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Previdenza Complementare

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71 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Tassazione previdenza complementare: la Cassazione nega sconti
Un ex dipendente di banca ha chiesto il rimborso delle tasse pagate sulla liquidazione ricevuta da un fondo pensione. Sosteneva che i suoi contributi non dovessero essere tassati. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio chiave sulla tassazione previdenza complementare: le somme erogate sono interamente tassabili. A differenza dei contributi obbligatori per legge (come quelli INPS), i versamenti a fondi complementari sono volontari e non beneficiano di esenzioni o franchigie al momento della liquidazione. L'intera prestazione ricevuta dal fondo costituisce reddito e, come tale, va tassata.
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Fondo Pensione: Contributi Volontari non Deducibili, No al Rimborso
Un ex dipendente ha richiesto il rimborso dell'IRPEF pagata sulla liquidazione in forma capitale di un fondo pensione. Sosteneva che i contributi da lui versati dovessero essere esclusi dalla base imponibile. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave sulla tassazione del fondo pensione complementare: solo i contributi 'obbligatori per legge' sono deducibili. I contributi versati a un fondo di previdenza complementare, anche se previsti da un accordo aziendale, sono considerati facoltativi e quindi non possono essere sottratti dall'importo tassabile. Di conseguenza, l'intera somma erogata dal fondo costituisce reddito imponibile e la richiesta di rimborso del contribuente è stata respinta.
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Tassazione previdenza complementare: niente sconti fiscali sul passato
Una pensionata, ex dipendente pubblica, ha chiesto il rimborso delle tasse pagate sulla sua pensione integrativa, sostenendo di avere diritto a un'aliquota fiscale più bassa introdotta da una legge del 2005. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo un principio chiave sulla tassazione previdenza complementare: le nuove regole fiscali più vantaggiose, in vigore dal 1° gennaio 2007, non sono retroattive. Per i capitali accumulati fino al 31 dicembre 2006 dai cosiddetti 'vecchi iscritti' a 'vecchi fondi', si applica il regime fiscale precedente, meno favorevole. La pensionata ha quindi perso la causa.
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Tassazione Previdenza Complementare: Contributi Tassati, Rimborso Negato
Un ex dipendente di un istituto bancario ha richiesto il rimborso dell'IRPEF trattenuta sulla liquidazione in capitale erogata da un fondo di previdenza complementare. Sosteneva che la base imponibile fosse errata, poiché non erano stati detratti i contributi da lui versati. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio chiave sulla tassazione della previdenza complementare: l'intera somma erogata dal fondo costituisce la base imponibile. Non è possibile defalcare i contributi versati dal lavoratore, in quanto non sono obbligatori per legge ma derivano da una scelta volontaria o contrattuale. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate ha agito correttamente negando il rimborso.
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Fondo Pensione Intoccabile: Banca Perde, Ex Dipendente Vince
Una ex dipendente si oppone al pignoramento dei suoi fondi pensione da parte della sua ex Azienda, ora sua creditrice. L'Azienda sosteneva che, dopo il licenziamento e l'inerzia della lavoratrice nel trasferire i fondi, questi fossero diventati pignorabili. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla lavoratrice, stabilendo un importante principio sulla impignorabilità della previdenza complementare. I giudici hanno chiarito che le somme accumulate in un fondo pensione restano impignorabili finché si trovano nella 'fase di accumulo', anche se il rapporto di lavoro è cessato e il lavoratore non ha ancora deciso cosa farne. L'inerzia non fa perdere la protezione legale.
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Mancato versamento TFR fondo pensione: guida legale
Il Tribunale di Roma ha condannato un'azienda per il mancato versamento TFR fondo pensione. Nonostante le trattenute in busta paga, le somme non venivano versate al fondo complementare. Il giudice ha riconosciuto al lavoratore il diritto di agire direttamente per tutelare la propria posizione previdenziale, ordinando il pagamento di oltre 12.000 euro.
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Fondo Garanzia Previdenza Complementare: No a soldi diretti al lavoratore
Un datore di lavoro non versa i contributi per la pensione integrativa di un dipendente. Quest'ultimo chiede il pagamento diretto delle somme all'INPS. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, stabilisce un principio fondamentale: il Fondo di Garanzia per la previdenza complementare non paga le somme mancate direttamente al lavoratore. La sua funzione è diversa da quella del fondo per il TFR. Esso interviene solo per integrare la futura pensione, garantendo che il 'buco' contributivo venga colmato al momento del pensionamento, non prima. L'INPS vince quindi il ricorso.
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Contributi pensione non versati: l’INPS non paga il lavoratore
Un lavoratore, il cui datore di lavoro insolvente non aveva versato le quote al suo fondo pensione, ha chiesto all'INPS il pagamento diretto di tali somme. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno chiarito che l'omesso versamento contributi previdenza complementare non dà diritto al lavoratore di ricevere personalmente il denaro dall'INPS. Il Fondo di Garanzia, infatti, non serve a risarcire il dipendente, ma a integrare la sua posizione contributiva direttamente presso il fondo pensione. Avendo il lavoratore già riscattato la sua posizione, non c'era più nulla da garantire. La vittoria è andata quindi all'INPS.
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Tassazione previdenza complementare: contributi volontari, tasse piene
Un ex dipendente di banca ha richiesto il rimborso dell'IRPEF sulla liquidazione del suo fondo pensione, sostenendo che i contributi versati non dovessero essere tassati. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave sulla tassazione della previdenza complementare: solo i contributi versati per obbligo di legge sono esenti da tasse. Poiché in questo caso i versamenti derivavano da un accordo volontario e non da una norma imperativa, l'intera prestazione pensionistica è stata considerata base imponibile e quindi soggetta a tassazione piena. Il Lavoratore ha perso la causa e non ha ottenuto il rimborso.
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Previdenza complementare: tassazione e rimborsi
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che riconosceva a un contribuente il diritto al rimborso fiscale per l'applicazione di un'aliquota del 15% sulla propria previdenza complementare. La controversia ruota attorno all'applicabilità del regime fiscale più favorevole introdotto dal D.Lgs. 252/2005 rispetto alla normativa previgente. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti giurisprudenziali consolidati sulla specifica questione dei fondi interni e del pubblico impiego, ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio alla sezione tributaria per un esame di merito più approfondito.
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Previdenza complementare: tassazione dello zainetto
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un ex dipendente bancario in merito alla tassazione della previdenza complementare erogata come capitale unico (cosiddetto zainetto). La controversia riguardava la richiesta di rimborso IRPEF basata sulla presunta deducibilità dei contributi e sull'applicazione di una detrazione del 12,5%. Gli Ermellini hanno stabilito che, trattandosi di contributi versati su base convenzionale e non per obbligo di legge, essi concorrono interamente a formare la base imponibile. Inoltre, la detrazione richiesta è riservata esclusivamente alle prestazioni erogate in forma di rendita periodica e non a quelle capitalizzate in un'unica soluzione.
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Previdenza complementare: tassazione dei contributi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ex dipendente bancario relativo al rimborso IRPEF sulle somme erogate da un fondo di previdenza complementare. Il punto centrale riguarda la tassazione dei contributi versati: la Corte ha stabilito che solo i contributi obbligatori per legge sono esenti da tassazione. Poiché i versamenti al fondo integrativo in esame avevano natura facoltativa e contrattuale, essi devono essere inclusi nella base imponibile. La decisione conferma che l'intera somma erogata dal fondo è soggetta a tassazione ordinaria, non essendo applicabile l'aliquota agevolata in assenza di prova del rendimento finanziario specifico.
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Pensione integrativa: guida alla tassazione agevolata
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate riguardante il regime fiscale di una pensione integrativa erogata da un fondo interno. Il contribuente aveva richiesto il rimborso delle maggiori imposte versate tra il 2014 e il 2018, invocando l'applicazione dell'aliquota agevolata del 15% prevista dal D.Lgs. 252/2005. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che per i cosiddetti 'vecchi iscritti' (soggetti iscritti a fondi pensionistici prima del 29 aprile 1993), ai montanti maturati entro il 31 dicembre 2006 si applica il regime tributario previgente e non la nuova tassazione agevolata, confermando l'inapplicabilità del nuovo sistema per ragioni temporali.
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Tassazione rendimento previdenza complementare: guida
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della tassazione rendimento previdenza complementare per i dirigenti di una grande azienda energetica. Gli eredi di un contribuente chiedevano il rimborso dell'imposta versata in eccesso, invocando l'aliquota agevolata del 12,5% prevista per i rendimenti finanziari. La Corte ha stabilito che tale agevolazione spetta solo se viene provato l'effettivo investimento del capitale sul mercato. Poiché i contribuenti hanno presentato solo certificazioni aziendali e perizie attuariali generiche, la richiesta di rimborso è stata respinta, confermando che tali documenti non costituiscono prova idonea dell'investimento finanziario specifico.
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Rendimento netto: tassazione agevolata fondi pensione
La Cassazione ha chiarito che l'aliquota agevolata del 12,5% sulla liquidazione dei fondi pensione integrativi si applica esclusivamente al rendimento netto derivante da investimenti reali sul mercato. Nel caso di specie, un ex dirigente chiedeva il rimborso basandosi su certificazioni aziendali e perizie attuariali. La Corte ha stabilito che tali documenti non provano l'effettivo impiego dei capitali nel mercato finanziario, confermando la tassazione ordinaria per la parte non documentata.
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Fondo di garanzia INPS: No se il lavoro continua con un nuovo datore
La Cassazione nega l'intervento del Fondo di garanzia INPS per il pagamento di TFR e stipendi se, dopo un trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro prosegue con il nuovo datore. Anche se il vecchio datore è insolvente, la responsabilità dei crediti passa al nuovo acquirente (cessionario), che è solvente. Il Fondo interviene solo quando il rapporto di lavoro cessa a causa dell'insolvenza del datore e non c'è un'altra azienda che prosegue l'attività. La continuità lavorativa con il nuovo soggetto esclude quindi la possibilità di ricorrere alla garanzia statale, poiché esiste un altro debitore in grado di pagare.
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Tassazione pensione integrativa: il regime previgente
Un ex dipendente pubblico ha richiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla sua pensione integrativa, sostenendo l'applicabilità di un regime fiscale più favorevole. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per i capitali accumulati prima del 1° gennaio 2007 si applicano le vecchie norme. La decisione chiarisce un punto cruciale sulla tassazione pensione integrativa per gli iscritti di lunga data a fondi pensionistici, stabilendo che il nuovo regime agevolato non ha effetto retroattivo.
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Fondo di garanzia INPS: limiti in cessione d’azienda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1276/2026, ha stabilito i limiti di intervento del Fondo di garanzia INPS per le quote di TFR non versate alla previdenza complementare. Nel caso di una cessione d'azienda in cui il rapporto di lavoro prosegue con il nuovo datore, il Fondo non è tenuto a intervenire. La responsabilità per i debiti del precedente datore insolvente ricade sul nuovo datore di lavoro, in virtù del principio di solidarietà previsto dall'art. 2112 c.c. La Corte ha chiarito che l'esigibilità del credito, presupposto per l'attivazione del Fondo, si verifica solo con la cessazione del rapporto di lavoro, evento non accaduto nella fattispecie.
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Pensione complementare una tantum: stop perequazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21689/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di previdenza complementare. La scelta di ricevere la prestazione pensionistica in forma di capitale, ovvero come "pensione complementare una tantum", estingue l'obbligazione periodica e, di conseguenza, fa venir meno anche il diritto alla perequazione (l'adeguamento automatico) per il periodo successivo. La Corte ha accolto il ricorso di un fondo pensione contro la decisione di merito che aveva riconosciuto a ex dipendenti il diritto a tali adeguamenti anche dopo aver incassato il capitale. La decisione chiarisce che il pagamento in capitale sostituisce e conclude il rapporto pensionistico, estinguendo ogni pretesa futura ad esso collegata.
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Tassazione previdenza complementare: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15981/2024, ha stabilito i principi sulla tassazione della previdenza complementare. È stato chiarito che le prestazioni erogate da fondi pensione integrativi sono interamente imponibili. I contributi versati, data la loro natura volontaria e non obbligatoria per legge, non possono essere dedotti dalla base imponibile al momento della liquidazione della prestazione. La Corte ha così accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, negando il rimborso IRPEF richiesto da un ex dipendente di un istituto bancario.
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