La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, rigettando il ricorso dell'imputato. La decisione si fonda sulla provata finalità di spaccio, desunta non solo dal possesso di circa 50 grammi di cocaina pura al 70%, ma anche da elementi sintomatici quali l'uso di messaggistica criptata e l'impiego di un'auto con adesivi di un'associazione di soccorso per eludere i controlli. La Corte ha escluso l'ipotesi della lieve entità a causa dell'elevato numero di dosi ricavabili, stimato in oltre duecento, e della sproporzione tra il costo della droga e il reddito dell'imputato.
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