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Principio Di Competenza

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207 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Principio di competenza: quando tassare i ricavi?
Un imprenditore nel settore spettacolo e sport ha contestato un avviso di accertamento, sostenendo che i ricavi di un accordo transattivo non andassero tassati nell'anno di stipula a causa dei ritardi nei pagamenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che per il principio di competenza, i ricavi si considerano conseguiti e vanno tassati nell'esercizio in cui sorge il diritto a percepirli (la data dell'accordo), indipendentemente dal momento dell'effettivo incasso.
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Sanzioni tributarie: Cassazione e il principio favor rei
Una società si è vista notificare un avviso di accertamento per la deduzione di costi in un anno d'imposta errato e per il mancato riconoscimento di crediti deteriorati. La Corte di Cassazione ha respinto quasi tutti i motivi di ricorso, confermando la non deducibilità dei costi e dei crediti per vizi di merito non riesaminabili in sede di legittimità. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni tributarie, applicando il principio del favor rei a seguito di una modifica normativa più favorevole (ius superveniens) che ha ridotto l'entità delle sanzioni. La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione delle sole sanzioni.
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Principio di competenza: quando tassare un ricavo?
La Corte di Cassazione conferma che, in base al principio di competenza fiscale, un ricavo deve essere tassato nell'anno in cui il diritto a percepirlo diventa certo e determinabile, non nell'anno dell'effettivo incasso. Nel caso esaminato, una società di costruzioni aveva riaddebitato al committente degli oneri finanziari tramite una fattura emessa nel 2008. La Corte ha stabilito che, proprio in virtù dell'emissione della fattura, il ricavo era certo e determinabile già nel 2008 e andava tassato in quell'esercizio, rigettando il ricorso dell'impresa che voleva posticiparne la tassazione all'anno del pagamento.
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Fatture generiche: no alla deducibilità dei costi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità dei costi e la detrazione IVA non sono ammesse in presenza di fatture generiche che non specificano la natura e la quantità dei servizi. Nel caso di specie, relativo a servizi di trasporto, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente applicato normative straniere a operazioni svolte in Italia, ribadendo che l'onere di provare la concretezza delle operazioni spetta al contribuente.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30974/2025, ha stabilito che l'accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (T.F.M.) è deducibile anche in assenza di compensi annuali per gli amministratori. La sentenza chiarisce che la condizione essenziale per la deducibilità TFM amministratori, secondo il principio di competenza, è la presenza di un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che preveda l'indennità. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'applicazione analogica delle regole del T.F.R. dei dipendenti, confermando così le decisioni dei giudici di merito a favore della società contribuente.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando le condizioni per la deducibilità TFM amministratori. La Corte ha ribadito che l'accantonamento è deducibile per competenza se il diritto all'indennità risulta da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo. In assenza di tali requisiti, si applica il principio di cassa. Il ricorso è stato respinto poiché contestava un accertamento di fatto, insindacabile in sede di legittimità, relativo all'esistenza di tale documento.
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Ricavi extra budget: quando sono tassabili? La Cassazione
Una casa di cura privata si è vista contestare dall'Amministrazione Finanziaria l'omessa dichiarazione di ricavi per prestazioni sanitarie rese oltre il budget convenzionato (cd. ricavi extra budget). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso del Fisco, confermando che tali ricavi non sono tassabili nell'anno in cui la prestazione è eseguita, ma solo quando diventano certi nell'esistenza (an) e determinabili nell'importo (quantum), in applicazione del principio di competenza fiscale derogato di cui all'art. 109 del TUIR.
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Perdita su crediti: deducibilità in caso di fallimento
Un'impresa aveva dedotto una perdita su crediti nell'anno d'imposta 2013, a seguito del fallimento del debitore dichiarato nel 2012. L'Agenzia delle Entrate contestava la deduzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che la deducibilità della perdita su crediti è ammessa in una 'finestra temporale' che va dalla data della sentenza di fallimento fino al momento della cancellazione del credito dal bilancio secondo i principi contabili. Questo principio si applica anche ai periodi d'imposta anteriori al 2015.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Una società edile, a seguito di un controllo, riceve un avviso di accertamento induttivo per redditi non dichiarati. La Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate può procedere con l'accertamento induttivo anche senza una preventiva dichiarazione formale di inattendibilità delle scritture contabili, se queste risultano sostanzialmente inaffidabili, ad esempio per violazione del principio di competenza.
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Ricavi extra budget: quando dichiararli al fisco?
Una società che gestisce una casa di cura ha ricevuto un avviso di accertamento per non aver dichiarato i ricavi derivanti da prestazioni sanitarie rese oltre il tetto di spesa concordato con l'Azienda Sanitaria Provinciale (i cosiddetti 'ricavi extra budget'). La Corte di Cassazione, confermando la sua giurisprudenza, ha stabilito che tali ricavi non devono essere tassati nell'anno in cui le prestazioni sono state eseguite, ma solo quando il credito diventa 'certo' e 'determinabile', ovvero quando l'ente pubblico riconosce formalmente il debito. La sentenza chiarisce l'applicazione del principio di competenza fiscale in questo specifico settore.
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Giudicato penale tributario: l’impatto sulla lite
L'Agenzia delle Entrate contesta l'annullamento di un accertamento fiscale basato unicamente su una sentenza di assoluzione penale. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione sul giudicato penale tributario e l'impatto di recenti riforme legislative, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza emettere un verdetto finale.
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Principio di competenza: la consegna per il Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25845/2024, interviene sul principio di competenza fiscale. Il caso riguarda un'azienda produttrice di macchinari a cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'imputazione di ricavi all'anno in cui i beni erano stati resi disponibili nel proprio magazzino, anziché nell'anno successivo in cui erano stati effettivamente spediti e installati. La Corte ha stabilito che, ai fini fiscali, la 'consegna' che determina il momento impositivo non è la mera messa a disposizione, ma il trasferimento materiale della disponibilità del bene dal venditore all'acquirente. Pertanto, i ricavi devono essere imputati all'esercizio in cui i beni escono dalla sfera di controllo del venditore.
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Principio di competenza: la consegna fisica è decisiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25788/2024, ha stabilito un punto fermo sul principio di competenza fiscale. Una società produttrice di macchinari aveva registrato i ricavi nell'anno in cui i beni erano stati resi disponibili nel proprio magazzino, prima della spedizione e montaggio presso il cliente. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale prassi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che, ai fini fiscali, la 'consegna' che determina il momento di imputazione del ricavo per la vendita di beni mobili coincide con il trasferimento della disponibilità materiale del bene, ovvero quando questo esce fisicamente dalla sfera del venditore. La mera comunicazione della disponibilità al ritiro non è sufficiente.
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Principio di competenza: quando si realizza la consegna?
Una società produttrice di macchinari ha imputato i ricavi all'anno in cui i beni erano pronti nel proprio magazzino. L'Agenzia Fiscale ha contestato tale operato, sostenendo che i ricavi dovessero essere riconosciuti al momento della consegna fisica l'anno successivo. La Corte di Cassazione, applicando il principio di competenza, ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, chiarendo che la 'consegna' ai fini fiscali coincide con il trasferimento materiale del bene e non con la mera messa a disposizione.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un professionista riceveva un'indennità di recesso da uno studio associato. L'Agenzia delle Entrate la tassava interamente, ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello a causa di una motivazione apparente. La pronuncia è stata giudicata illogica e contraddittoria, in quanto applicava principi fiscali opposti (cassa e competenza) senza una spiegazione coerente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Principio di competenza: Cassazione su costi deducibili
Una società di leasing ha dedotto costi nell'anno 2007 che in realtà erano di competenza degli anni 2006 e 2008. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha riaffermato il carattere inderogabile del principio di competenza fiscale. Secondo la Corte, i costi devono essere imputati esclusivamente all'esercizio in cui maturano economicamente, senza alcuna possibilità di scelta discrezionale da parte del contribuente, anche in assenza di un danno per l'erario. La sentenza ha quindi cassato la decisione di secondo grado, rinviando la causa per una nuova valutazione basata sul corretto rispetto del principio di competenza.
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Deducibilità costi: onere della prova sul contribuente
Una società ha impugnato avvisi di accertamento relativi alla deducibilità di costi fatturati da una controllata, canoni di leasing e spese pubblicitarie. La Corte di Cassazione ha confermato che per la deducibilità costi l'onere della prova grava sul contribuente, che deve fornire documentazione specifica e non generica. Ha però accolto i ricorsi sulla competenza dei canoni di leasing e delle spese pubblicitarie, e ha annullato la sentenza sulle sanzioni per un vizio formale.
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Operazioni triangolari: la prova dell’intento
La Corte di Cassazione interviene su un caso di accertamento fiscale, chiarendo i requisiti probatori per le operazioni triangolari ai fini della non imponibilità IVA. La sentenza sottolinea che non basta provare il trasporto della merce all'estero, ma è necessario dimostrare con documentazione che l'operazione era concepita fin dall'origine come cessione nazionale in vista di un'esportazione. Viene inoltre affrontato il tema della corretta ammortizzazione dei costi di sviluppo di un nuovo campionario, accogliendo parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
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Operazioni triangolari IVA: prova della volontà iniziale
Una società produttrice di calzature ha ottenuto un giudizio favorevole dalla Commissione Tributaria Regionale su un accertamento relativo a operazioni triangolari IVA e all'ammortamento dei costi per un nuovo catalogo. L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha ribaltato la decisione, affermando che per la non imponibilità IVA nelle operazioni triangolari non è sufficiente provare la spedizione della merce all'estero. È necessario dimostrare, con prove documentali, che l'intera operazione era stata concepita fin dall'inizio come un trasferimento nazionale finalizzato all'esportazione immediata. Anche la decisione sull'ammortamento dei costi è stata giudicata carente, rinviando entrambe le questioni a un nuovo esame.
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Ricavi extra budget: quando tassarli? La Cassazione
Una società sanitaria contestava un avviso di accertamento che tassava i ricavi per prestazioni "extra budget" nell'anno in cui erano state fornite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale sui ricavi extra budget. Ha chiarito che tali ricavi non sono imponibili finché l'ente sanitario pubblico non ne riconosce formalmente il diritto al pagamento, poiché solo in quel momento diventano "certi e determinabili" secondo il principio di competenza fiscale. La Corte ha invece respinto le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate su altre questioni, come la deducibilità di alcuni costi.
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