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Principio Di Cassa

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115 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Plusvalenza imponibile: la truffa non annulla le tasse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza imponibile derivante dalla vendita di un terreno è soggetta a tassazione nel momento in cui il corrispettivo viene incassato, secondo il principio di cassa. La circostanza che i venditori siano stati successivamente truffati dello stesso importo non elimina il presupposto impositivo, poiché la truffa è un evento successivo e distinto dall'avvenuto incasso che ha generato la capacità contributiva.
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Deducibilità indennità avviamento anche senza esborso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14615/2024, ha stabilito che la deducibilità dell'indennità di avviamento non è subordinata a un effettivo esborso di denaro. Se l'obbligazione viene estinta tramite compensazione con un credito vantato verso il conduttore, l'onere rimane deducibile ai fini IRPEF, a condizione che il contribuente fornisca prova dell'operazione. Il caso riguardava dei locatori che avevano compensato l'indennità dovuta a una banca con il maggior credito per il ripristino dell'immobile.
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Ritardo pagamento P.A.: niente tasse sull’esproprio
Una contribuente ha ricevuto un'indennità di esproprio con quasi 30 anni di ritardo. La P.A. ha applicato una ritenuta fiscale del 20% basata su una legge introdotta durante il ritardo. La Corte di Cassazione ha annullato la tassazione, stabilendo che il ritardo nel pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, se ingiustificato, impedisce l'applicazione di nuove imposte. Lo Stato non può trarre vantaggio dal proprio inadempimento.
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Plusvalenza terreni edificabili: quando si tassa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6482/2024, ha affrontato un caso relativo alla tassazione della plusvalenza su terreni edificabili. Ha stabilito due principi chiave: un vizio di notifica dell'atto impositivo è sanato se il contribuente si difende nel merito; inoltre, il momento impositivo per la plusvalenza sorge con la stipula dell'atto definitivo di vendita, che trasferisce la proprietà, e non con il semplice incasso di acconti in fase di contratto preliminare.
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Ritardo pagamento indennità esproprio: niente tasse
Un cittadino ha ricevuto un'indennità di esproprio molti anni dopo l'evento, a causa di ritardi della Pubblica Amministrazione. Nel frattempo, una nuova legge ha reso tassabili tali indennità. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a causa dell'ingiustificato ritardo nel pagamento dell'indennità di esproprio, il cittadino non è tenuto a pagare le imposte. Il ritardo è attribuibile allo Stato nel suo complesso, compreso il sistema giudiziario, e il contribuente non deve essere penalizzato per l'inefficienza statale.
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Fatturazione anticipata: quando scatta l’evasione IVA
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3019 del 2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di evasione IVA. Un imprenditore, accusato di una cospicua evasione, sosteneva che l'imposta non fosse dovuta in quanto le fatture per i servizi resi non erano ancora state pagate. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la semplice emissione della fattura prima del pagamento (fatturazione anticipata) rende l'IVA immediatamente esigibile, applicando di fatto il principio di competenza e rendendo irrilevante il mancato incasso ai fini della commissione del reato.
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Fatture non incassate: la presunzione di incasso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32768/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di fatture non incassate. Se un professionista emette una fattura, si presume che abbia ricevuto il pagamento. Spetta al contribuente fornire una prova rigorosa del mancato incasso per evitare la tassazione del relativo importo. Nel caso di specie, le prove fornite dal professionista (estratti conto e lettere di messa in mora) sono state ritenute insufficienti a superare tale presunzione, confermando l'accertamento fiscale dell'Agenzia delle Entrate.
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Plusvalenza datio in solutum: quando è tassabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35075/2024, ha stabilito che la plusvalenza derivante da una cessione di terreno è tassabile anche se il corrispettivo non è denaro, ma un'altra utilità economicamente valutabile (datio in solutum). Secondo la Corte, questa operazione costituisce una manifestazione di capacità contributiva e genera un reddito imponibile. La dichiarazione di avvenuto pagamento contenuta nell'atto notarile, inoltre, assume un valore probatorio rilevante, non superabile da prove tardive o generiche.
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Contributo in conto capitale: la tassazione corretta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34622/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria sulla tassazione di un contributo in conto capitale. La Corte ha confermato che se il contributo è finalizzato all'acquisto di beni ammortizzabili, l'impresa può scegliere se ridurre il costo del bene o imputare il contributo a risconto, frazionandolo su più esercizi. Il ricorso dell'Agenzia è stato respinto perché non ha colto la 'ratio decidendi' della sentenza impugnata, incentrata su questa alternativa fiscale e non sul principio di cassa.
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Principio di cassa: onere della prova sul professionista
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32035/2024, ha riaffermato un principio fondamentale per i lavoratori autonomi: l'onere della prova riguardo la data di incasso dei compensi spetta al contribuente. Il caso riguardava un professionista a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la mancata dichiarazione di redditi per fatture emesse nel 2012. La Corte ha stabilito che, in base al principio di cassa, spetta al professionista dimostrare che l'incasso è avvenuto in un anno successivo. La sentenza ha anche chiarito che per l'applicazione del regime di IVA ad esigibilità differita è necessario rispettare rigidi requisiti formali sulla fattura, in assenza dei quali si applica il regime ordinario.
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Deducibilità TFM: Cassazione chiarisce i limiti
Una società si è vista negare la deduzione per gli accantonamenti al Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei suoi amministratori perché l'Agenzia delle Entrate li riteneva eccessivi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM amministratori non è soggetta ai limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. La deduzione è ammessa secondo il principio di competenza, a patto che il diritto al TFM risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
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Patrocinio a spese dello Stato: reddito non percepito
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per falsa dichiarazione ai fini dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Il caso riguardava un lavoratore che non aveva dichiarato lo stipendio non corrispostogli dalla moglie-datrice di lavoro. La Corte ha stabilito che, per il beneficio, rileva solo il reddito effettivamente percepito (principio di cassa) e non un mero credito, anche se certo e liquido. Di conseguenza, non avendo l'imputato incassato le somme, la sua dichiarazione non era falsa e il reato non sussiste.
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Tassazione separata arretrati: la no tax area esclusa
Un contribuente ha ricevuto arretrati pensionistici in un'unica soluzione, soggetti a tassazione separata. Ha richiesto il rimborso sostenendo che, se percepiti annualmente, i redditi sarebbero rientrati nella 'no tax area'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il regime di tassazione separata arretrati si applica secondo il principio di cassa, ovvero nell'anno di percezione. La Corte ha stabilito che tale regime è già una misura per attenuare gli effetti della progressività fiscale e non consente di disapplicare l'imposta in base alla situazione reddituale ipotetica degli anni precedenti, salvo in caso di ritardo patologico dell'ente erogatore, non riscontrato nel caso di specie.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società manifatturiera ha contestato un avviso di accertamento che negava la deducibilità di un accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei suoi amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando la piena deducibilità TFM amministratori secondo il principio di competenza, a condizione che l'emolumento sia previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha stabilito che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM degli amministratori.
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Tassazione earn-out: vale la data del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11955/2025, chiarisce un punto cruciale sulla tassazione earn-out. In caso di cessione di partecipazioni con prezzo variabile legato a risultati futuri, l'aliquota fiscale applicabile è quella in vigore al momento della stipula del contratto di cessione, non quella vigente al momento del successivo incasso. La Corte distingue tra il momento di realizzo della plusvalenza, che fissa il regime fiscale, e il momento dell'incasso, che determina solo il periodo d'imposta per la dichiarazione, confermando la tesi dei contribuenti.
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Principio di competenza: Cassazione annulla accertamento
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale emesso nei confronti di una società e dei suoi soci. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nell'applicare il principio di cassa anziché il principio di competenza, che è inderogabile per la determinazione del reddito d'impresa. Secondo la Suprema Corte, i ricavi devono essere imputati all'esercizio in cui sono economicamente maturati, e non a quello in cui sono stati materialmente incassati.
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Plusvalenza terreno edificabile: acquisto pre-1992
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile è interamente tassabile, anche se il bene è stato acquistato prima del 1° gennaio 1992, data di entrata in vigore della normativa specifica. Il calcolo della plusvalenza terreno edificabile deve considerare come costo iniziale il prezzo di acquisto originario, senza escludere l'incremento di valore maturato prima del 1992. La tassazione si applica al momento della cessione, non essendo considerata retroattiva.
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Plusvalenza principio di competenza: quando si paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6327/2025, ha stabilito che la tassazione della plusvalenza derivante dalla cessione d'azienda segue il principio di competenza, non quello di cassa. Di conseguenza, l'imposta è dovuta sull'intero corrispettivo pattuito nell'anno in cui avviene la cessione, indipendentemente dal suo effettivo incasso. L'eventuale mancato pagamento da parte dell'acquirente costituisce un evento separato, che potrà generare una perdita deducibile in un periodo d'imposta successivo.
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Deducibilità TFM amministratori: limiti non applicabili
Una società ha contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per i suoi amministratori, applicando le stesse regole del TFR per i dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti quantitativi dell'art. 2120 c.c. previsti per i lavoratori subordinati. La Corte ha ribadito che il TFM è deducibile per competenza solo se previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del mandato.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità integrale degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, poiché l'Agenzia delle Entrate applicava i limiti previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, confermando la piena deducibilità TFM amministratori, a condizione che il diritto a tale trattamento risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha ribadito che non esiste alcuna norma che equipari fiscalmente il TFM al TFR.
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