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Perizia Contrattuale

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una valutazione tecnica effettuata da esperti nominati dalle parti di un contratto per determinare un elemento specifico (es. l'ammontare di un danno). Il suo esito è vincolante per le parti come se fosse una loro stessa pattuizione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennizzo assicurativo: vittoria dell’azienda sul ritardo
Uno stabilimento industriale subisce ingenti danni per l'esplosione di un macchinario. Le compagnie assicuratrici negano l'indennizzo assicurativo invocando un difetto costruttivo dell'impianto. Una perizia contrattuale quantifica il danno in quasi sette milioni di euro. La banca finanziatrice richiede le somme vincolate a garanzia del mutuo, mentre la società danneggiata chiede il rimborso dei costi e il risarcimento del danno subito per il prolungato ritardo nei pagamenti. La Corte di Cassazione conferma la piena validità della garanzia e del vincolo a favore della banca. I giudici supremi accolgono il ricorso dell'impresa sul maggior danno da mora, stabilendo che la Corte d'Appello deve valutare tutte le prove sul dissesto causato dal ritardo dei pagamenti assicurativi.
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Perizia contrattuale o arbitrato: lodo nullo e risarcimento perso
L'Assicurata, proprietaria di un hotel danneggiato da un incendio, ha richiesto l'indennizzo alla Compagnia Assicurativa. Gli esperti nominati hanno emesso una decisione qualificandola come arbitrato rituale e condannando l'assicuratore al pagamento. La Compagnia Assicurativa ha impugnato la decisione, sostenendo che la clausola di polizza prevedesse una semplice perizia contrattuale e non un arbitrato rituale. La Corte d'Appello ha annullato la decisione degli esperti per eccesso di potere. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'Assicurata. La Suprema Corte ha chiarito che se gli esperti qualificano erroneamente una perizia contrattuale come arbitrato rituale, il lodo è nullo e va impugnato davanti alla Corte d'Appello. Vince la Compagnia Assicurativa, che non deve pagare la somma liquidata in quel modo.
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Travisamento della prova: l’assicurazione perde contro l’azienda
Un'azienda di recupero rifiuti stipula una polizza incendio con un'assicurazione. Dopo un incendio, l'assicurazione nega l'indennizzo sostenendo che l'azienda stoccasse rifiuti speciali non dichiarati. I giudici di merito respingono la tesi assicurativa per mancanza di prove. L'assicurazione ricorre in Cassazione lamentando il travisamento della prova in merito ai verbali dell'autorità ambientale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La Cassazione chiarisce che contestare la valutazione dei documenti fatta dai giudici di merito non costituisce un errore di percezione denunciabile in sede di legittimità, ma un tentativo di ottenere un nuovo esame dei fatti. L'assicurazione perde la causa e viene condannata alle spese.
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Prescrizione del diritto all’indennizzo: perizia sospende i termini
Il Proprietario di un immobile ha richiesto l'indennizzo alla propria Compagnia di Assicurazioni per i danni causati dalla rottura di un impianto idraulico. La compagnia ha eccepito la prescrizione del diritto all'indennizzo, sostenendo il decorso del termine annuale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Proprietario, stabilendo che la prescrizione del diritto all'indennizzo rimane sospesa durante le attività di accertamento tecnico svolte dal perito dell'assicuratore. Il termine ricomincia a decorrere solo quando l'assicurato riceve formale comunicazione della fine delle operazioni peritali o del diniego della compagnia.
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Interrogatorio formale: il cliente non può darsi ragione da solo
Un professionista ha richiesto un decreto ingiuntivo per ottenere il pagamento delle proprie competenze come arbitro in una perizia contrattuale. Il cliente si è opposto, lamentando un grave inadempimento e chiedendo la risoluzione del contratto. La Corte d'appello ha dato ragione al cliente, basando la decisione sulle dichiarazioni rese dal cliente stesso durante l'interrogatorio formale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che l'interrogatorio formale serve solo a provocare la confessione della parte e non può essere usato a favore di chi risponde. Inoltre, i giudici hanno chiarito che la risoluzione richiede una reale valutazione della gravità dell'inadempimento, che deve aver causato un effettivo pregiudizio al cliente. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione del diritto all’indennizzo: merce persa, no rimborso
Un'azienda alimentare ha subito gravi danni a un carico di pomodori importato dall'Argentina. Per ottenere il risarcimento, ha citato in giudizio lo spedizioniere-vettore e le compagnie assicurative. I giudici di merito hanno ritenuto il diritto prescritto. L'azienda ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la nomina di un perito da parte degli assicuratori avesse sospeso il termine di prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice nomina di un perito non interrompe automaticamente la prescrizione del diritto all'indennizzo. Per sospendere il termine, la polizza deve prevedere un divieto esplicito di agire in giudizio prima della fine della perizia. L'azienda è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Perizia Contrattuale: Effetto Interruttivo Salva l’Indennizzo
Una gioielleria subisce una rapina e chiede l'indennizzo all'assicurazione. La compagnia assicurativa si oppone, sostenendo che il diritto al risarcimento sia scaduto per prescrizione. La Cassazione a Sezioni Unite interviene per chiarire un punto cruciale: l'attivazione della perizia contrattuale per la stima dei danni non si limita a un'interruzione momentanea, ma produce un effetto interruttivo permanente. Questo significa che il termine di prescrizione rimane sospeso per tutta la durata delle operazioni peritali. La Corte ha quindi dato ragione alla gioielleria, stabilendo che il suo diritto all'indennizzo non era affatto prescritto, ribaltando la precedente decisione e salvaguardando la posizione dell'assicurato.
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Prescrizione indennizzo assicurativo: la guida completa
La sentenza analizza la prescrizione indennizzo assicurativo in un caso di incendio. La Corte ha stabilito che gli atti interruttivi compiuti da un soggetto non legittimato non producono effetti per il vero titolare del diritto, portando alla perdita del credito dopo il termine biennale previsto dal codice civile.
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Perizia non firmata: quando non vincola l’assicurazione
Un assicurato ha citato in giudizio la propria compagnia per ottenere un risarcimento basato su una perizia di stima del danno. Il Tribunale ha respinto la domanda, stabilendo che una perizia non firmata dal tecnico della compagnia non è un atto vincolante, ma una semplice bozza. Inoltre, in assenza di prove adeguate sul valore dei beni rubati, l'indennizzo già versato è stato ritenuto congruo. Le spese legali sono state compensate a causa della condotta poco trasparente dell'assicurazione.
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Responsabilità del conduttore: incendio e prova liberatoria
La Cassazione conferma la responsabilità del conduttore per i danni da incendio, anche in presenza di un'assoluzione penale dei suoi rappresentanti. La Corte chiarisce che l'assoluzione per insufficienza di prove non costituisce la prova liberatoria richiesta dall'art. 1588 c.c., che pone a carico del locatario l'onere di dimostrare che l'evento è derivato da una causa a lui non imputabile.
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Prescrizione indennizzo: quando inizia a decorrere?
Un assicurato, a seguito di ingenti danni per un evento atmosferico, si è visto negare l'indennizzo per intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha chiarito che la prescrizione dell'indennizzo assicurativo è sospesa fino alla conclusione della procedura di perizia contrattuale prevista dalla polizza. La comunicazione dell'assicuratore che propone una liquidazione a zero non equivale a un diniego definitivo che fa decorrere il termine.
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Prescrizione assicurazione: quando il ricorso è vago
Una società agricola ha citato in giudizio la propria assicurazione per un indennizzo da fulmine. La richiesta è stata respinta in primo e secondo grado per intervenuta prescrizione biennale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che la società non ha fornito dettagli sufficienti a dimostrare una sospensione del termine di prescrizione assicurazione, come ad esempio l'attivazione di una perizia contrattuale.
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Perizia contrattuale: la Cassazione alle Sezioni Unite
Un'impresa di gioielleria subisce una rapina e chiede l'indennizzo alla propria assicurazione. La compagnia assicurativa si oppone, eccependo la prescrizione del diritto. Il caso giunge in Cassazione, che solleva una questione fondamentale: la clausola di perizia contrattuale, comune nelle polizze assicurative, è un istituto autonomo o una forma di arbitrato? Poiché la risposta incide sulla possibilità di sospendere la prescrizione e sull'accesso alla giustizia ordinaria, la Corte ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo.
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Perizia contrattuale: limiti del mandato degli periti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3487/2025, ha chiarito i limiti della perizia contrattuale in ambito assicurativo. A seguito di un incendio, era sorta una controversia tra un'azienda e la sua compagnia assicurativa riguardo l'applicazione di una clausola di scoperto. La Suprema Corte ha stabilito che il mandato dei periti è strettamente limitato alla quantificazione tecnica del danno. L'interpretazione delle clausole della polizza, essendo una questione di diritto, spetta esclusivamente al giudice. Pertanto, la decisione dei periti di applicare lo scoperto è stata considerata un eccesso di mandato, e la sentenza della Corte d'Appello che aveva escluso tale applicazione è stata confermata.
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Rischio locativo: quando il ricorso è inammissibile
Un conduttore di un immobile commerciale adibito a ristorazione, a seguito di un incendio, ha citato in giudizio la propria compagnia assicurativa per ottenere l'indennizzo previsto da una polizza per "rischio locativo". Le sue richieste sono state respinte sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso inammissibile, evidenziando gravi carenze procedurali. In particolare, il ricorrente non ha riportato nel suo atto le clausole essenziali del contratto di assicurazione, violando il principio di autosufficienza, e non ha contestato tutte le autonome ragioni giuridiche su cui si fondava la decisione d'appello.
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