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Pensione Di Reversibilità

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50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indebito previdenziale: quale reddito si considera?
In un caso di indebito previdenziale su una pensione di reversibilità, la Corte d'Appello ha stabilito che l'ente deve considerare il reddito dell'anno di erogazione della prestazione, non quello dell'anno precedente. Un istituto previdenziale aveva richiesto la restituzione di somme basandosi sui redditi del 2019 per le prestazioni del 2020. La Corte ha respinto la richiesta, confermando che per le pensioni soggette a comunicazione al Casellario Centrale Pensionati, la legge impone di verificare la contemporaneità tra reddito e prestazione. Poiché i redditi del pensionato nel 2020 erano inferiori ai limiti di legge, nessun importo era dovuto.
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Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso riguardava la richiesta di ripristino di una pensione di reversibilità. La ricorrente sosteneva che la Corte avesse erroneamente ignorato che l'INPS aveva già erogato la pensione per 13 anni. La Cassazione ha chiarito che tale circostanza non costituisce un errore di fatto percettivo, bensì un elemento soggetto a valutazione giuridica, la cui critica non rientra nei presupposti per la revocazione.
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Pensione di reversibilità: no se c’è capacità residua
Un figlio maggiorenne richiede la pensione di reversibilità del padre, sostenendo di essere inabile al lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza chiarisce che il diritto non spetta se, nonostante le patologie, sussiste una residua capacità lavorativa, anche per mansioni semplici, che consenta di produrre un reddito non puramente simbolico. La valutazione, basata su una Consulenza Tecnica d'Ufficio, ha un peso determinante.
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Ricalcolo pensione reversibilità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23204/2024, ha stabilito i criteri per il ricalcolo della pensione di reversibilità in caso di variazione del numero di beneficiari. Il caso riguardava un superstite la cui pensione era stata ricalcolata dopo il decesso della madre contitolare. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente applicato gli aumenti previsti dalla L. 140/1985 su una pensione già integrata al minimo. È stato affermato il principio del ricalcolo 'ab origine', secondo cui la prestazione va ricalcolata dalla data del decesso del dante causa, come se il superstite fosse sempre stato l'unico titolare, e che gli aumenti si applicano sull'importo non integrato al minimo.
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Sospensione pensione: obbligo comunicazione redditi
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione della pensione per mancata comunicazione dei redditi deve essere effettiva e non solo annunciata. Un ente previdenziale non può procedere alla revoca definitiva di una prestazione se non ha prima concretamente interrotto i pagamenti. Questa interruzione funge da avvertimento tangibile per il pensionato. La sentenza annulla la decisione precedente che riteneva sufficiente la sola comunicazione, riaffermando una maggiore tutela per i beneficiari di prestazioni previdenziali.
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Pensione di reversibilità e recupero indebito: cosa fare?
Una vedova ha ricevuto la pensione di reversibilità, dichiarando la presenza di un'ex coniuge del defunto. Anni dopo, una sentenza ha diviso la pensione, generando un pagamento in eccesso a favore della vedova. Il Tribunale ha stabilito che l'ente previdenziale ha diritto al recupero indebito delle somme, poiché la causa non è un errore dell'ente ma una decisione giudiziaria successiva. La buona fede della vedova non è stata ritenuta sufficiente a bloccare la restituzione.
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Pensione di reversibilità: no all’esclusione per età
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che negava la pensione di reversibilità alla vedova di un ex sportivo. L'ente previdenziale si basava su una clausola che escludeva il diritto se il matrimonio era avvenuto dopo i 50 anni dell'iscritto. La Cassazione ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato non considerando le eccezioni previste nella stessa clausola, come la durata del matrimonio, ordinando un nuovo esame del caso.
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Prescrizione ratei pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16768/2024, ha chiarito le regole di applicazione della prescrizione ratei pensione in caso di cambio normativo. Il caso riguardava la richiesta di arretrati di una pensione di reversibilità, dove si scontravano il vecchio termine decennale e il nuovo termine quinquennale introdotto nel 2011. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato nel non applicare correttamente l'art. 252 disp. att. c.p.c., il quale prevede che il nuovo termine più breve decorre dall'entrata in vigore della nuova legge, ma senza superare la durata complessiva del termine precedente. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Indebito pensionistico: quando va restituito?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16615/2024, ha chiarito le condizioni per la restituzione di un indebito pensionistico. Nel caso esaminato, un pensionato doveva restituire le somme percepite in eccesso sulla pensione di reversibilità a causa del mancato cumulo con una pensione estera. La Corte ha stabilito che, ai fini della ripetizione dell'indebito, non è dirimente il dolo del pensionato, ma la tempestività con cui l'ente previdenziale effettua la verifica reddituale e avvia l'azione di recupero, secondo i termini previsti dall'art. 13 della legge n. 412/1991.
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Integrazione al minimo: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una vedova che richiedeva l'integrazione al minimo sulla pensione di reversibilità. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, che introducevano questioni di fatto (come la residenza e l'esatto ammontare dei contributi) senza rispettare il principio di autosufficienza. La sentenza della Corte d'Appello, basata su una doppia ratio decidendi (contributi insufficienti in Italia e superamento del limite di reddito con la pensione estera), è stata quindi confermata.
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Pensione reversibilità: i limiti di cumulo con altri redditi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15453/2024, ha stabilito che i trattamenti integrativi erogati da un ente religioso al coniuge superstite di un ministro di culto devono essere considerati reddito e, come tali, sono soggetti ai limiti di cumulo con la pensione di reversibilità erogata dall'ente previdenziale. La Corte ha chiarito che, non rientrando nel sistema dell'assicurazione obbligatoria statale, tali somme concorrono alla determinazione del reddito rilevante per l'applicazione delle riduzioni previste dalla legge.
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Pensione a superstiti: No se il lavoro non è terapeutico
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla pensione a superstiti a una figlia maggiorenne, totalmente inabile e a carico del genitore defunto, a causa di un'attività lavorativa svolta. Sebbene il lavoro avesse un reddito minimo e una valenza terapeutica attestata da un medico, non rispettava i rigidi requisiti previsti dall'art. 46 del d.l. n. 248/2007. La Corte ha stabilito che, per non perdere il diritto alla pensione, l'attività lavorativa deve essere svolta esclusivamente presso datori di lavoro specifici (come cooperative sociali) e con determinate forme contrattuali (es. apprendistato), condizioni non soddisfatte nel caso di specie. Il basso reddito non è stato ritenuto sufficiente a superare il mancato rispetto di tali presupposti normativi.
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Pensione di reversibilità: non è trasmissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15166/2024, ha stabilito che la pensione di reversibilità non può essere trasmessa da un superstite a un altro. Il caso riguardava la richiesta di un figlio, la cui madre percepiva già una pensione di reversibilità, di ottenere la stessa prestazione dopo il decesso di quest'ultima. La Corte ha chiarito che il diritto alla pensione sorge 'iure proprio' al momento della morte del pensionato o lavoratore originario e spetta solo a chi possiede i requisiti di legge in quel preciso momento, escludendo ogni successiva trasmissione del diritto.
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Vivenza a carico: requisiti per la reversibilità
Un figlio disabile si è visto negare la pensione di reversibilità del padre perché non ha provato la 'vivenza a carico'. La Cassazione chiarisce che la non autosufficienza economica non basta: è necessario dimostrare che il genitore provvedeva al mantenimento in modo prevalente e continuativo.
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Pensione reversibilità nipoti: prova vivenza a carico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14452/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un nipote per ottenere la pensione di reversibilità della nonna. La decisione sottolinea che, per la pensione reversibilità nipoti, non basta rientrare nelle categorie astrattamente previste dalla legge, ma è fondamentale fornire la prova concreta della 'vivenza a carico', ovvero della dipendenza economica dal defunto. Il ricorso è stato inoltre respinto per il principio della 'doppia conforme', avendo i primi due gradi di giudizio deciso allo stesso modo sulla base di una carenza probatoria.
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Pensione di reversibilità: no se manca la prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un figlio che chiedeva la pensione di reversibilità del padre. La decisione si fonda sulla mancata prova della vivenza a carico, ovvero della dipendenza economica dal genitore defunto. I giudici hanno ribadito che la Cassazione non può riesaminare nel merito le prove, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', cioè due sentenze di grado inferiore con lo stesso esito. La pronuncia sottolinea l'onere probatorio a carico di chi richiede la prestazione.
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Pensione di reversibilità: quota e decesso dell’ex
La Corte di Cassazione ha stabilito che il decesso dell'ex coniuge, avvenuto durante il giudizio, costituisce un fatto sopravvenuto che modifica il diritto alla pensione di reversibilità del coniuge superstite. Anche se i motivi iniziali del ricorso sono stati respinti, la Corte ha cassato la precedente sentenza, disponendo il ricalcolo della pensione senza il concorso dell'ex coniuge a partire dalla data del suo decesso.
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Pensione di reversibilità: non si eredita due volte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14287/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pensione di reversibilità: questo diritto non può essere trasmesso ulteriormente agli eredi del beneficiario. Il caso riguardava la richiesta di una figlia di ottenere la pensione di reversibilità della madre, la quale era a sua volta titolare di una pensione di reversibilità per la morte del marito. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, chiarendo che il diritto sorge solo in favore dei superstiti del titolare di una pensione diretta, e non può essere oggetto di un'ulteriore successione.
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Pensione di reversibilità: convivenza e assegno
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della seconda moglie riguardo la ripartizione della pensione di reversibilità. La Corte ha confermato la decisione di merito che attribuiva 2/3 della pensione all'ex coniuge, forte di un matrimonio di 28 anni, e 1/3 alla vedova, il cui matrimonio era durato solo sei mesi, seppur preceduto da convivenza. I motivi del ricorso, relativi alla durata della convivenza e alla natura di un assegno divorzile, sono stati respinti per difetto di specificità e perché miravano a un riesame del merito non consentito in sede di legittimità.
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Giurisdizione Pensioni: Decide il Giudice Ordinario
In un caso di ricalcolo di una pensione di reversibilità, è sorto un conflitto di competenza tra il Tribunale del Lavoro e la Corte dei Conti. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il dubbio, stabilendo che la giurisdizione pensioni per gli ex dipendenti di istituti di credito storici, come l'ex Banco di Sicilia, spetta al giudice ordinario. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale del 1986 che ha tenuto conto della privatizzazione dell'ente.
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