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Plusvalenza Tassabile

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il guadagno ottenuto dalla vendita di un bene o di un diritto, calcolato come differenza tra il prezzo di vendita e il costo di acquisto. Tale guadagno, se rientra in specifiche categorie di legge, è soggetto a tassazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Plusvalenza Tassabile: Cassazione Annulla Sentenza per Motivazione Oscura
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la dichiarazione IRES di un'azienda per il 2007, riguardante la plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di partecipazioni. L'azienda aveva conferito un complesso aziendale a una nuova società, poi venduto le quote. Un primo contratto di vendita fu risolto, portando al trattenimento di una caparra e alla costituzione di un fondo rischi. L'Agenzia riteneva errato il calcolo della plusvalenza e l'utilizzo del fondo. Dopo che i giudici tributari di primo e secondo grado avevano dato ragione all'azienda, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha annullato la decisione precedente, ritenendo la motivazione insufficiente e incomprensibile, e ha rinviato il caso a una diversa Commissione Tributaria Regionale per un nuovo giudizio sulla corretta determinazione della plusvalenza tassabile.
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Plusvalenza Immobiliare: Il Valore di Registro Non Basta per il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a dei Contribuenti una plusvalenza tassabile derivante dalla vendita di un terreno edificabile, calcolandola basandosi sul valore definito ai fini dell'imposta di registro. I Contribuenti hanno impugnato l'accertamento. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia, ha cassato la sentenza di merito. Ha stabilito che il calcolo della plusvalenza immobiliare non può fondarsi unicamente sul valore di registro, ma deve considerare l'effettivo corrispettivo della vendita, in virtù di una norma interpretativa autentica con efficacia retroattiva. La causa è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame che tenga conto di questo principio.
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Plusvalenza tassabile: conta il saldo, non la firma
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento per il recupero di una plusvalenza tassabile derivante dalla vendita di un terreno. I contribuenti avevano acquistato il terreno nel 1990 con un patto di riservato dominio, pagando l'ultima rata nel 2007 e rivendendolo nel 2008. La Corte di Cassazione ha stabilito che, nella vendita con riserva di proprietà, l'effetto traslativo si perfeziona solo con il pagamento dell'ultima rata. Di conseguenza, il quinquennio per verificare la tassabilità della plusvalenza decorre dal saldo del prezzo (2007) e non dalla stipula del contratto (1990). La vendita del 2008 è quindi soggetta a tassazione poiché avvenuta entro i cinque anni dall'acquisto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Fisco, rinviando la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di Milano.
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Plusvalenza tassabile: limiti all’accertamento induttivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un'azienda non può essere determinata dall'Agenzia delle Entrate basandosi esclusivamente sul valore accertato ai fini dell'imposta di registro. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire prove ulteriori, gravi e concordanti per giustificare un maggior valore. Inoltre, la plusvalenza deve essere imputata al contribuente in proporzione alla sua effettiva quota di proprietà del bene, indipendentemente dagli ammortamenti precedentemente effettuati sull'intero valore dell'immobile aziendale.
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Plusvalenza tassabile: regole su accertamento e valore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento relativo alla plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un immobile. Il nucleo della controversia riguarda l'utilizzo del valore definito ai fini dell'imposta di registro come base imponibile per le imposte dirette. La Corte ha stabilito che tale valore costituisce una presunzione valida, ponendo a carico del contribuente l'onere di fornire prove contrarie. Inoltre, è stata ribadita la validità della motivazione per relationem e l'assenza di un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per i tributi interni in assenza di verifiche presso la sede del contribuente.
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Plusvalenza tassabile: stop al calcolo automatico
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza tributaria riguardante la determinazione della plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un immobile. Il contribuente aveva contestato il calcolo induttivo operato dall'Agenzia delle Entrate, basato esclusivamente sul valore accertato ai fini dell'imposta di registro. La Suprema Corte ha rilevato che i giudici di appello hanno omesso di esaminare le prove e le contestazioni del contribuente, limitandosi a una motivazione apparente focalizzata solo sull'inapplicabilità dello scudo fiscale. La decisione ribadisce l'obbligo per il giudice di motivare logicamente il rigetto delle prove fornite dalla parte privata.
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Plusvalenza tassabile: quando si tassa la vendita?
La Corte di Cassazione chiarisce che la plusvalenza tassabile derivante dalla vendita di un terreno edificabile si realizza e va tassata nell'anno in cui il corrispettivo viene percepito, secondo il principio di cassa. È irrilevante che il ricavato sia stato interamente utilizzato per estinguere un debito verso terzi.
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Plusvalenza tassabile: il limite della domanda in appello
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un'azienda. La controversia nasce da un accertamento dell'Agenzia delle Entrate che aveva rideterminato un maggior valore di cessione. Dopo un complesso iter giudiziario, la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado perché il giudice aveva determinato una plusvalenza tassabile superiore a quella richiesta dalla stessa Agenzia nel suo atto di appello, violando il principio che vieta una pronuncia 'ultrapetita', cioè oltre i limiti della domanda.
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Plusvalenza tassabile anche se il contratto è risolto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3936/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: la plusvalenza tassabile derivante dalla cessione di un'azienda si considera realizzata al momento della stipula del contratto. Eventi successivi, come il mancato pagamento del prezzo e la conseguente risoluzione del contratto, non eliminano l'obbligo fiscale sorto in quel momento. Tali eventi potranno dar luogo a una minusvalenza deducibile in un periodo d'imposta successivo, ma non annullano la tassazione originaria.
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Cessione cubatura: tassabile la plusvalenza
La Corte di Cassazione, correggendo un proprio errore sulla data di una notifica, ha revocato una precedente ordinanza di inammissibilità. Nel merito, ha stabilito che la plusvalenza derivante da una cessione di cubatura è tassabile, in quanto l'operazione costituisce una cessione onerosa a contenuto patrimoniale, i cui proventi concorrono a formare il reddito imponibile del contribuente.
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