La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4419/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa on-line aggravata. Il caso riguardava la finta vendita di un appartamento. La Corte ha ribadito che nelle truffe via internet sussiste l'aggravante della minorata difesa (art. 61, n. 5, c.p.) a causa della distanza tra le parti, che impedisce alla vittima di verificare il bene e agevola il truffatore nel nascondere la propria identità e sottrarsi alle conseguenze.
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