Un soggetto, condannato per tre distinti reati in materia di stupefacenti commessi nel 2015, 2020 e 2021, ha richiesto l'applicazione della disciplina del reato continuato, sostenendo l'esistenza di un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il notevole lasso di tempo intercorso tra i fatti delittuosi è un elemento sufficiente, anche da solo, per escludere la presenza di un'ideazione unitaria e programmata sin dall'inizio. La Corte ha ribadito che il medesimo disegno criminoso deve essere rintracciabile sin dalla commissione del primo reato.
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