate senza fornire una spiegazione autonoma e critica delle ragioni della decisione, violando così l'obbligo di motivazione.
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Rettifica conto ricavi: onere della prova e competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato i ricorsi di una società e dell'Agenzia delle Entrate, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Il caso verteva su avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva, con un focus sulla legittimità di una rettifica conto ricavi di 600.000 euro operata dalla società. La Corte ha stabilito che la rettifica, pur basata su un accordo transattivo, era fiscalmente illegittima perché non supportata da adeguata documentazione probatoria, sottolineando come l'onere della prova per una tale operazione contabile gravi interamente sul contribuente. La decisione ribadisce la centralità del principio di competenza e la necessità di una prova documentale rigorosa per giustificare le rettifiche che riducono l'imponibile.
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Deducibilità costi: la Cassazione sul principio di competenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto sia il ricorso di una società che quello dell'Agenzia delle Entrate in merito alla deducibilità dei costi per servizi di marketing. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano riconosciuto una deducibilità parziale, ribadendo che la valutazione sui fatti, se confermata in due gradi di giudizio, non è riesaminabile in sede di legittimità. È stato inoltre sottolineato come la certezza e la determinabilità del costo, necessarie per la sua imputazione secondo il principio di competenza, si realizzano al momento dell'ultimazione della prestazione, la cui prova spetta al contribuente.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16354/2025, ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per la deducibilità del TFR dei dipendenti non si applicano al Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. Ai fini della deducibilità TFM amministratori per competenza, è sufficiente che l'indennità sia prevista da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha inoltre chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni prima dell'emissione dell'avviso di accertamento non si applica alle verifiche fiscali 'a tavolino'.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società manifatturiera ha contestato un avviso di accertamento che negava la deducibilità di un accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei suoi amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando la piena deducibilità TFM amministratori secondo il principio di competenza, a condizione che l'emolumento sia previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM degli amministratori.
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Accertamento analitico-induttivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società, annullando la decisione di merito che aveva invalidato un accertamento analitico-induttivo. La Corte ha stabilito che i giudici tributari avevano errato nel non considerare adeguatamente i molteplici indizi gravi, precisi e concordanti (contabilità irregolare, ingenti finanziamenti dei soci non giustificati) che legittimavano la rettifica del reddito. Con un accertamento di questo tipo, l'onere di fornire la prova contraria spetta al contribuente. La Cassazione ha inoltre ribadito l'inderogabilità del principio di competenza temporale dei costi.
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Acconti immobiliari: quando si tassano? La Cassazione
Una società di costruzioni ha ricevuto un avviso di accertamento per maggiori ricavi non dichiarati, inclusi acconti per vendite immobiliari non ancora finalizzate. La Corte di Cassazione ha chiarito che, in base al principio di competenza, gli acconti immobiliari sono tassabili solo nell'anno in cui avviene il trasferimento di proprietà dell'immobile, non al momento dell'incasso. La Corte ha inoltre annullato la sentenza di secondo grado per carenza di motivazione su un altro punto della controversia.
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Sopravvenienza attiva: quando va tassato un credito?
Una società ottiene una sentenza favorevole contro un istituto di credito. L'Agenzia delle Entrate contesta il mancato inserimento del credito come sopravvenienza attiva nell'anno di deposito della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che il momento impositivo sorge con il deposito della sentenza che rende il credito certo e determinabile, a meno che la sua esecutività non sia sospesa, senza dover attendere il passaggio in giudicato.
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Sopravvenienza attiva: tassazione al deposito sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla tassazione della sopravvenienza attiva derivante da un credito riconosciuto in giudizio. Con l'ordinanza n. 11919/2025, i giudici hanno stabilito che il momento impositivo coincide con l'anno di deposito della sentenza che accerta il credito, e non con il momento in cui la stessa diventa definitiva. La condizione è che l'efficacia esecutiva della decisione non sia stata sospesa. Il caso riguardava la restituzione di interessi anatocistici da parte di una banca a una società, il cui reddito è stato poi imputato per trasparenza ai soci.
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Principio di competenza: Cassazione annulla accertamento
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale emesso nei confronti di una società e dei suoi soci. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nell'applicare il principio di cassa anziché il principio di competenza, che è inderogabile per la determinazione del reddito d'impresa. Secondo la Suprema Corte, i ricavi devono essere imputati all'esercizio in cui sono economicamente maturati, e non a quello in cui sono stati materialmente incassati.
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Motivazione apparente: Cassazione cassa la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria per motivazione apparente. L'Agenzia Fiscale aveva contestato la deducibilità di vari costi a un gruppo societario, ma i giudici di secondo grado avevano respinto l'appello con motivazioni generiche e superficiali. La Cassazione ha stabilito che una motivazione apparente, che non spiega l'iter logico della decisione, rende la sentenza nulla, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Principio di competenza: quando dedurre i costi
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti fiscali per le imprese. Il caso riguardava un avviso di accertamento notificato a una società di servizi. La Corte ha stabilito che, in base al principio di competenza, il costo per una prestazione professionale è deducibile nell'anno in cui la prestazione è ultimata, non quando viene pagata. Ha inoltre confermato che la perdita su un credito verso un'azienda fallita è deducibile dall'anno della dichiarazione di fallimento. Altri motivi di ricorso, relativi a svalutazioni e deduzioni IRAP, sono stati respinti.
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Plusvalenza principio di competenza: quando si paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6327/2025, ha stabilito che la tassazione della plusvalenza derivante dalla cessione d'azienda segue il principio di competenza, non quello di cassa. Di conseguenza, l'imposta è dovuta sull'intero corrispettivo pattuito nell'anno in cui avviene la cessione, indipendentemente dal suo effettivo incasso. L'eventuale mancato pagamento da parte dell'acquirente costituisce un evento separato, che potrà generare una perdita deducibile in un periodo d'imposta successivo.
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Deducibilità perdite su crediti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 303/2025, ha chiarito i requisiti per la deducibilità perdite su crediti. Un contribuente si era visto negare la deduzione di una perdita relativa all'anno 2010, poiché il debitore era stato dichiarato fallito solo nel 2012. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che la perdita è deducibile solo nell'anno in cui si acquisisce la certezza della sua irrecuperabilità, sulla base di elementi certi e precisi. L'onere della prova spetta al contribuente, che non può scegliere arbitrariamente il periodo d'imposta in cui operare la deduzione.
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Deducibilità interessi passivi: guida completa 2025
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla deducibilità interessi passivi relativi a un mutuo milionario contratto da una società immobiliare. L'Amministrazione Finanziaria negava la deduzione sostenendo che il finanziamento non fosse destinato alla costruzione dell'immobile. La Corte ha stabilito che la finalità del prestito è irrilevante: per la piena deducibilità è sufficiente che il finanziamento sia garantito da ipoteca su immobili destinati alla locazione. Ha tuttavia accolto i motivi del Fisco su un aspetto minore, relativo all'errata imputazione temporale di alcuni costi.
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