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Pensione Di Reversibilità

50 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La pensione di reversibilità è la quota parte della pensione complessiva che spetta ad uno dei due coniugi al sopraggiungere della morte dell'altro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione di reversibilità: no agli aumenti senza prova
La ricorrente ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo del proprio trattamento pensionistico, pretendendo l'inclusione degli incrementi economici fissi previsti dalla legge sulla quota maturata dal defunto coniuge. L'ente previdenziale ha respinto la richiesta. La richiedente ha intrapreso una causa giudiziaria per ottenere l'aggiornamento economico dell'assegno. La Corte d'Appello ha respinto la domanda perché la parte attrice non ha provato il superamento della soglia minima di reddito necessaria per ottenere gli aumenti sulla quota pensionistica italiana. La Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la pensione di reversibilità non può includere tali maggiorazioni senza la prova documentale del reddito minimo e hanno condannato la ricorrente al pagamento del doppio contributo unificato.
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Pensione di reversibilità negata alla figlia inabile
Una persona maggiorenne con inabilità totale al lavoro ha chiesto il riconoscimento del diritto a percepire la pensione di reversibilità dopo la morte del padre. L'Ente di previdenza ha respinto la domanda contestando la mancanza del requisito della vivenza a carico al momento del decesso. I giudici hanno accertato che la figlia inabile risiedeva stabilmente con la madre in un comune differente da quello del padre e che la madre percepiva già la pensione comprensiva di assegni familiari per la figlia. La presenza di conti bancari cointestati con il padre non è bastata a dimostrare un mantenimento abituale e prevalente. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta, stabilendo che la pensione di reversibilità spetta solo a chi dimostra concretamente una dipendenza economica effettiva e continua dal genitore defunto.
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Pensione di Reversibilità: Diritto al Figlio Inabile, INPS Condannato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un figlio maggiorenne inabile che chiedeva la pensione di reversibilità dopo la morte della madre. L'INPS aveva negato la prestazione. La Corte ha stabilito che il figlio, inabile e a carico della madre defunta, aveva diritto alla pensione di reversibilità. Questo diritto decorre dal mese successivo al decesso della madre, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda. La sentenza ha accolto il ricorso del figlio, condannando l'INPS al pagamento della pensione e delle spese legali, affermando un principio importante sulla decorrenza della pensione di reversibilità.
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Pensione di reversibilità: no al ricalcolo se manca la prova estera
Gli eredi di una pensionata hanno chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione di reversibilità maturata in regime internazionale, pretendendo incrementi fissi di legge. La Corte d'Appello ha respinto la domanda perché i richiedenti non hanno dimostrato l'ammontare esatto della quota di pensione erogata dall'istituto estero, violando l'ordine di esibizione impartito dal giudice durante l'udienza. Gli eredi hanno contestato la mancata notifica del provvedimento, ma la Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Il verbale di udienza fa piena prova e le parti hanno il dovere di presenziare sino al termine dei lavori d'aula. Senza la prova economica del trattamento estero, il diritto all'integrazione economica decade.
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Indebito Pensionistico: L’INPS vince, il pensionato deve provare i redditi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **indebito pensionistico** relativo a una pensione di reversibilità. L'INPS chiedeva la restituzione di somme erogate in eccesso a una pensionata che non aveva dichiarato i propri redditi da fabbricato. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta dell'INPS, ritenendo che l'Istituto non avesse provato l'indebito. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che spetta al pensionato dimostrare di aver diritto alle somme percepite, specialmente in caso di omessa comunicazione di redditi. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Pensione di reversibilità: nuove nozze e restituzione
Una beneficiaria contrae un nuovo matrimonio ma omette di comunicarlo all'ente di previdenza, continuando a percepire indebitamente i ratei pensionistici. L'ente richiede quindi la restituzione integrale di quanto versato senza titolo. La pensionata contesta la pretesa chiedendo di compensare il debito con l'indennità una tantum spettante per le nuove nozze. I giudici di merito accertano la condotta dolosa dell'interessata per omessa comunicazione e confermano l'obbligo di restituzione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile a causa dell'errata impostazione tecnica del motivo di impugnazione. L'omessa pronuncia su una domanda subordinata integra infatti un vizio del procedimento e non un vizio di motivazione. Di conseguenza, l'interessata perde definitivamente il giudizio e deve restituire all'ente l'intera pensione di reversibilità percepita illegittimamente dopo le seconde nozze.
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Pensione di reversibilità: eredi sconfitti nel calcolo dei minimi
Gli eredi di una pensionata hanno chiesto la riliquidazione della pensione di reversibilità, pretendendo l'integrazione al trattamento minimo in base a una storica sentenza della Corte Costituzionale. La Corte d'Appello ha respinto la domanda poiché, tramite perizia tecnica, è emerso che l'importo corretto era già stato interamente versato dall'ente previdenziale. Gli eredi hanno proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata valutazione delle proprie note critiche alla perizia e contestando i criteri di calcolo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le contestazioni alla perizia erano generiche e che il ricorso non indicava in modo specifico le norme violate. Di conseguenza, l'ente previdenziale ha vinto la causa e l'importo della pensione di reversibilità è stato confermato come corretto, senza ulteriori somme dovute agli eredi.
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Pensione di reversibilità: il bivio tra reddito e vivenza a carico
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale contro la decisione che dichiarava inammissibile il suo appello. Una cittadina aveva richiesto la pensione di reversibilità del padre defunto, sostenendo di essere a suo carico. Il Tribunale aveva accolto la domanda, valutando anche la differenza di reddito tra il padre e il marito della donna. L'Ente Previdenziale aveva impugnato la decisione, ma la Corte d'Appello aveva ritenuto l'appello inammissibile per mancata contestazione di un presunto motivo autonomo di decisione. La Cassazione ha chiarito che il confronto dei redditi costituisce solo un argomento logico interno alla prova della vivenza a carico, e non una decisione autonoma. Di conseguenza, l'appello dell'Ente è pienamente ammissibile e la causa dovrà essere nuovamente discussa.
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Pensione di reversibilità: trattenuta INPS e rigetto del ricorso
La controversia nasce dal ricorso di una vedova, titolare di una doppia pensione di reversibilità, contro l'INPS. L'ente previdenziale applicava una trattenuta superiore al 50% sulla pensione marittima per versarla al Fondo Ferrovie dello Stato. La ricorrente riteneva tale trattenuta illegittima poiché riduceva l'importo sotto il minimo di legge. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno parzialmente accolto la domanda, liquidando gli arretrati fino al febbraio 2014 sulla base di una consulenza tecnica. La donna ha proposto ricorso in Cassazione lamentando l'omessa pronuncia sulla riliquidazione futura e sugli arretrati successivi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, dichiarando inammissibili i motivi per difetto di autosufficienza e per la presenza di una doppia decisione conforme nei gradi di merito.
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Ripetizione indebito pensionistico: INPS perde, decide il Giudice Civile
Un ente previdenziale ha richiesto la restituzione di 16 anni di pensione di reversibilità, erogata per errore al figlio di un ex dipendente pubblico oltre il limite di età previsto (26 anni). Il figlio si è opposto alla richiesta. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla giurisdizione: la controversia sulla **ripetizione dell'indebito pensionistico** spetta al giudice ordinario e non alla Corte dei Conti. Questo accade quando non si discute del diritto alla pensione in sé (che in questo caso era pacificamente cessato), ma solo della legittimità della richiesta di restituzione, ad esempio per motivi di prescrizione o buona fede. Di conseguenza, la causa deve essere decisa dal Tribunale civile.
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Pensione Reversibilità: Tribunale o Corte dei Conti? La Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla questione della giurisdizione per la pensione di reversibilità richiesta dalla figlia di un ex dipendente pubblico. La richiedente aveva avviato una procedura di accertamento sanitario presso il Tribunale ordinario. L'INPS ha contestato la competenza di quel giudice, sostenendo che la materia fosse di esclusiva pertinenza della Corte dei Conti. La Cassazione ha dato ragione all'INPS, stabilendo un principio chiaro: tutte le controversie relative alle pensioni dei dipendenti pubblici, inclusi gli accertamenti preliminari sui requisiti sanitari, rientrano nella giurisdizione esclusiva della Corte dei Conti. Di conseguenza, il Tribunale ordinario non poteva decidere e la causa è stata trasferita al giudice contabile.
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Pensione e Amianto: Arretrati Salvi dalla Prescrizione Decennale
Una pensionata, vedova di un lavoratore esposto ad amianto, si è vista negare parte degli arretrati derivanti dal ricalcolo della sua pensione di reversibilità. L'Ente Previdenziale sosteneva che il diritto a tali somme fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione dei ratei pensione. Ha stabilito che il diritto al ricalcolo per i benefici amianto (prescrizione decennale) è distinto dal diritto ai singoli ratei arretrati. Per questi ultimi, la prescrizione è quinquennale e decorre dalla scadenza di ogni singola mensilità, non dalla data di inizio della pensione. La Corte ha quindi dato ragione alla pensionata, annullando la decisione precedente.
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Indebito previdenziale: restituzione e nuove nozze
La Corte d'Appello ha confermato l'obbligo di restituzione dell'indebito previdenziale per una pensione di reversibilità percepita indebitamente dopo il nuovo matrimonio. La sentenza chiarisce che l'omessa comunicazione del cambio di stato civile da parte del beneficiario configura dolo, sospendendo la prescrizione e rendendo le somme recuperabili dall'ente.
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Revocazione: quando è possibile impugnare la sentenza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una cittadina che chiedeva la revocazione di una sentenza del 2004 riguardante il diritto alla pensione di reversibilità. La ricorrente sosteneva di aver scoperto documenti decisivi (un estratto di nascita del 2017) e lamentava un errore di fatto del giudice. La Suprema Corte ha chiarito che la revocazione non può fondarsi su documenti formati dopo la sentenza impugnata e che non sussiste errore revocatorio se il fatto oggetto di contestazione è già stato esaminato e discusso nel merito durante il processo originale.
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Pensione di reversibilità: guida al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una pensionata per ottenere il ricalcolo della propria pensione di reversibilità. La controversia riguardava l'applicazione degli incrementi in quota fissa sulla pensione del coniuge defunto, destinati a riflettersi sull'assegno della superstite. Nonostante la Corte d'Appello avesse già riconosciuto il diritto agli arretrati escludendo la decadenza triennale, la ricorrente ha impugnato la decisione chiedendo una retrodatazione ulteriore e una pronuncia di principio sull'inapplicabilità della decadenza. La Suprema Corte ha rilevato la genericità dei motivi e la carenza di interesse ad agire, essendo la parte già risultata vittoriosa nel merito.
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Pensione di reversibilità: cumulo e spese legali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una cittadina che contestava la riduzione della propria pensione di reversibilità operata dall'ente previdenziale a causa del superamento dei limiti reddituali. La controversia riguardava l'inclusione nel calcolo del reddito di somme provenienti da un fondo pensione integrativo privato. Sebbene il ricorso sulla legittimità del cumulo sia stato dichiarato inammissibile per difetto di specificità dei motivi, la Suprema Corte ha accolto la doglianza relativa alle spese processuali. È stato stabilito che, nei giudizi volti a preservare l'integrità della pensione di reversibilità, l'esenzione dalle spese prevista dall'art. 152 disp. att. c.p.c. deve trovare applicazione se sussistono i requisiti reddituali, annullando così la condanna alle spese precedentemente inflitta alla ricorrente.
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Restituzione pensione reversibilità: quando è dovuta?
La controversia riguarda la restituzione pensione reversibilità richiesta da un ente previdenziale a un giovane laureatosi in medicina in Romania. L'ente pretendeva il rimborso delle somme dal momento della laurea estera, ma il Tribunale ha stabilito che l'obbligo di restituzione scatta solo dalla data del decreto ministeriale di riconoscimento del titolo in Italia, limitando così l'importo dovuto dal ricorrente.
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Pensione di reversibilità: i requisiti essenziali
Un'ordinanza della Cassazione interviene sulla pensione di reversibilità per il figlio inabile, chiarendo due punti fondamentali. Primo, non basta dimostrare l'inabilità al lavoro, ma è essenziale provare anche la 'vivenza a carico' del genitore defunto. Secondo, la prescrizione decennale non cancella il diritto, ma limita il recupero degli arretrati a quelli maturati nei dieci anni precedenti la domanda. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva trascurato questi aspetti.
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Capitalizzazione pensione: il coniuge può decidere da solo?
Una vedova ha contestato la decisione del defunto marito di optare per la capitalizzazione di parte della sua pensione, che ha comportato una riduzione della sua pensione di reversibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che la facoltà di capitalizzazione è un diritto strettamente personale del pensionato e non richiede il consenso del coniuge, poiché la pensione non costituisce un bene familiare.
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Totalizzazione contributi Enasarco: no se coincidenti
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego alla richiesta di totalizzazione dei contributi versati a un ente previdenziale per agenti di commercio e all'ente nazionale di previdenza sociale ai fini di una pensione di reversibilità. La decisione si fonda sulla natura integrativa della previdenza dell'ente per agenti, che comporta una necessaria coincidenza dei periodi contributivi con quelli dell'ente nazionale, escludendo così l'applicabilità dell'istituto della totalizzazione contributi Enasarco come previsto dal D.Lgs. 42/2006.
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