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Pedissequa Reiterazione — Anno 2025

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343 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Pedissequa Reiterazione

Provvedimenti

Stato di necessità: no alla scriminante per occupazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'occupazione abusiva di un immobile. La Corte ribadisce che per invocare lo stato di necessità non è sufficiente una generica esigenza abitativa, ma è necessario provare un pericolo attuale e grave alla persona, requisiti non dimostrati nel caso di specie. L'ordinanza sottolinea come la mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello renda il ricorso non specifico e quindi inammissibile.
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Danno di speciale tenuità: no per assegni rubati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per ricettazione di assegni in bianco, il quale chiedeva il riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha stabilito che, in questi casi, il danno non va valutato in base al valore materiale del documento, ma in base alla sua potenziale utilizzabilità, il cui valore non è determinabile e quindi non può essere considerato di 'speciale tenuità'.
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Concorso in estorsione: il ruolo del palo è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso in tentata estorsione. La Suprema Corte ha stabilito che anche una presenza silente, con il ruolo di 'palo' o sorvegliante, costituisce un contributo materiale e morale al reato, rafforzando l'effetto intimidatorio della pretesa estorsiva. L'analisi del caso conferma che per il concorso in estorsione è sufficiente partecipare all'azione criminale, anche senza pronunciare parole, confermando l'aggravante delle più persone riunite.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e Art. 131 bis
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, respingendo i motivi del ricorrente relativi alla prevalenza delle attenuanti generiche e all'applicazione dell'art. 131 bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La Corte ha stabilito che il primo motivo non era stato sollevato in appello, mentre il secondo era una mera ripetizione di argomenti già respinti, vista anche l'abitualità del comportamento desunta dai precedenti penali del soggetto.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per truffa, poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha chiarito che la recidiva reiterata aveva esteso il termine di prescrizione e che la contestazione della valutazione delle prove, senza nuove e specifiche critiche giuridiche, non è ammissibile in sede di legittimità.
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Differenza rapina furto con strappo: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo la differenza tra rapina e furto con strappo. Viene stabilito che si ha rapina quando la violenza è usata per vincere la resistenza della vittima. Inoltre, l'aggravante dell'età (vittima ultra 65enne) è oggettiva e si applica anche se l'autore del reato ignora per colpa l'età della persona offesa, consolidando un importante principio di diritto penale.
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Tenuità del fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello che negava l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso fossero una mera ripetizione di argomentazioni già respinte, confermando la valutazione del giudice di merito basata sulla modalità della condotta, la non esiguità del profitto e i precedenti penali del ricorrente.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e non dedotti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per estorsione. I motivi sono stati giudicati in parte una mera ripetizione di quelli d'appello e quindi non specifici, e in parte relativi a una censura (mancata concessione di un'attenuante) non sollevata nel precedente grado di giudizio. La Corte ha ribadito i rigorosi requisiti di ammissibilità per i ricorsi di legittimità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: reiterazione dei motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per ricettazione. L'imputato aveva tentato di riqualificare il reato in furto, ma il suo ricorso è stato giudicato una mera ripetizione dei motivi già respinti in appello. La Corte ha sottolineato l'impossibilità di rivalutare i fatti in sede di legittimità, confermando la condanna e imponendo il pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi infondati
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da tre imputati condannati per bancarotta fraudolenta. I motivi, incentrati su presunti vizi procedurali e sull'errato calcolo della prescrizione, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La decisione conferma la condanna e sottolinea i rigidi criteri per l'accesso al giudizio di legittimità, ribadendo l'importanza della specificità dei motivi di impugnazione e della corretta applicazione delle norme procedurali e sostanziali.
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Ricorso inammissibile: quando è reiterazione di motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per bancarotta fraudolenta. L'imputato aveva contestato la qualificazione del reato, ma i suoi motivi erano una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte in appello, rendendo il ricorso non valido.
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Falso in atto pubblico: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di falso in atto pubblico. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta assenza di dolo, è stato giudicato manifestamente infondato in quanto mera ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, confermando la necessità del solo dolo generico per la configurazione del reato.
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Ricorso inammissibile: no a motivi già respinti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di diffamazione, proposto ai soli fini civili. L'appello si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: motivi generici non bastano
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per detenzione di stupefacenti e furto aggravato. I motivi del ricorso sono stati giudicati una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e quindi non specifici. La valutazione delle attenuanti e della pena è stata confermata come corretta discrezionalità del giudice di merito, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Ricorso inammissibile: bancarotta e prove generiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per bancarotta da operazioni dolose. L'impugnazione è stata rigettata perché considerata una mera ripetizione di argomenti già valutati in appello e per la mancata specificità nella denuncia di un presunto travisamento della prova, confermando così la condanna dell'amministratore.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per furto. I motivi sono due: il primo è una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello; il secondo, relativo alla richiesta di un'attenuante per danno di lieve entità, è ritenuto manifestamente infondato poiché il danno non era affatto lievissimo. La decisione sottolinea che l'appello in Cassazione deve contenere critiche specifiche e non può essere un pretesto per riesaminare i fatti del processo.
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Tenuità del fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsità ideologica (art. 483 c.p.). La Corte ha stabilito che i motivi basati su una rivalutazione dei fatti non sono ammissibili in sede di legittimità. Inoltre, ha confermato la decisione di non applicare la causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto, poiché la condotta si inseriva in un più ampio schema illecito finalizzato all'evasione fiscale e il danno non era esiguo.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per tentato furto aggravato. La decisione si basa sul fatto che l'appellante ha semplicemente riproposto le stesse argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello, senza sollevare nuove e specifiche critiche alla sentenza. Questo comportamento rende il ricorso non specifico e, di conseguenza, inammissibile, con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La Corte ha respinto le doglianze della ricorrente, chiarendo che non è possibile introdurre motivi nuovi nel giudizio di legittimità, come la richiesta di proscioglimento per particolare tenuità del fatto. Inoltre, sono stati rigettati i motivi che si limitavano a ripetere argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati dall'imputato erano una mera ripetizione di quelli già esposti e respinti dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte ha sottolineato che un ricorso, per essere valido, deve contenere una critica argomentata e specifica alla sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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