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Par Condicio

26 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio secondo cui tutti i creditori hanno uguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Selezione pubblica OSS: la prova scritta è legittima, non illecita
Due lavoratrici hanno contestato una selezione pubblica per operatori socio-sanitari, ritenendo illegittima la prova scritta. Sostenevano che l'Art. 27 del D.P.R. n. 487/1994 richiedesse prove pratiche o sperimentazioni lavorative. Dopo un iniziale rigetto del Tribunale, la Corte d'Appello ha accolto il ricorso, riconoscendo un risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'istituto non ha violato la legge, poiché la prova scritta, sebbene attitudinale, era compatibile con il profilo professionale richiesto e con le normative che prevedono esami sia teorici che pratici per l'ottenimento della qualifica di operatore socio-sanitario.
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Annullamento d’ufficio: Concessione Revocata per False Dichiarazioni
Un'Associazione ha ottenuto la gestione di un bene culturale tramite una concessione. Il Ministero ha poi disposto l'annullamento d'ufficio della concessione, sostenendo che l'Associazione aveva presentato dichiarazioni non veritiere e non possedeva i requisiti richiesti dal bando. Il Consiglio di Stato ha confermato l'annullamento. L'Associazione ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il giudice amministrativo può accertare la falsità delle dichiarazioni e la legittimità dell'annullamento d'ufficio, senza attendere una sentenza penale, soprattutto quando i requisiti sono oggettivamente verificabili. La concessione di beni culturali rientra nella giurisdizione amministrativa.
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Prova Scritta vs. Pratica: la Cassazione ridefinisce l’Illegittimità Selezione
Un'Istituzione ha indetto una selezione per operatori socio-sanitari, utilizzando una prova scritta. Una Candidata, ritenuta inidonea, ha contestato l'illegittimità selezione, sostenendo che l'art. 27 d.P.R. n. 487/1994 richiedesse prove pratiche o sperimentazioni lavorative. Il Tribunale ha respinto la domanda. La Corte d'Appello ha accolto il ricorso della Candidata, ritenendo la prova scritta incompatibile con il profilo professionale e condannando l'Istituzione al risarcimento per perdita di chance. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituzione. Ha stabilito che una prova scritta può essere considerata "pratica attitudinale" se le domande vertono su scenari concreti e non su conoscenze teoriche astratte. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo giudizio.
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Depennamento dalle graduatorie ATA: valido il controllo titoli
Un collaboratore scolastico ha impugnato il depennamento dalle graduatorie ATA di terza fascia, disposto dalla scuola a seguito della mancata dimostrazione del possesso del titolo di studio dichiarato (diploma di maestro d'arte conseguito presso un istituto privato successivamente revocato). Il lavoratore sosteneva che l'amministrazione non potesse rivalutare i requisiti già verificati in precedenza e chiedeva di far valere un secondo diploma mai inserito nella domanda tramite il soccorso istruttorio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del dipendente, confermando che la scuola può effettuare verifiche di veridicità in ogni momento a fronte di un nuovo contratto e che il principio di autoresponsabilità impedisce di sanare la mancata allegazione tempestiva di titoli alternativi.
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Obbligo contributivo: anche le società pubbliche pagano l’INPS
Un'azienda pubblica di vendita gas si è opposta alla richiesta dell'INPS di pagare oltre 18.000 euro per il Fondo integrativo del Gas, sostenendo che la sua natura pubblica "in house" la esonerasse dalle regole delle aziende private. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo contributivo si applica anche alle società a partecipazione pubblica. Quando lo Stato sceglie lo strumento della società per azioni, questa deve rispettare le regole del diritto privato. Ciò serve a garantire la parità di trattamento e la concorrenza sul mercato. L'azienda è stata quindi condannata a pagare i contributi dovuti e le spese di giudizio.
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Esclusione da concorso per tatuaggio: le calze non sono uniforme
Una candidata a un concorso per commissario di Polizia viene esclusa per un residuo di tatuaggio sul piede, ritenuto visibile con l'uniforme. La candidata sosteneva che le calze della divisa femminile lo avrebbero coperto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: la valutazione su cosa costituisce 'uniforme' (in questo caso, escludendo le calze) e sulla visibilità del tatuaggio rientra nel potere del giudice amministrativo e non può essere contestata in Cassazione come eccesso di potere. L'esclusione da concorso per tatuaggio è quindi confermata.
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Bancarotta fraudolenta: la guida alla sentenza 2023
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un amministratore unico responsabile di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e preferenziale. Il caso riguardava prelievi ingiustificati che avevano generato un saldo finale negativo di oltre trecentomila euro. La difesa sosteneva che i parziali rientri di denaro e l'epoca remota dei prelievi dovessero escludere il reato, ma i giudici hanno ribadito che la distrazione si configura quando la condotta mette in pericolo l'integrità del patrimonio sociale. Anche per la bancarotta preferenziale, la Corte ha chiarito che l'identificazione del destinatario del pagamento è sufficiente a provare la lesione della parità tra i creditori.
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Rinegoziazione del contratto di appalto: stop agli aumenti post-gara
Una società di ristorazione vinceva un appalto ospedaliero, ma riscontrava una drastica diminuzione dei pasti serviti rispetto al bando. L'ente sanitario concedeva un aumento del prezzo unitario tramite delibera, salvo poi annullarla in autotutela e recuperare le somme. La società agiva in giudizio per ottenere la differenza di prezzo, ma la Cassazione ha confermato l'illegittimità della rinegoziazione del contratto di appalto. La Corte ha stabilito che modificare il prezzo, elemento essenziale della gara, viola la par condicio tra i concorrenti e le norme sull'evidenza pubblica. Anche il rinnovo contrattuale deve avvenire alle medesime condizioni originarie. La domanda di arricchimento senza causa è stata rigettata poiché esisteva un titolo contrattuale valido che regolava il rapporto, escludendo l'aumento non autorizzato.
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Revocatoria ordinaria e piani di risanamento
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'applicabilità delle esenzioni fallimentari alla revocatoria ordinaria. Una banca aveva impugnato l'esclusione di un'ipoteca dallo stato passivo, poiché il Tribunale riteneva che l'esenzione per i piani di risanamento ex art. 67 L.F. non operasse contro l'azione revocatoria ordinaria. La Suprema Corte ha ribaltato tale orientamento, stabilendo che le tutele previste per gli atti compiuti in esecuzione di un piano di risanamento idoneo si estendono anche alla revocatoria ordinaria esercitata dal curatore, al fine di non vanificare gli sforzi di salvataggio aziendale.
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Bancarotta preferenziale: guida alla sentenza 2023
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di bancarotta preferenziale a carico dell'amministratore di una società immobiliare. L'imputato aveva disposto il pagamento di circa 140.000 euro a favore di una società correlata, gestita da un familiare, mentre numerosi altri creditori rimanevano insoddisfatti. La Suprema Corte ha stabilito che la riqualificazione del fatto da bancarotta distrattiva a preferenziale non viola il principio del ne bis in idem se le imputazioni sono formulate in via alternativa. È stato inoltre accertato il dolo specifico, poiché il pagamento è avvenuto in una fase di crisi irreversibile con la chiara volontà di favorire un creditore specifico a danno della massa creditoria.
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Soccorso istruttorio e graduatorie: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di una docente volta a ottenere la rettifica del punteggio nelle graduatorie provinciali per le supplenze. La lavoratrice aveva omesso di dichiarare alcuni titoli di servizio in una domanda telematica a causa di un errore nella compilazione. La Corte ha stabilito che il soccorso istruttorio non può essere invocato per sanare mancanze sostanziali o omissioni totali di titoli non dichiarati entro i termini. Prevale infatti il principio di autoresponsabilità del candidato e la necessità di tutelare la par condicio tra tutti gli aspiranti, evitando continue riformulazioni delle graduatorie che danneggerebbero la speditezza dell'azione amministrativa.
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Ineleggibilità elezioni regionali: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la dichiarazione di ineleggibilità di un dirigente regionale candidato alle elezioni. La Corte ha stabilito che la norma eccezionale, prevista per la conclusione anticipata della legislatura, non può sanare il mancato rispetto dei termini ordinari per la rimozione delle cause di ineleggibilità, se questi sono già scaduti. La decisione si fonda sulla necessità di tutelare la par condicio tra i candidati, evitando che un soggetto possa beneficiare di una rimessione in termini a danno di chi ha rispettato le scadenze. La sentenza affronta il tema della ineleggibilità nelle elezioni regionali e il bilanciamento tra regole generali ed eccezioni.
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Inquadramento superiore: mansioni e CCNL Federambiente
Una lavoratrice di un'azienda ambientale, addetta alla pesa e classificata al secondo livello, ha ottenuto il riconoscimento dell'inquadramento superiore al quarto livello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che lo svolgimento di attività di registrazione del carico/scarico dei rifiuti e la compilazione responsabile del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) costituiscono mansioni superiori, che giustificano un diverso inquadramento contrattuale.
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Qualificazione struttura complessa: decide l’atto aziendale
Una dirigente medica chiedeva il pagamento per aver diretto una qualificazione struttura complessa. La Corte di Cassazione ha stabilito che la classificazione di un'unità sanitaria dipende formalmente dall'atto aziendale dell'ASL e non può essere determinata dal giudice sulla base delle mansioni di fatto svolte, rigettando la richiesta della lavoratrice.
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Ineleggibilità commissario straordinario: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della ineleggibilità del commissario straordinario. Dei cittadini avevano contestato la rielezione di un sindaco, nominato anche Commissario Straordinario per la ricostruzione di un viadotto. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che le norme sull'ineleggibilità sono eccezionali e vanno interpretate restrittivamente. Ha chiarito che la figura del Commissario Straordinario, creata per un'emergenza specifica e temporanea, non rientra nella categoria dei "Commissari di Governo" prevista dalla legge come causa di ineleggibilità, salvaguardando così la legittimità dell'elezione.
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Rimborso IVA fallimento: quando spetta alla società
Una società in fallimento ha richiesto un rimborso IVA per il periodo pre-fallimentare. L'Agenzia Fiscale lo ha negato per la mancata chiusura della Partita IVA. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto della società, stabilendo che la dichiarazione IVA del curatore per il periodo ante-fallimento equivale a una cessazione di attività, legittimando così la richiesta di rimborso IVA fallimento.
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Ineleggibilità sindaco: leave gaps e incompatibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16920/2024, ha stabilito che la breve interruzione dell'aspettativa non retribuita di un dipendente comunale, eletto sindaco, avvenuta subito dopo la proclamazione, non costituisce una causa di ineleggibilità sindaco, bensì una sopravvenuta incompatibilità. Se tale incompatibilità viene rimossa tempestivamente, come nel caso di specie con una nuova richiesta di aspettativa il giorno successivo, l'elezione rimane valida. La Corte ha sottolineato la distinzione fondamentale tra ineleggibilità, che deve essere rimossa prima della candidatura per garantire la par condicio, e l'incompatibilità, che può essere sanata entro dieci giorni dall'elezione.
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Selezioni interne pubblico impiego: le regole giuste
Una dipendente pubblica impugnava l'esito di una procedura selettiva interna per un ruolo di coordinamento, lamentando la mancata predeterminazione dei criteri di valutazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: le selezioni interne pubblico impiego, finalizzate a progressioni di carriera, sono disciplinate esclusivamente dalla contrattazione collettiva e non dalle norme generali previste per i concorsi pubblici di assunzione.
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Par condicio misura cautelare: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato in custodia cautelare per omicidio. L'indagato lamentava la violazione del principio di 'par condicio' rispetto a un coindagato non sottoposto a misure. La Corte ha stabilito che in materia di libertà personale non opera l'effetto estensivo dell'impugnazione e che la valutazione delle posizioni è individuale, basata su specifici elementi probatori. Pertanto, la disparità di trattamento era giustificata dalle diverse risultanze investigative a carico dei due soggetti. La questione centrale è quindi la non applicabilità della par condicio alla misura cautelare quando le posizioni non sono sovrapponibili.
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Prelievo ex art. 725 c.c.: priorità all’erede non donatario
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito l'applicazione del prelievo ex art. 725 c.c. in una divisione ereditaria. Quando un erede ha ricevuto donazioni, l'erede non donatario ha diritto di prelevare in via prioritaria i beni residui in natura per ristabilire non solo l'uguaglianza quantitativa, ma anche quella qualitativa, prima della divisione finale del patrimonio residuo.
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