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Porto Di Coltello

34 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Porto di coltello: il furto è grave anche se l’arma non si usa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per furto. Il ricorrente sosteneva che la sua condotta fosse meno grave perché la merce rubata era integra e non aveva usato l'arma. La Corte ha invece stabilito che il porto di coltello durante la commissione di un reato aumenta la pericolosità del fatto, a prescindere dall'uso effettivo dell'oggetto. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Porto di coltello: la Procura salta l’Appello ma la Corte frena
Un uomo viene fermato con degli strumenti da taglio fuori casa. L'Imputato si difende sostenendo che gli servono per pescare. Il giudice di primo grado emette una sentenza di non luogo a procedere, ritenendo il porto di coltello giustificato e il fatto di scarsa gravità. La Procura non accetta la decisione e fa ricorso direttamente in Cassazione, saltando la Corte d'Appello. La Cassazione chiarisce un principio fondamentale: contro questo tipo di decisione presa nell'udienza filtro, non è possibile fare un ricorso diretto. La legge impone di passare prima dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, la Cassazione riqualifica l'atto e trasferisce il fascicolo alla Corte d'Appello competente. La Procura vede quindi respinto il suo tentativo di scorciatoia processuale.
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Porto di coltello: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello fuori dalla propria abitazione in assenza di un giustificato motivo. Il ricorrente aveva basato la propria difesa su una diversa ricostruzione dei fatti, chiedendo un riesame delle prove che non è consentito nel giudizio di legittimità. La Suprema Corte ha ritenuto la motivazione del giudice di merito adeguata e priva di vizi logici, dichiarando il ricorso inammissibile e condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Porto di coltello: quando scatta la condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello a carico di un soggetto che trasportava l'arma in auto senza un valido motivo. Nonostante la difesa sostenesse che l'oggetto fosse legato all'attività di vivaista e che l'imputato non ne conoscesse la presenza nel veicolo, i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile. La decisione sottolinea che le contestazioni di merito non possono essere riproposte in sede di legittimità se non si confrontano con le motivazioni della sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Porto di coltello: quando scatta la condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un soggetto per il porto di coltello a serramanico fuori dalla propria abitazione. Il ricorrente aveva giustificato il possesso dell'arma adducendo motivi lavorativi legati all'allevamento di animali, ma la Corte ha rilevato l'assenza di prove e lo stato di disoccupazione dell'imputato al momento del fatto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché si limitava a riproporre le medesime doglianze dell'appello senza contestare puntualmente i ragionamenti del giudice di secondo grado, confermando inoltre la pericolosità sociale del soggetto dovuta a precedenti penali.
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Porto di coltello e ricorso per Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il porto di coltello a serramanico. Nonostante la difesa sostenesse che l'oggetto servisse per le proprie necessità quotidiane in quanto senza fissa dimora, i giudici hanno confermato che lo stato di indigenza non costituisce un giustificato motivo per circolare con strumenti atti ad offendere.
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Porto di coltello: guida alla non punibilità
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino condannato per porto di coltello a serramanico. Nonostante la difesa sostenesse l'uso agricolo, la mancanza di attrezzi e il contesto del ritrovamento hanno reso la giustificazione non credibile. La Corte ha inoltre negato l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, evidenziando la pericolosità dell'arma.
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Porto di coltello: quando è giustificato? Analisi Cass.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17402/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di coltello. La giustificazione addotta, legata a presunte esigenze di vita quotidiana da persona senza fissa dimora, è stata ritenuta infondata poiché, al momento del controllo, l'imputato non aveva con sé alimenti e aveva dichiarato di avere un'abitazione.
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Porto di coltello: quando non c’è giustificato motivo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello a farfalla, respingendo il ricorso di un imputato. La Corte ha stabilito che la giustificazione dell'uso per motivi di lavoro, fornita in ritardo, non è valida, soprattutto a causa della natura intrinsecamente offensiva dell'arma. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'oggettiva gravità della condotta legata al tipo di coltello.
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Porto di coltello: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per porto di coltello a serramanico. La Corte ha stabilito che la giustificazione per il porto deve essere fornita immediatamente al momento del controllo di polizia e deve essere verificabile. Una giustificazione postuma, anche se legata all'attività lavorativa, non è valida. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa della pericolosità dello strumento, delle circostanze del controllo (orario serale) e dei precedenti dell'imputato.
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Porto di coltello: quando è reato e senza scuse
Un lavoratore è stato condannato per aver portato un coltello all'interno di un tribunale, sostenendo fosse uno strumento di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, specificando che il porto di coltello è giustificato solo nei luoghi strettamente connessi all'attività lavorativa, escludendo quindi un edificio pubblico come il Palazzo di Giustizia. La sentenza ribadisce che il reato sussiste per la potenziale pericolosità dell'oggetto, a prescindere dall'intenzione di usarlo.
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Porto di coltello: quando è reato? Analisi Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il porto di coltello tipo 'carta di credito' nascosto nel portafogli. La sentenza sottolinea che la mancanza di un giustificato motivo, espresso immediatamente al momento del controllo di polizia, rende il porto illegale. La Corte ha respinto le tesi difensive basate sulla lieve entità del fatto e sulla particolare tenuità, valorizzando l'insidiosità dell'arma e le circostanze del porto in centro città.
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Porto di coltello: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto di coltello. L'ordinanza ribadisce che il porto di un'arma impropria come un coltello è reato se privo di un 'giustificato motivo'. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto, data la pericolosità della condotta (coltello in tasca pronto all'uso in luogo pubblico) e ha confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Porto di coltello: quando è reato? Analisi Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di coltello e fionda. La Corte ha confermato che la condizione di senza fissa dimora non costituisce un 'giustificato motivo' per portare tali oggetti, considerati armi improprie.
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Porto di coltello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto di coltello. I motivi di ricorso, basati sulla presunta assenza di consapevolezza, sulla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto e sulla concessione di attenuanti generiche, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito, basata sulle modalità di rinvenimento dell'arma e sulla personalità dell'imputato.
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Porto di coltello: la decisione della Cassazione
Un individuo è stato condannato per il porto di un coltello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, incentrato sulla classificazione dell'arma e sulla mancata applicazione di attenuanti. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità del coltello e delle modalità del porto (in un fodero alla cintura, pronto all'uso) giustifica la condanna e il diniego di benefici, come la non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il caso sottolinea come le circostanze concrete del porto di coltello siano decisive per la valutazione del reato.
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Porto di coltello: quando è reato? Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20276/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane condannato per il porto di coltello. La Corte ha ribadito che il possesso di un'arma da taglio è giustificato solo da una necessità attuale e concreta, escludendo che la condizione di marginalità sociale possa costituire una valida scusante. La condanna a tre mesi di arresto e 500 euro di ammenda è stata quindi confermata.
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Porto di coltello: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per il porto di coltello. È stato ribadito che il 'giustificato motivo' deve essere dichiarato immediatamente alle forze dell'ordine al momento del controllo. Inoltre, la Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa delle circostanze oggettivamente rischiose del porto (in un centro urbano e in un esercizio pubblico) e dell'abitualità della condotta di uno degli imputati.
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Porto di coltello: inammissibile ricorso in Cassazione
Un individuo condannato per il porto di coltello a serramanico ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando un'errata valutazione dei fatti e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché i motivi erano generici e riproponevano questioni di fatto già correttamente decise nei gradi precedenti. Di conseguenza, la condanna è stata confermata con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Porto di coltello: la Cassazione nega la tenuità del fatto
Una giovane donna, condannata per porto di coltello multiuso, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e la sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le circostanze del caso, come il tentativo di sottrarsi al controllo e la vicinanza a un luogo con segni di effrazione, indicassero la strumentalità del coltello a commettere reati più gravi, escludendo così la tenuità. La sospensione della pena è stata negata perché non era stata richiesta nel precedente grado di giudizio.
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