Un finto Carabiniere, indossando una giacca militare e mostrando un falso documento, ha convinto una donna straniera che la sua auto fosse coinvolta in una rapina. Per evitare conseguenze penali e problemi con il permesso di soggiorno, la vittima ha consegnato spontaneamente i propri gioielli e denaro per una presunta perizia. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di truffa aggravata da pericolo immaginario. I giudici hanno chiarito che il raggiro ha creato nella vittima il timore infondato di essere indagata, spingendola a privarsi dei suoi beni per scagionarsi. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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