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Percolato

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Liquido inquinante che si forma nelle discariche a seguito dell'infiltrazione di acqua nei rifiuti e della loro decomposizione. Il suo smaltimento è un costo obbligatorio per i gestori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inquinamento ambientale: condannato il commissario negligente
Il Commissario ad acta per la messa in sicurezza di una discarica pubblica è stato condannato per inquinamento ambientale colposo. L'imputato ha omesso la manutenzione del telo di copertura e dei canali di scolo delle acque piovane. Di conseguenza, le piogge hanno causato l'infiltrazione e la fuoriuscita di percolato, inquinando gravemente il terreno e il fiume circostante con metalli pesanti. La difesa sosteneva l'inapplicabilità delle norme sulle discariche chiuse e l'abolizione del reato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il delitto di inquinamento ambientale prescinde dalle regole specifiche sulle discariche e si configura anche per semplice colpa generica (negligenza). Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla Cassa delle Ammende.
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Profitto da reato ambientale: la Cassazione sul risparmio
La Cassazione ha respinto il ricorso contro un sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, per traffico illecito di rifiuti. La Corte ha chiarito che il profitto da reato ambientale può consistere nel "risparmio di spesa", ovvero nei costi evitati per il mancato smaltimento del percolato di una discarica. Tale profitto è considerato un vantaggio economico immediato e diretto, confiscabile anche per equivalente, a prescindere dal potenziale diritto della società a un futuro rimborso di tali costi.
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Risparmio di spesa: profitto del reato ambientale?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45314/2023, ha stabilito che il profitto del reato di traffico illecito di rifiuti può consistere nel risparmio di spesa derivante dal mancato smaltimento del percolato in una discarica. La Corte ha rigettato il ricorso di un'amministratrice, confermando che i costi "doverosi" evitati costituiscono un vantaggio economico diretto e immediato, suscettibile di sequestro per equivalente, anche se la società gestrice avesse in astratto diritto al recupero di tali costi.
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Responsabilità amministratore cessato: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore di una società agricola, condannato per illecita gestione di rifiuti e scarico di reflui industriali. Nonostante avesse cessato la carica un mese prima dell'accertamento, la Corte ha confermato la sua colpevolezza, stabilendo la sua responsabilità in quanto i reati, di natura permanente, erano palesemente iniziati e proseguiti durante il suo mandato. La sentenza sottolinea come la responsabilità dell'amministratore cessato persista per le condotte illecite protratte nel tempo.
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Causa di non punibilità: no se la condotta è abituale
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per reati ambientali. Viene esclusa la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. a causa della condotta abituale, provata da quattro episodi illeciti, e della significativa offensività del fatto, legata alla natura e quantità dei rifiuti.
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