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Pedissequa Reiterazione

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1133 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: Cassazione e ricettazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per ricettazione. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello, privi di una critica specifica alla sentenza impugnata e miranti a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per riciclaggio: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per riciclaggio. I motivi dell'impugnazione sono stati giudicati una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e un tentativo non consentito di ottenere una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha sottolineato che il suo ruolo non è riesaminare le prove, ma verificare la corretta applicazione della legge. Anche la richiesta di concessione delle attenuanti generiche è stata respinta, poiché il diniego del giudice di merito era basato su una motivazione logica e sufficiente.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per estorsione e rapina. La decisione si fonda sulla natura ripetitiva e generica dei motivi di appello, che si limitavano a riproporre questioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello. La Corte ribadisce che il ricorso per cassazione non può tradursi in una nuova valutazione del merito e chiarisce i presupposti per la richiesta di applicazione delle circostanze attenuanti.
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Ricorso inammissibile: i motivi generici non passano
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per riciclaggio. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a ripetere argomentazioni già respinte in appello, e sulla manifesta infondatezza delle censure relative alla riqualificazione del reato, alla mancata concessione delle attenuanti generiche e all'eccessività della pena. La Suprema Corte ribadisce che il controllo di legittimità non può trasformarsi in un nuovo giudizio di merito.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per il reato di cui all'art. 648-bis c.p. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza sollevare specifiche critiche giuridiche alla sentenza impugnata. La Corte ha ribadito di non poter riesaminare i fatti, ma solo verificare la correttezza giuridica e la logicità della motivazione, che in questo caso è stata ritenuta esente da vizi. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: appello copia-incolla bocciato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per rapina pluriaggravata. I giudici hanno stabilito che i motivi del ricorso erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata e tentando una rilettura dei fatti non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: motivi non specifici in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, chiarendo i limiti del giudizio di legittimità. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di quelli già presentati in appello e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in Cassazione. La Corte ha ribadito che il suo ruolo è controllare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione, non riesaminare le prove. La decisione conferma che un appello alla Suprema Corte deve contenere critiche specifiche e giuridiche alla sentenza impugnata, non un generico dissenso.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco quando
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in cassazione per genericità dei motivi, ribadendo che non può riesaminare i fatti. Il ricorso era una mera ripetizione delle argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è apparente
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per ricettazione. La decisione si fonda sulla natura generica e ripetitiva dei motivi di appello, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata. L'imputata non era riuscita a giustificare la provenienza di numerosi beni rinvenuti nella sua abitazione, elemento ritenuto decisivo per la condanna.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa. L'ordinanza chiarisce che non è possibile riproporre in sede di legittimità le stesse censure già respinte in appello, né chiedere una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha inoltre ribadito la piena discrezionalità del giudice di merito nel negare le attenuanti generiche e nel quantificare la pena, purché la motivazione sia logica e coerente con la legge.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per un caso di truffa, poiché i motivi presentati dall'imputato erano una semplice ripetizione di quelli già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea che l'appello non può limitarsi a riproporre le stesse censure senza una critica specifica alla sentenza impugnata, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per il reato di truffa, poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La Corte sottolinea che un ricorso per essere ammissibile deve contenere una critica argomentata e specifica alla sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse doglianze. Viene confermata anche la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea che il ricorso per cassazione non può essere una richiesta di riesame dei fatti, ma deve sollevare questioni di legittimità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: se l’appello è una copia
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati dall'imputato erano una mera ripetizione di quelli già respinti nel grado di appello. L'ordinanza sottolinea che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica argomentata e specifica della sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali, di una sanzione e al risarcimento della parte civile.
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Ricorso inammissibile: quando non basta ripetere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La decisione si fonda sul principio che un ricorso inammissibile è quello che si limita a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La Corte ha inoltre confermato che il possesso di 200 dosi, un bilancino e diverse tipologie di stupefacenti esclude l'ipotesi del fatto di lieve entità.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è una copia
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato furto. L'appello era una semplice ripetizione dei motivi già respinti, senza una critica specifica alla sentenza impugnata, confermando la condanna e aggiungendo sanzioni pecuniarie.
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Ricorso inammissibile se ripetitivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era una mera ripetizione dei motivi già presentati e respinti in appello. Questo caso sottolinea che un ricorso inammissibile non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni, ma deve muovere critiche specifiche alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a titolo di sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
Un imputato, assolto per diffamazione per la particolare tenuità del fatto, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del diritto di critica. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La decisione sottolinea che un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputate condannate per tentato furto in abitazione. La decisione si fonda sul fatto che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e sollevavano questioni di fatto, non di legittimità. Le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: limiti dell’appello in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato ex art. 483 bis c.p. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a ripetere argomenti già respinti in appello, e sulla manifesta infondatezza della richiesta di attenuanti generiche, riaffermando che il giudizio di legittimità non può rivalutare i fatti.
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