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Particolare Tenuità Del Fatto (Art. 131-Bis C.P.)

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145 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Evasione e particolare tenuità del fatto: condanna confermata
Una persona condannata per il reato di evasione dagli arresti domiciliari ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato chiedeva di non essere punito invocando la 'particolare tenuità del fatto', sostenendo che la sua violazione fosse di minima importanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto che i motivi del ricorso fossero generici e semplici ripetizioni di argomentazioni già respinte correttamente nei gradi precedenti. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Evasione di 6 giorni: non è reato di particolare tenuità del fatto
Una persona agli arresti domiciliari si allontana dalla propria abitazione per sei giorni. La difesa chiede l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione rigetta la richiesta, stabilendo che un'evasione di sei giorni non può essere considerata un'offesa lieve a causa della sua durata prolungata. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la condanna e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Reato di Evasione: Tenta di eludere il controllo, condanna certa
Un uomo, già condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Sosteneva di meritare sconti di pena e l'applicazione della non punibilità per la lieve entità del fatto. La Corte ha respinto tutte le richieste. Ha sottolineato che l'imputato non si era consegnato spontaneamente, ma aveva tentato di eludere i controlli. Inoltre, la durata della sua condotta e i precedenti penali specifici dimostravano una chiara inclinazione a violare la legge. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna è diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Fame o Furto? No all’evasione per stato di necessità
Un uomo agli arresti domiciliari esce di casa senza permesso, sostenendo di dover comprare cibo. Viene però trovato alla guida di un'auto con borse schermate per eludere i sistemi antitaccheggio. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per il reato di evasione. I giudici hanno escluso l'ipotesi di evasione per stato di necessità, poiché l'uomo aveva già un'autorizzazione per le sue esigenze alimentari e le modalità della sua uscita (l'uso di borse per furti) dimostravano un'intenzione diversa dal semplice bisogno di cibo. L'appello dell'imputato è stato quindi respinto.
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Violazione obbligo di firma: Niente sconti per il tifoso recidivo
Un tifoso, già soggetto a un divieto di accesso allo stadio, è stato condannato per non essersi presentato in commissariato come ordinato. La sua condanna a 8 mesi di reclusione e 8.000 euro di multa è diventata definitiva. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, negandogli il beneficio della non punibilità per 'particolare tenuità del fatto'. La ragione è chiara: avendo già due condanne per la stessa **violazione obbligo di firma**, il suo comportamento non poteva essere considerato 'occasionale'. La sentenza stabilisce che la recidiva specifica impedisce l'applicazione di sconti di pena.
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