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Particolare Tenuità Dell'Offesa

41 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis del codice penale, applicabile quando il reato commesso ha arrecato un danno o un pericolo di entità molto lieve e il comportamento del colpevole non è abituale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Evasione dagli arresti domiciliari: ricorso inammissibile per genericità
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Individuo condannato per Evasione dagli arresti domiciliari. L'Individuo contestava la sua responsabilità e la mancata applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le motivazioni presentate fossero ripetitive e generiche. I giudici hanno confermato la logica e completa motivazione della Corte d'Appello, che aveva escluso la scarsa offensività del fatto, considerando il dolo e le precedenti condanne dell'Individuo.
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Particolare tenuità del fatto: quando non salva dalle violazioni sicurezza
Una Lavoratrice ha presentato ricorso contro una condanna per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Ha contestato la sua responsabilità e il mancato riconoscimento della Particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la Particolare tenuità del fatto richiede sia un'offesa di lieve entità sia un comportamento non abituale. Nel caso specifico, il Tribunale aveva escluso tale causa per la gravità dei rischi per i lavoratori. La Cassazione ha confermato che la valutazione dei fatti non può essere riesaminata in questa sede. La Lavoratrice deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Particolare tenuità dell’offesa: no alle truffe organizzate
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per reati caratterizzati da una complessa truffa organizzata nel tempo insieme ad altre persone. La difesa chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità dell'offesa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché privo di obiezioni specifiche contro la sentenza di appello. I giudici hanno chiarito che l'elaborata condotta ingannevole e la pianificazione di gruppo escludono la particolare tenuità dell'offesa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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Guida in stato di ebbrezza: inammissibilità ricorso penale per tardività
Un Conducente è stato condannato per guida in stato di ebbrezza con un alto tasso alcolemico e ha causato un incidente. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la confisca del veicolo non di sua proprietà, la mancata audizione di un consulente tecnico della difesa e l'omessa applicazione della particolare tenuità dell'offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, ritenendo le contestazioni infondate o sollevate tardivamente. Il Conducente dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica per reati ambientali
Il Ricorrente ha impugnato una condanna per un reato ambientale (rifiuti interrati da produzione di laterizi), chiedendo l'applicazione della "particolare tenuità del fatto". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che il Tribunale aveva correttamente escluso la "particolare tenuità del fatto", ritenendo la condotta grave per la perseveranza nell'inosservanza delle prescrizioni e il danno non esiguo a causa della presenza di rifiuti interrati.
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Droga: 113g non è “lieve”, negata la Particolare tenuità dell’offesa
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza che gli negava la non punibilità per particolare tenuità dell'offesa. Il Lavoratore era stato trovato in possesso di 113,9 grammi di marijuana. La Corte ha ritenuto che la quantità di droga non fosse modica, escludendo così la particolare tenuità dell'offesa. Per questo motivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ingresso e soggiorno illegale: la Cassazione nega la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato dal Giudice di Pace per il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. L'imputato aveva contestato la sanzione di 4.000 euro di ammenda, invocando l'esimente della particolare tenuità del fatto. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione precedente, rilevando che le prove raccolte dimostrano in modo inequivocabile l'illegittimità della sua presenza in Italia. La Cassazione ha escluso l'applicabilità della particolare tenuità dell'offesa, considerando la natura e le modalità concrete della condotta. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità dell’offesa: no al ricorso copia-incolla
Due imputati, condannati per il reato di truffa, hanno proposto ricorso per cassazione lamentando il mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per la particolare tenuità dell'offesa. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che i motivi di ricorso erano generici e si limitavano a ripetere quanto già dedotto in appello, senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata. Inoltre, i ricorrenti hanno accumulato in modo confuso e incompatibile diverse censure sulla motivazione. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha inflitto ai ricorrenti il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Danneggiamento in carcere: no alla particolare tenuità dell’offesa
Due imputati, già detenuti, vengono condannati per danneggiamento. In Cassazione, uno chiede le attenuanti generiche e l'altro l'applicazione della particolare tenuità dell'offesa. La Corte Suprema respinge entrambi i ricorsi, dichiarandoli inammissibili. I giudici chiariscono che la non punibilità per un fatto lieve non può essere concessa a chi dimostra una spiccata capacità a delinquere, evidenziata dal compiere il reato mentre si è già in stato di detenzione. Anche le attenuanti vengono negate a causa dei precedenti penali e della personalità negativa. La condanna diventa definitiva.
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Ricettazione di cellulari rubati: condanna senza spiegazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di ricettazione di cellulari rubati. L'imputato, trovato in possesso di diversi smartphone di provenienza illecita, non è riuscito a fornire una spiegazione credibile sulla loro origine. La Corte ha stabilito che la mancata giustificazione del possesso è un elemento sufficiente per provare la consapevolezza della provenienza delittuosa. Inoltre, ha respinto la richiesta di applicare la non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali specifici dell'imputato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
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Rissa allo stadio: non è legittima difesa se accetti lo scontro
Un tifoso, coinvolto in una rissa tra opposte tifoserie, viene condannato per l'uso di oggetti pericolosi, come l'asta di una bandiera. L'imputato sosteneva di aver agito per difendersi, ma la Corte di Cassazione ha respinto la sua tesi. La sentenza stabilisce un principio chiaro: la legittima difesa in aggressioni reciproche non è applicabile quando una persona accetta volontariamente la situazione di pericolo e partecipa attivamente allo scontro. Poiché entrambe le tifoserie avevano un intento aggressivo, la reazione del singolo non può essere considerata una difesa necessaria, ma parte integrante della rissa. Di conseguenza, la condanna è stata confermata.
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Particolare tenuità dell’offesa: negata a chi ha precedenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato, negando l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità dell'offesa. La richiesta è stata respinta a causa dei precedenti penali specifici dell'imputato, che indicavano un'abitualità nel commettere reati simili. Inoltre, i giudici hanno considerato rilevante il valore economico della somma sottratta. La Corte ha stabilito che la presenza di questi elementi impedisce di qualificare il fatto come lieve. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Tenuita del fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. I giudici confermano che la valutazione sulla particolare tenuità del fatto e sulla concessione delle attenuanti generiche, se ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Particolare tenuità: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di quattro imputati che contestavano la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità dell'offesa. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, che non contenevano una critica specifica e argomentata della motivazione della sentenza d'appello, rendendo l'impugnazione non valida a livello procedurale.
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Divieto detenzione armi: replica pistola e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver violato un avviso orale che imponeva il divieto detenzione armi. L'imputato era stato trovato in possesso di una pistola a salve, considerata una riproduzione di un'arma. La Corte ha stabilito che il ricorso era una mera richiesta di riesame dei fatti e che l'offesa non poteva essere considerata di particolare tenuità, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: no al riesame dei fatti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per lesioni personali. Il ricorso è stato respinto perché mirava a un riesame del merito della vicenda, attività preclusa in sede di legittimità. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, che aveva correttamente negato le attenuanti generiche e l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, basandosi sulla gravità della condotta e sui precedenti dell'imputato.
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Porto d’armi ingiustificato: ricorso inammissibile
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto d'armi ingiustificato. Trovato in possesso di un coltello a serramanico durante un controllo notturno, l'imputato si è visto negare le attenuanti generiche e l'applicazione della particolare tenuità del fatto, a causa dei suoi precedenti penali e dell'elevato disvalore della condotta.
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Art. 131-bis: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata contro una condanna per furto aggravato. L'appello, basato su un presunto errore materiale e sulla mancata applicazione dell'art. 131-bis cod. pen., è stato respinto per mancanza di autosufficienza e perché i motivi non erano deducibili in sede di legittimità.
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False dichiarazioni beneficio: dolo e post factum
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un individuo che aveva omesso di dichiarare il suo stato di detenzione domiciliare nella domanda per un beneficio economico. La Corte ha stabilito che le false dichiarazioni beneficio erano supportate da dolo specifico, provato dalla successiva richiesta dell'imputato di essere autorizzato a recarsi all'ufficio postale per ritirare la carta. Questa stessa condotta successiva al reato (post factum) è stata ritenuta rilevante anche per escludere la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Particolare tenuità offesa: no se lesioni gravi
Un automobilista, inizialmente prosciolto per particolare tenuità dell'offesa dall'accusa di lesioni stradali gravi, è stato condannato in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che la gravità della condotta e l'entità del danno (prognosi di 75 giorni) sono elementi sufficienti per escludere l'applicazione della causa di non punibilità, rendendo irrilevanti le questioni procedurali sollevate e il risarcimento assicurativo.
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