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Ordinanza — Anno 2025

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3082 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 18/03/2025, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. La decisione comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende, rendendo definitiva la pronuncia di secondo grado.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e ammenda
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando le severe conseguenze per un'impugnazione che non supera il vaglio preliminare.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e sanzione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Trieste. A causa della manifesta infondatezza dei motivi, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: costi e conseguenze legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Milano. L'ordinanza sottolinea le conseguenze procedurali e finanziarie di un appello che non supera il vaglio di ammissibilità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, confermando la definitività della sentenza di secondo grado.
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Inammissibilità del ricorso: Cassazione e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea le rigide conseguenze processuali in caso di impugnazione infondata.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello. A seguito di tale decisione, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, evidenziando le serie conseguenze economiche di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una sentenza della Corte d'Appello di Roma. A seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, confermando le conseguenze economiche per chi propone un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile: condanna alle spese e sanzione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza della Corte d'Appello. A seguito di questa decisione, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello di Firenze. A seguito di questa decisione, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, evidenziando le severe conseguenze procedurali di un'impugnazione non conforme alla legge.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione sottolinea come la declaratoria di inammissibilità comporti non solo il rigetto dell'impugnazione, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Richiesta asilo: può bloccare l’espulsione?
Un cittadino straniero, durante l'udienza per la convalida del suo accompagnamento coattivo alla frontiera, ha presentato una richiesta asilo. Il Giudice di Pace ha convalidato l'espulsione, ma la Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione e la mancanza di una normativa chiara sugli effetti di tale richiesta in questa specifica procedura, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente. Ha invece rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, sottolineando il potenziale conflitto tra l'esecuzione immediata del rimpatrio e il diritto fondamentale a richiedere protezione internazionale.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato l'Agenzia delle Entrate invece della corretta Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel dispositivo. L'ordinanza chiarisce che ogni riferimento all'ente errato deve intendersi fatto a quello corretto, ristabilendo la precisione formale del provvedimento senza alterarne la sostanza.
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Rinuncia al ricorso: evitato il raddoppio del contributo
Un'impresa agricola ha presentato ricorso in Cassazione contro un ente regionale. Successivamente, l'impresa ha formalizzato la rinuncia al ricorso, atto a cui l'ente ha aderito. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista per i ricorsi respinti o inammissibili.
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Errore materiale: correzione della sentenza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale presente nell'intestazione di una precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omissione del nome di un giudice componente del collegio. La Corte ha chiarito che tale svista, essendo un errore materiale, è sanabile d'ufficio e non inficia la validità della decisione, poiché la composizione effettiva del collegio giudicante è attestata dal verbale d'udienza, che prevale sull'intestazione della sentenza.
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Errore materiale sentenza: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per correggere un errore materiale in una propria precedente sentenza. Nello specifico, era stato omesso il nome di un giudice dal collegio giudicante. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce un errore materiale sentenza, emendabile d'ufficio, poiché la composizione effettiva del collegio è attestata dal verbale d'udienza, che prevale sull'intestazione della sentenza. Di conseguenza, è stata disposta l'integrazione del provvedimento originale, senza inficiarne la validità.
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Errore materiale sentenza: come si corregge?
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una propria sentenza, reintegrando il nome di un giudice omesso nell'intestazione del provvedimento. La Corte ha chiarito che tale omissione, sebbene formale, va sanata d'ufficio per allineare la sentenza al verbale d'udienza, senza inficiare la validità della decisione.
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Esigenze cautelari: il tempo non esclude la recidiva
La Corte di Cassazione conferma un'ordinanza di arresti domiciliari per un soggetto accusato di essere a capo di un'associazione per delinquere finalizzata a frodi fiscali. La Suprema Corte chiarisce che le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di recidiva, non vengono meno solo per il tempo trascorso o per la scadenza della norma agevolativa sfruttata. La valutazione deve basarsi sulla spiccata pericolosità sociale del soggetto, desunta dalla sistematicità e professionalità della condotta criminale.
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Definizione agevolata: estinzione lite tributaria
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio tributario relativo alla revoca di un'agevolazione prima casa. Il contribuente, dopo aver visto respinte le sue ragioni in appello, ha utilizzato con successo le procedure di definizione agevolata previste da due diverse leggi (L. 130/2022 e L. 197/2022) per sanare le pretese del Fisco sia sull'imposta di registro che sul mutuo. Avendo dimostrato di aver presentato le domande e di aver effettuato i pagamenti richiesti, la Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha chiuso definitivamente la controversia.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso civile. La decisione è stata presa dopo che la società ricorrente ha formalmente rinunciato al proprio ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione nel merito e le spese legali sono state compensate tra le parti.
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