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Prescrizione — Anno 2025

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2020 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Prescrizione

Provvedimenti

Prescrizione dazi doganali e notitia criminis
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente, ritenuto amministratore di fatto di una società, confermando la sua responsabilità solidale per dazi doganali non versati. L'ordinanza stabilisce che la prescrizione dei dazi doganali viene interrotta dalla presentazione di una notizia di reato (notitia criminis) entro il triennio, anche se questa è rivolta a soggetti diversi dal coobbligato. Inoltre, le dichiarazioni rese in sede penale, pur se inutilizzabili in quel contesto, possono essere usate come elementi indiziari nel processo tributario.
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Prescrizione contributi: quando il ricorso è perso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una contribuente che eccepiva la prescrizione di contributi previdenziali risalenti al 2001. La Corte ha stabilito che, una volta che l'atto impositivo originario (la cartella di pagamento) è diventato definitivo perché non impugnato, non è più possibile sollevare eccezioni relative a fatti precedenti, come la prescrizione del credito. Inoltre, ha confermato che un'intimazione di pagamento successiva, contenente i dettagli del debitore e della pretesa, è un atto idoneo a interrompere il decorso della prescrizione.
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Impugnazione atti presupposti: quando è tardi?
Un contribuente ha contestato un avviso di mora per mancata notifica delle cartelle di pagamento presupposte. Tuttavia, non avendo impugnato precedenti avvisi di mora notificati anni prima, la Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata tempestiva impugnazione degli atti presupposti ha reso il debito definitivo e non più contestabile, precludendo ogni successiva eccezione.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un regolamento interno dell'ente. Di conseguenza, il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un fondo pensione per professionisti contro la sentenza che riteneva illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di reversibilità di una vedova. La Corte ha ribadito che l'introduzione di tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, necessita di una specifica legge e non può essere deliberata autonomamente dall'ente previdenziale. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per l'azione di rimborso.
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Prescrizione crediti agente: la Cassazione sui 5 anni
Un agente ha citato in giudizio la società preponente per ottenere la riqualificazione del rapporto e il pagamento di differenze retributive e indennità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti dell'agente per le provvigioni è quinquennale e non decennale. Ha inoltre dichiarato inammissibili le domande nuove in appello e ha sottolineato l'importanza del rispetto dei termini di decadenza e dell'onere della prova a carico dell'agente.
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Indennità agente unico: spetta se le mansioni continuano
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore del settore trasporti a percepire un'indennità agente unico, anche dopo la sua formale soppressione normativa. La decisione si fonda sulla constatazione che il dipendente ha continuato a svolgere in modo continuativo le mansioni accessorie di vendita e controllo biglietti, considerate non rientranti nelle attività ordinarie da svolgersi solo occasionalmente. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro, data l'assenza di un regime di piena stabilità reale.
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Prescrizione abuso edilizio: le regole da seguire
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18631/2025, affronta un caso di abuso edilizio, stabilendo due principi chiave sulla prescrizione. In primo luogo, il reato si considera ultimato non con la fine delle opere strutturali, ma solo con il completamento di tutte le finiture, o al momento del sequestro se i lavori vengono interrotti. In secondo luogo, per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica la disciplina sulla sospensione della prescrizione introdotta dalla c.d. legge Orlando, anche a seguito delle successive riforme. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando la condanna per la costruzione di un immobile abusivo.
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Pena pecuniaria sostitutiva: i precedenti penali contano
Un'imputata per truffa si vede negare la conversione della detenzione in pena pecuniaria sostitutiva a causa di sette precedenti penali. La Cassazione, pur annullando la sentenza per prescrizione, conferma che il giudice può valutare anche i precedenti successivi al reato per giudicare l'idoneità della misura a prevenire la recidiva. La richiesta di pena pecuniaria sostitutiva può essere valutata anche se presentata solo in appello.
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Spese processuali prescrizione: chi paga in appello?
La Corte di Cassazione chiarisce il principio sul pagamento delle spese processuali in caso di prescrizione del reato. Se le statuizioni civili a favore della parte civile vengono confermate in appello, l'imputato è tenuto a pagare le spese legali, poiché risulta soccombente sulla domanda risarcitoria. La prescrizione del reato non giustifica la compensazione delle spese, in quanto non diminuisce la vittoria della parte civile sul piano civilistico.
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Prescrizione dopo rinvio: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violazione delle misure di prevenzione. La Corte stabilisce che il motivo di ricorso è generico e, soprattutto, ribadisce un principio fondamentale: in caso di annullamento con rinvio per una specifica verifica, il giudice del rinvio non può dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione maturata dopo la sentenza di annullamento. La decisione sottolinea i limiti del potere del giudice in sede di rinvio e l'importanza di formulare ricorsi specifici.
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Prescrizione reato: annullamento senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello di Napoli a causa della prescrizione del reato. La decisione, presa senza rinvio, estingue definitivamente il procedimento penale. L'imputata aveva impugnato la sentenza di secondo grado, e la Suprema Corte ha accolto il ricorso dichiarando la prescrizione reato, ponendo fine al giudizio.
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Prescrizione furto aggravato: errore di calcolo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato estinto per prescrizione un reato di furto pluriaggravato. Il Tribunale aveva erroneamente calcolato il termine di prescrizione basandosi su una pena massima di sei anni, anziché dieci come previsto dalla legge per il furto con più aggravanti. La Suprema Corte ha chiarito che il corretto termine di prescrizione è di dodici anni e sei mesi, stabilendo che il reato non era ancora estinto e rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Ricorso inammissibile: abuso edilizio e prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che la presentazione di motivi di ricorso nuovi o manifestamente infondati impedisce al giudice di rilevare l'eventuale prescrizione del reato, confermando un principio fondamentale del diritto processuale penale.
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Guida senza patente recidiva: quando è reato penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente recidiva. La sentenza conferma che per integrare il reato è sufficiente la prova della precedente violazione tramite verbale, senza necessità di un accertamento definitivo, e chiarisce le regole sulla prescrizione e sull'adesione del difensore all'astensione dalle udienze in procedimenti a trattazione scritta.
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Prescrizione reati: la Cassazione e la legge 103/2017
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza, il quale sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte chiarisce che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019 si applica la sospensione del termine di prescrizione prevista dalla legge n. 103/2017. Questa sospensione, che decorre dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione della sentenza di primo grado, ha impedito l'estinzione del reato, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Retribuzione ferie: voci incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che diverse indennità accessorie, come quelle di assenza dalla residenza o di utilizzazione professionale, devono essere incluse nel calcolo della retribuzione ferie. L'ordinanza conferma che escluderle potrebbe avere un effetto dissuasivo, violando il diritto del lavoratore a un riposo effettivo e retribuito in modo equivalente al lavoro. La Corte ha anche ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto.
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Indebita compensazione: non basta il ‘chi ne beneficia’
Un imprenditore, condannato in primo e secondo grado per indebita compensazione di crediti INPS, ha ottenuto l'annullamento della sentenza dalla Corte di Cassazione. Il reato è stato dichiarato prescritto, ma la Corte ha comunque esaminato la responsabilità ai fini della confisca. La condanna è stata annullata perché basata unicamente sul principio del 'cui prodest' (chi ne beneficia?), ritenuto un indizio insufficiente a fondare un giudizio di colpevolezza senza altri elementi di prova certi.
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Turbata libertà del procedimento: quando non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.), stabilendo che il reato non sussiste se l'erogazione di un contributo pubblico avviene tramite un atto discrezionale dell'amministrazione, anziché attraverso una procedura selettiva o una gara. La sentenza chiarisce che il presupposto essenziale del reato è l'esistenza di un meccanismo competitivo. Per un'altra imputazione di turbativa d'asta, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, con rinvio al giudice civile per le statuizioni sui danni.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per minaccia aggravata. La genericità dei motivi di appello e la gravità del fatto, commesso con un'arma da fuoco, hanno portato a un ricorso inammissibile, precludendo anche la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione e comportando la condanna al pagamento di una sanzione.
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