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Osservazione Scientifica Della Personalità

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'analisi multidisciplinare del detenuto, svolta da un'equipe di esperti per valutare il suo percorso di recupero e la sua idoneità a essere reinserito nella società.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Affidamento in prova ai servizi sociali: stop senza un anno di esame
Un detenuto condannato per atti sessuali con minorenne e maltrattamenti ha richiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto l'istanza a causa del mancato completamento di un intero anno di osservazione scientifica della personalità all'interno del carcere. Il condannato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che i continui trasferimenti tra istituti penitenziari avevano impedito la continuità dell'osservazione e denunciando la mancata valutazione del suo corretto comportamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che per i condannati per reati sessuali il decorso di almeno un anno di osservazione collegiale costituisce un requisito di ammissibilità inderogabile, non sostituibile da elementi equipollenti o condotte positive parziali. Il detenuto perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Detenzione domiciliare negata: madre malata ma rischio recidiva
Un detenuto condannato per rapina aggravata, lesioni ed evasione ha richiesto la detenzione domiciliare per assistere l'anziana madre gravemente malata. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta a causa dei precedenti fallimenti delle misure alternative, della recidiva nella tossicodipendenza e delle violenze commesse proprio in famiglia. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la concessione del beneficio richiede una concreta valutazione della personalità e del percorso rieducativo del condannato. Le sole esigenze di assistenza familiare non bastano se persiste una pericolosità sociale incompatibile con la misura extra-muraria.
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Misure alternative alla detenzione negate per condotta incompleta
Il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta presentata da Il Condannato per ottenere l'accesso all'affidamento in prova o alla detenzione domiciliare. Nonostante la disponibilità di una casa, un lavoro e la regolare condotta carceraria, i giudici hanno evidenziato la gravità dei reati recenti e la mancata adesione ai percorsi trattamentali specifici. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso. I giudici di legittimità hanno stabilito che l'accesso alle misure alternative alla detenzione richiede l'avvio concreto di una revisione critica del proprio passato criminale. La buona condotta e l'alloggio non bastano a superare il rischio di recidiva (il pericolo di compiere nuovi reati) se l'osservazione carceraria risulta ancora incompleta.
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Sospensione dell’ordine di esecuzione e reati sessuali aggravati
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di sospensione dell'ordine di esecuzione per la carcerazione presentata da un uomo condannato per violenza sessuale aggravata commessa contro un minorenne. Nonostante il giudice di merito avesse concesso la circostanza attenuante della minore gravità con giudizio di prevalenza sull'aggravante, il titolo di reato conserva la sua qualifica originaria. L'ordinamento penitenziario include espressamente i delitti sessuali aggravati tra le fattispecie ostative. Il condannato deve quindi iniziare l'espiazione della pena in carcere e sottoporsi ad almeno un anno di osservazione scientifica collegiale della personalità prima di poter avanzare istanza per le misure alternative alla detenzione.
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Affidamento in prova al servizio sociale: l’età non è un limite
Un uomo di ottantadue anni, condannato per usura ed estorsione, ha chiesto l'affidamento in prova al servizio sociale per espiare la pena residua di circa un anno. Il Tribunale di sorveglianza ha respinto la richiesta, concedendo solo la detenzione domiciliare, a causa della gravità dei reati passati, dell'età avanzata e del mancato risarcimento alle vittime. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. I giudici hanno chiarito che la gravità del reato e l'età avanzata non possono bloccare automaticamente l'affidamento in prova al servizio sociale. Inoltre, il mancato risarcimento non può essere l'unico motivo di rifiuto se non si valutano le reali possibilità economiche del condannato. Il caso dovrà essere interamente riesaminato.
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Osservazione scientifica in carcere: è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i condannati per specifici reati gravi, l'osservazione scientifica in carcere della durata di almeno un anno è un presupposto obbligatorio e non sostituibile per accedere a misure alternative alla detenzione, come l'affidamento in prova. Un percorso riabilitativo svolto all'esterno, anche se di analogo contenuto, non è considerato equipollente. La Corte ha rigettato il ricorso di un detenuto, confermando che la normativa vigente impone che tale valutazione avvenga all'interno dell'istituto penitenziario, sebbene con il possibile ausilio di esperti esterni.
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