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Ordinanza — Anno 2025

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3082 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza

Provvedimenti

Ricorso in Cassazione: Ordinanza della Suprema Corte
La Suprema Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza a seguito di un ricorso proposto contro una sentenza della Corte d'Appello di Torino. Sebbene il testo non espliciti l'esito, la struttura dell'atto e la data della decisione indicano la conclusione del procedimento di legittimità. Il ricorso in Cassazione rappresenta l'ultimo grado di giudizio, focalizzato sulla corretta applicazione della legge.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze decisionali
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello di Torino. La Suprema Corte ha emesso un'ordinanza con cui ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro. Questa decisione rende definitiva la sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Bologna. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando che un ricorso inammissibile non solo impedisce l'esame nel merito ma comporta anche conseguenze economiche.
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Ricorso inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Torino. A seguito della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e le spese
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Venezia. La decisione, di natura puramente procedurale, non ha analizzato il merito della questione ma ha comportato importanti conseguenze economiche per i ricorrenti. A seguito della dichiarazione di inammissibilità, i soggetti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, evidenziando i rischi di un'impugnazione non fondata su validi motivi.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e sanzioni
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Venezia. A seguito di tale pronuncia, il soggetto ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per accedere al giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese processuali
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 31/03/2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza di una Corte d'Appello. Tale decisione ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, evidenziando le conseguenze economiche di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, non essendo stata ravvisata l'assenza di colpa nella proposizione del ricorso.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione decide de plano
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento. L'ordinanza chiarisce che l'inammissibilità può essere dichiarata con procedura semplificata 'de plano', condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: condanna a spese e multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Milano. A seguito della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando le severe conseguenze di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Milano. A seguito della decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, confermando le severe conseguenze per gli appelli infondati.
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Ricorso in Cassazione: i dettagli del provvedimento
La Corte di Cassazione, Sezione Penale, si è pronunciata con ordinanza su un ricorso in Cassazione proposto contro una sentenza della Corte d'Appello di Catania. Il provvedimento, emesso a seguito dell'udienza del 3 marzo 2025, definisce l'esito del giudizio di legittimità, confermando il ruolo della Suprema Corte quale organo di controllo sulla corretta applicazione della legge.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e ammenda
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 3 marzo 2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Milano. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende, rendendo definitiva la pronuncia di secondo grado.
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Attenuanti generiche: no con gravi precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello che negava la concessione delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla corretta valutazione da parte dei giudici di merito dell'assenza di elementi positivi e della presenza di gravi precedenti penali a carico del ricorrente, considerati ostativi alla riduzione della pena.
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Ricorso inammissibile: condanna a spese e multa
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, confermando le conseguenze negative di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Inammissibilità ricorso: condanna a spese e sanzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. A causa di questa dichiarazione di inammissibilità ricorso, la parte ricorrente è stata condannata, ai sensi dell'art. 616 del codice di procedura penale, al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e spese processuali
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 3 marzo 2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Bari. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, confermando le severe conseguenze procedurali di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Liberazione anticipata: quando la condotta la nega
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto a cui era stata negata la liberazione anticipata. La decisione si basa sulla partecipazione del condannato a un'associazione per il traffico di stupefacenti durante la detenzione e su infrazioni disciplinari. La Corte ha stabilito che questi comportamenti, anche se non temporalmente coincidenti con tutti i semestri in esame, dimostrano una mancata adesione al percorso rieducativo, giustificando il diniego del beneficio.
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Impedimento legittimo difensore: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere il rinvio di un'udienza, l'impedimento legittimo del difensore deve essere provato con documentazione specifica che attesti l'assoluta impossibilità a partecipare e a farsi sostituire. Un generico riferimento a un concomitante impegno professionale non è sufficiente. La sentenza in esame rigetta il ricorso di un condannato, la cui istanza di affidamento in prova era stata decisa in assenza del difensore, poiché la richiesta di rinvio non era stata adeguatamente motivata.
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Affidamento in prova: no se il profilo è criminale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione si basa sulla valutazione della sua elevata caratura criminale, la condotta intramuraria negativa e l'appartenenza a un gruppo criminale, ritenendo irrilevanti le memorie difensive a fronte di tali elementi.
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