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Precario

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una forma di comodato senza una durata prestabilita, in cui il proprietario può richiedere la restituzione del bene in qualsiasi momento (recesso ad nutum).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Carta del docente precari: vittoria in appello
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto alla Carta del docente precari per un'insegnante con contratto a termine. La decisione chiarisce che il giudicato di una precedente causa non impedisce di richiedere il bonus per annualità successive, poiché ogni contratto a tempo determinato costituisce un rapporto di lavoro autonomo e distinto.
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Stabilizzazione: concorso obbligatorio per assunzione
Una lavoratrice del settore sanitario ha richiesto il riconoscimento del diritto alla stabilizzazione dopo diversi contratti a termine. Nonostante il mancato superamento di una procedura concorsuale riservata, la Corte d'Appello aveva inizialmente accolto la domanda. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, stabilendo che il superamento di un concorso specifico è un requisito imprescindibile per l'assunzione definitiva nella Pubblica Amministrazione, indipendentemente dai precedenti rapporti di lavoro a tempo determinato.
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Comodato precario: quando restituire l’immobile
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della decisione di merito che ha qualificato come comodato precario il rapporto tra due fratelli relativo all'occupazione di un immobile. Nonostante il versamento di somme periodiche, queste sono state interpretate come meri rimborsi spese o oneri accessori (modus) che non alterano la gratuità del contratto. Essendo un comodato precario ai sensi dell'art. 1810 c.c., il proprietario ha diritto alla restituzione immediata del bene. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
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Comodato d’uso: quando la casa non va restituita
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una proprietaria che chiedeva la restituzione immediata di un immobile concesso in comodato d'uso. La Corte ha stabilito che, se il bene è destinato a soddisfare le esigenze abitative del nucleo familiare del comodatario, il contratto non può essere considerato precario. La presenza di una finalità abitativa specifica per la famiglia implica infatti un termine implicito di durata, impedendo al proprietario di esigere la restituzione del bene a suo piacimento senza una valida motivazione.
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Comodato d’uso: guida alla restituzione dell’immobile
Due genitori hanno agito in giudizio contro il figlio e la nuora per ottenere la restituzione di un appartamento concesso in comodato d'uso. I ricorrenti invocavano la risoluzione del contratto per un bisogno urgente e imprevisto legato a difficoltà economiche e spese sanitarie. Dopo una prima vittoria in tribunale, la Corte d'Appello ha ribaltato il verdetto per carenza di prove. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che il comodante deve dimostrare concretamente l'attualità e l'urgenza del bisogno, non essendo sufficienti allegazioni generiche o il solo riferimento all'età avanzata.
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Progressioni economiche e precari negli enti locali
Una lavoratrice assunta come maestra d'infanzia a tempo determinato da un ente locale ha agito in giudizio per ottenere le progressioni economiche negate rispetto ai colleghi di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ai dipendenti delle scuole comunali si applica il CCNL del comparto Regioni e Autonomie Locali e non quello del comparto Scuola. Poiché il contratto degli enti locali non prevede automatismi stipendiali legati alla sola anzianità, ma progressioni basate sul merito comparativo, non è configurabile alcuna discriminazione tra personale precario e personale di ruolo.
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Onere della prova comodato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12832/2025, ha chiarito l'onere della prova nel comodato di immobile. Il caso riguarda una madre che chiedeva la restituzione di un appartamento concesso al figlio, il quale sosteneva si trattasse di un comodato per esigenze familiari. La Corte ha rigettato il ricorso del figlio, stabilendo che grava su chi occupa l'immobile (il comodatario) l'onere di dimostrare che il contratto era finalizzato a soddisfare specifiche esigenze familiari. In assenza di tale prova, il rapporto si qualifica come precario e il proprietario può recedere liberamente.
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