La Corte di Cassazione ha stabilito che la presunzione legale di evasione per i capitali detenuti all'estero, introdotta nel 2009, non può essere applicata retroattivamente. L'ordinanza analizza il caso di un contribuente, il cui nome era emerso in una nota lista di correntisti di una banca svizzera, a cui erano stati notificati avvisi di accertamento per gli anni 2004 e 2006. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e chiarendo che la norma ha natura sostanziale, non procedurale, e la sua applicazione a periodi d'imposta precedenti la sua entrata in vigore violerebbe il diritto di difesa del contribuente.
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