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Patto Di Prelazione

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Clausola contrattuale o statutaria che obbliga un soggetto, qualora decida di concludere un determinato contratto, a preferire un beneficiario specifico rispetto a terzi, a parità di condizioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patto di prelazione: la finta vendita costa cara al terzo
Una società petrolifera aveva stipulato un contratto di fornitura esclusiva con un distributore, contenente un patto di prelazione in caso di vendita dell'impianto. Il proprietario ha comunicato una finta offerta di acquisto da parte di terzi per 400.000 euro. Dopo il rifiuto della società petrolifera, che ha ritenuto il prezzo eccessivo, il proprietario ha venduto l'impianto a un terzo acquirente per soli 120.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale del terzo acquirente, consapevole dell'accordo e partecipe della frode. La violazione del patto di prelazione comporta l'obbligo di risarcire il danno in solido tra venditore e acquirente in malafede, oltre all'applicazione della penale per la risoluzione anticipata del contratto.
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Prescrizione decennale e atti interruttivi nel lavoro
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore che ha richiesto il risarcimento del danno per la violazione di un patto di prelazione nella riassunzione. La Corte d'Appello aveva dichiarato prescritta parte della pretesa risarcitoria, ignorando le diffide inviate dal lavoratore prima della causa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omesso esame degli atti interruttivi della prescrizione decennale costituisce un vizio decisivo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione delle prove documentali prodotte dal ricorrente.
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Patto di prelazione: interruzione della prescrizione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore che lamentava la violazione di un patto di prelazione per la riassunzione previsto da accordi sindacali. Nonostante una precedente sentenza avesse riconosciuto il suo diritto a essere riassunto, la Corte d'Appello aveva rigettato la richiesta di risarcimento danni per il periodo precedente al 2006, ritenendola prescritta. La Suprema Corte ha cassato la decisione, rilevando che i giudici di merito hanno omesso di esaminare dieci atti di diffida prodotti dal lavoratore, i quali avrebbero potuto interrompere il decorso della prescrizione decennale. La decisione sottolinea che l'eccezione di interruzione della prescrizione è rilevabile d'ufficio se i documenti sono ritualmente acquisiti agli atti.
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Patto di prelazione: valido se non nel definitivo?
Un acquirente stipula un preliminare per un appartamento che include un patto di prelazione sull'intero edificio. Tale patto non viene però riportato nel contratto definitivo. Quando i venditori alienano altre unità a terzi, l'acquirente fa causa per violazione della prelazione. La Cassazione rigetta il ricorso, non per il merito della validità del patto, ma per un vizio processuale: il ricorrente non ha impugnato una delle due autonome ragioni su cui si fondava la decisione della Corte d'Appello, rendendo l'impugnazione inammissibile.
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Atti interruttivi prescrizione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato prescritto il diritto al risarcimento di un lavoratore. L'errore della Corte d'Appello è stato non considerare le plurime diffide inviate dal lavoratore, qualificabili come atti interruttivi della prescrizione. La Suprema Corte ha ribadito che l'omesso esame di un fatto così decisivo, ritualmente prodotto in giudizio, impone la cassazione della sentenza con rinvio per una nuova valutazione.
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Atti interruttivi e prescrizione: la Cassazione decide
Un lavoratore richiedeva il risarcimento del danno per una tardiva riassunzione. La Corte d'Appello aveva dichiarato parte della richiesta prescritta. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice di merito ha errato nel non considerare gli atti interruttivi, come le diffide inviate dal lavoratore, che avrebbero potuto interrompere il decorso della prescrizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di tali documenti decisivi.
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Riproposizione eccezioni appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione cassa una sentenza d'appello per non aver esaminato un'eccezione di annullabilità del contratto. Il caso sottolinea l'importanza della corretta riproposizione eccezioni appello, stabilendo che la sua omissione da parte del giudice costituisce un errore procedurale che impone un nuovo esame del merito.
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Patto di prelazione: no all’esecuzione in forma specifica
Un imprenditore, titolare di un diritto di prelazione per la locazione di un bar in uno stadio, si è visto negare dalla Cassazione la possibilità di ottenere una sentenza che tenesse luogo del contratto non concluso. La Corte ha ribadito la netta distinzione tra patto di prelazione e contratto preliminare, sottolineando che la violazione del primo dà diritto al solo risarcimento del danno e non all'esecuzione in forma specifica (art. 2932 c.c.), poiché non crea un obbligo a contrarre.
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Prelazione societaria: no al riscatto nelle S.r.l.
Un socio di una S.r.l. ha agito in giudizio dopo che un altro socio ha ceduto le proprie quote a un terzo, violando la clausola di prelazione statutaria. Il socio pretermesso chiedeva di poter riscattare le quote dall'acquirente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la prelazione societaria prevista dallo statuto di una S.r.l. ha natura meramente obbligatoria e non reale. Di conseguenza, la sua violazione non conferisce al socio il diritto di riscatto, ma solo la possibilità di chiedere il risarcimento del danno e di considerare la cessione inefficace nei confronti della società.
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Patto di prelazione: la prova scritta è necessaria?
Analisi di una sentenza della Corte d'Appello di Roma su un presunto patto di prelazione immobiliare. La Corte ha negato il risarcimento del danno per la mancata prova scritta dell'accordo, ritenendo insufficienti le testimonianze e le comunicazioni informali.
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