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Principio Di Cassa

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115 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società ha contestato un avviso di accertamento che negava la piena deducibilità dei costi per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM. La piena deducibilità TFM è ammessa secondo il principio di competenza, a patto che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
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Deducibilità TFM: i limiti del TFR non si applicano
L'Agenzia delle Entrate contestava a due società la deducibilità di accantonamenti per il TFM degli amministratori, sostenendo l'applicazione dei limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti dell'art. 2120 c.c. e segue le proprie regole, basate sul principio di competenza se l'indennità è prevista da un atto scritto con data certa anteriore al rapporto.
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Deducibilità TFM: Cassazione esclude il limite TFR
Due società hanno contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, applicando le stesse regole del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso delle società, stabilendo che i limiti quantitativi previsti per il TFR non sono applicabili al TFM. Per la piena deducibilità TFM secondo il principio di competenza, è sufficiente che l'indennità sia stabilita da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo.
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Deducibilità TFM amministratori: no a limiti TFR
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità TFM amministratori non è soggetta agli stessi limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a due società la deduzione di accantonamenti TFM ritenuti eccessivi. La Corte ha chiarito che, in assenza di una norma specifica, non si può applicare per analogia l'art. 2120 del codice civile. La deducibilità per competenza è ammessa a condizione che il diritto al TFM e il suo importo risultino da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. In caso contrario, si applica il principio di cassa.
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TFM Amministratori: deducibilità senza limiti TFR
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4854/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la piena deducibilità degli accantonamenti per il TFM amministratori. La Corte ha stabilito che non si applica per analogia il limite di calcolo previsto per il TFR dei lavoratori dipendenti (compenso annuo diviso 13,5). La deducibilità per competenza è ammessa a condizione che il trattamento sia previsto da un atto con data certa anteriore all'inizio del mandato che ne specifichi l'importo. In assenza di tali requisiti, la deduzione avviene per cassa, al momento del pagamento.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13540/2025, ha stabilito che la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per gli amministratori non è soggetta ai limiti quantitativi previsti per il TFR dei lavoratori dipendenti. La deduzione annuale delle quote, secondo il principio di competenza, è legittima a condizione che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. In assenza di tale requisito, la deducibilità segue il principio di cassa.
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Deducibilità TFM amministratori: no ai limiti del TFR
Una società si è opposta alla pretesa dell'Amministrazione Finanziaria di limitare la deducibilità degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori, applicando le stesse regole del TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM amministratori segue il principio di competenza se l'emolumento risulta da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. Ha escluso l'applicazione analogica dei limiti quantitativi previsti per il TFR, poiché non esiste una norma specifica che lo imponga.
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Deducibilità TFM: Cassazione esclude il limite del TFR
Una società si è vista contestare la deducibilità degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori. L'Amministrazione finanziaria riteneva applicabile il limite quantitativo previsto per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità del TFM non è soggetta ai limiti dell'art. 2120 c.c. e segue il principio di competenza, a patto che l'emolumento sia stabilito da un atto con data certa anteriore all'inizio del mandato.
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Deducibilità costi: onere della prova per professionisti
Un professionista si è visto contestare la deducibilità di alcuni costi dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva parzialmente accolto le ragioni del contribuente. Il motivo è duplice: il giudice d'appello non si è pronunciato su tutti i costi contestati e ha illegittimamente riconosciuto una deduzione in via percentuale per altri costi, senza un'adeguata prova. La causa è stata rinviata per un nuovo esame, riaffermando che la prova rigorosa della deducibilità dei costi professionali spetta sempre al contribuente.
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Accertamento bancario: quando il ricorso è inammissibile
Un contribuente, soggetto ad un accertamento bancario per redditi non dichiarati e residenza estera fittizia, ha visto il suo ricorso respinto in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti e mancava di specificità nell'indicare le presunte violazioni di legge, confermando la legittimità della pretesa fiscale.
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Tassazione plusvalenza e ritardo P.A.: le novità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19093/2025, stabilisce un principio fondamentale sulla tassazione plusvalenza derivante da occupazione usurpativa. Sebbene tali somme siano generalmente tassabili, l'imposta non è dovuta qualora il pagamento da parte della Pubblica Amministrazione avvenga con un ritardo ingiustificato, tale da far ricadere l'operazione sotto un regime fiscale successivo e più oneroso per il cittadino. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare la sussistenza di tale ritardo.
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Ritenuta fiscale buoni postali: decide la Cassazione
Un risparmiatore contesta l'importo rimborsato per un buono postale, sostenendo un calcolo errato della ritenuta fiscale. Dopo due sentenze favorevoli al risparmiatore, la Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per decidere in modo definitivo se la ritenuta fiscale vada calcolata al momento del pagamento (criterio di cassa) o annualmente (criterio di competenza).
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Redditi indebiti: obbligo di dichiarazione fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19818/2025, ha stabilito che i redditi indebiti, anche se percepiti per errore e soggetti a restituzione, devono essere tassati e dichiarati nell'anno di percezione. La successiva restituzione potrà essere dedotta come onere in un anno fiscale successivo. La Corte ha così annullato la decisione di merito che escludeva la tassabilità di tali somme, riaffermando il principio di cassa e l'obbligo generale di dichiarazione di tutti i redditi posseduti.
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Limite compensazione credito IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo un principio fondamentale sul limite compensazione credito IVA. La Corte ha chiarito che il tetto annuale non si calcola sull'anno in cui avviene il pagamento (cassa), ma sull'anno in cui il credito matura (competenza). Questa decisione impedisce all'amministrazione di cumulare crediti di anni diversi sotto un unico limite annuale, tutelando i contribuenti dai ritardi procedurali.
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Ritenuta fiscale buoni postali: decide la Cassazione
Una risparmiatrice contesta all'ente emittente il calcolo degli interessi sui suoi buoni fruttiferi postali, sostenendo di aver ricevuto una somma inferiore al dovuto. La controversia riguarda il metodo di applicazione della ritenuta fiscale buoni postali: se debba basarsi sul 'criterio di cassa' (tassazione al momento del rimborso finale) o sul 'criterio di competenza' (tassazione annuale sugli interessi maturati). I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione alla risparmiatrice. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di eccezionale importanza e, data la presenza di decisioni contrastanti e l'assenza di un precedente, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una pronuncia definitiva che farà da guida per tutti i casi simili.
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