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Predialità

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Requisito fondamentale della servitù, secondo cui il peso imposto su un fondo (servente) deve arrecare un'utilità oggettiva a un altro fondo (dominante), e non un vantaggio puramente personale al suo proprietario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Servitù di passaggio: stop al transito per soli comodi aziendali
Il proprietario di un impianto di stoccaggio gas ha chiesto il ripristino del passaggio su uno slargo dei vicini, usato dai camion di consegne per le manovre di inversione. I vicini hanno chiuso lo slargo installando un cancello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del commerciante. La Suprema Corte ha stabilito che l'uso dello slargo per le manovre dei veicoli aziendali offre un vantaggio soltanto all'attività d'impresa e non al terreno in sé. Per configurare una valida servitù di passaggio occorre un'utilità reale, oggettiva e permanente per il fondo e non una semplice comodità commerciale. I vicini mantengono quindi la chiusura del cancello e il titolare dell'attività non ha diritto di transitare oltre l'ingresso del proprio deposito.
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Installazione cavi telefonici: quando il gestore deve pagare
Il Proprietario di un immobile ha chiesto la rimozione di ganci e cavi per la linea telefonica installati sulla sua facciata dalla Società di Telecomunicazioni senza il suo consenso. La Corte d'appello aveva ritenuto legittimo l'intervento perché i cavi servivano anche l'utenza del Proprietario, il quale aveva firmato il contratto di abbonamento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Proprietario. I giudici hanno stabilito che l'installazione cavi telefonici destinati a servire anche utenze di terzi non rientra nei limiti legali gratuiti. Per servire immobili vicini, la società deve ottenere il consenso esplicito del proprietario per costituire una servitù o avviare una procedura di esproprio, pagando una giusta indennità. La sentenza d'appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Diritto di Sosta: Servitù Prediale o Favore Personale? Decide la Corte
Un ristoratore acquista un terreno, ma l'atto di vendita contiene una clausola che riserva al venditore e ai suoi successori ('aventi causa') un diritto di transito e sosta sull'area. Quando il venditore cede la sua proprietà residua a un vicino, sorge una disputa: si tratta di un favore personale, estinto con la prima vendita, o di una servitù reale che si trasferisce con l'immobile? La Cassazione chiarisce la distinzione tra servitù prediale e diritto personale. Stabilisce che la dicitura 'aventi causa' e la mancanza di un termine di scadenza provano la volontà di creare un peso permanente sul terreno del ristorante a vantaggio dell'altro. Di conseguenza, il diritto di passo e sosta è una servitù prediale che il vicino ha il diritto di esercitare.
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Tassazione servitù prediale: l’8% è l’aliquota giusta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23512 del 2024, ha stabilito che l'atto di costituzione di una servitù prediale su un terreno agricolo è soggetto all'imposta di registro con aliquota dell'8% e non del 15%. La decisione chiarisce che la costituzione di un diritto reale non equivale a un trasferimento di proprietà. La corretta tassazione della servitù prediale si basa quindi sulla natura dell'atto, che crea un nuovo diritto limitando quello del proprietario, senza trasferire beni o diritti esistenti da un soggetto a un altro.
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Tassazione servitù prediale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'atto di costituzione di una servitù prediale su un terreno agricolo sconta l'imposta di registro con l'aliquota dell'8% e non del 15%. La sentenza chiarisce che la costituzione di una servitù non è un "trasferimento" di diritti, ma un atto "costitutivo" che crea un nuovo diritto reale di godimento, comportando una mera compressione del diritto di proprietà del fondo servente. Questa distinzione è cruciale per la corretta tassazione della servitù prediale.
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Servitù prediale: l’esclusività è diritto reale?
Una recente sentenza della Cassazione analizza un caso di servitù di passaggio. La Corte ha stabilito che la clausola di "uso esclusivo" di una strada, se non apporta un'utilità oggettiva e diretta al fondo dominante, non costituisce un diritto reale ma una semplice obbligazione personale. Di conseguenza, tale accordo non è opponibile a terzi che abbiano successivamente acquisito un diritto di passaggio sulla stessa strada. La decisione si fonda sul principio della servitù prediale, che richiede un vantaggio concreto per il fondo e non solo per il suo proprietario.
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Servitù per destinazione del padre di famiglia: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una servitù per destinazione del padre di famiglia, costituita per mantenere un'insegna commerciale sul tetto condominiale. Il caso originava dalla richiesta di risarcimento di un condominio contro una società per l'occupazione del tetto. La Corte ha stabilito che, se l'insegna era visibile e preesistente alla divisione dell'immobile, si è creata una servitù a favore dei locali commerciali della società, escludendo il diritto al risarcimento.
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