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Pedissequa Reiterazione

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1133 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricettazione cellulare smarrito: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per ricettazione di un cellulare smarrito. La decisione si fonda sulla tracciabilità del dispositivo tramite codice IMEI e sulla chiamata ricevuta dal legittimo proprietario, elementi che escludono la buona fede e la possibilità di qualificare il fatto come semplice appropriazione di cosa smarrita.
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Rapina impropria: spinta per fuggire è violenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina impropria nei confronti di un individuo che, dopo aver rubato un paio di scarpe, ha spintonato le commesse per garantirsi la fuga. La Corte ha stabilito che l'uso di violenza, anche se di lieve entità come uno spintone, finalizzato a mantenere il possesso della refurtiva o a guadagnare l'impunità, qualifica il reato come rapina impropria e non come semplice furto, escludendo l'applicazione di attenuanti come la particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa. L'ordinanza chiarisce che la Corte non può rivalutare i fatti del processo. Inoltre, vengono respinti i motivi di ricorso che si limitano a ripetere argomentazioni già disattese in appello, in quanto non costituiscono una critica specifica alla sentenza impugnata. La decisione finale sottolinea i rigorosi requisiti di ammissibilità per accedere al giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione non è un terzo grado
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per ricettazione e uso illecito di strumenti di pagamento. L'imputato contestava il suo riconoscimento tramite video-sorveglianza. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o le prove, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. Poiché il ricorso si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già respinte in appello e chiedeva una nuova valutazione delle prove, è stato giudicato inammissibile.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di truffa, poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello. La mancanza di una critica argomentata alla sentenza impugnata ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: no a mere ripetizioni in Cassazione
Un individuo ricorre in Cassazione contro una condanna della Corte d'Appello. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile poiché i motivi sono una mera ripetizione di quelli già respinti in appello, senza muovere critiche specifiche alla sentenza. La decisione ribadisce che la Cassazione non può rivalutare i fatti, ma solo verificare la legittimità della decisione.
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Ricorso inammissibile: i motivi non devono ripetersi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una semplice e pedissequa reiterazione di argomentazioni già presentate e respinte dalla Corte d'Appello, mancando quindi della specificità necessaria per criticare in modo argomentato la sentenza impugnata. Anche la richiesta di attenuanti generiche è stata ritenuta infondata, poiché la motivazione del giudice di merito era logica e non tenuta ad analizzare ogni singolo elemento.
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Ricorso inammissibile per motivi non specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due individui contro una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo del ricorso, relativo alla mancata sostituzione della pena, è stato ritenuto una semplice ripetizione delle argomentazioni già respinte nel precedente grado di giudizio. La Corte ha sottolineato che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse questioni. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: quando il ricorso è vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per ricettazione. I motivi sono stati ritenuti una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha inoltre confermato la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando il potere discrezionale del giudice nel valutare la gravità della condotta.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la specificità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una condanna per violazione delle norme del codice antimafia e riciclaggio. I motivi del ricorso sono stati ritenuti una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e non decisivi. Questa decisione sull'inammissibilità ricorso Cassazione conferma la necessità di presentare censure specifiche e rilevanti.
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Inammissibilità ricorso: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per il reato di cui all'art. 640 c.p. I motivi sono stati giudicati inammissibili in quanto mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello, manifestamente infondati riguardo alla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e basati su questioni, come le attenuanti generiche, non sollevate nel precedente grado di giudizio.
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Reato di ricettazione: onere della prova e possesso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di ricettazione. L'imputato, trovato in possesso di beni rubati, non ha fornito una spiegazione attendibile della loro origine. La Corte ha ribadito il principio secondo cui la mancata giustificazione del possesso di refurtiva, in assenza di prove che riconducano l'imputato al furto, costituisce prova del reato di ricettazione, invertendo di fatto l'onere della prova a carico del possessore.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. L'imputato, condannato per tentata rapina, non ha fornito una critica argomentata alla sentenza precedente, che aveva confermato la sussistenza della violenza. La Corte ha quindi ribadito che un appello deve essere specifico e non solo apparente per poter essere esaminato nel merito.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per estorsione. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quelli già presentati e respinti in appello, privi della necessaria specificità critica richiesta per un riesame di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello. La mancanza di una critica specifica e argomentata contro la sentenza impugnata ha portato alla conferma della condanna del ricorrente, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: genericità e ripetitività
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La Corte ribadisce che il ricorso di legittimità non può trasformarsi in una richiesta di riesame dei fatti, ma deve contenere critiche specifiche alla sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
Un soggetto condannato in appello per estorsione aggravata presenta ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, poiché i motivi presentati non sono altro che una sterile ripetizione delle argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea che il ricorso per Cassazione deve contenere critiche specifiche alla sentenza impugnata e non può limitarsi a chiedere un nuovo esame dei fatti.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La sentenza sottolinea che il ricorso per cassazione non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni, ma deve contenere una critica specifica alla decisione impugnata, senza chiedere una nuova valutazione dei fatti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: quando è reiterato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile avverso una condanna per truffa. La decisione si fonda sulla constatazione che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile per occupazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per occupazione abusiva di un immobile pubblico e violazione di sigilli. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura permanente e prolungata del reato.
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