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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2024

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1097 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Legittimazione socio: chi contesta l’accertamento?
L'ordinanza analizza il caso della legittimazione di un socio a impugnare un avviso di accertamento notificato alla società, dopo che le quote di quest'ultima sono state sottoposte a sequestro preventivo e affidate a un custode giudiziario. A causa della particolare rilevanza della questione, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza ancora decidere nel merito. L'Amministrazione finanziaria contestava proprio la legittimazione del socio, ritenendo che solo il custode potesse agire.
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Legittimazione socio: sequestro quote e ricorso fiscale
Un'ordinanza interlocutoria della Cassazione esamina il caso della legittimazione del socio, ex amministratore di una S.r.l. fallita, a impugnare un avviso di accertamento fiscale. La questione centrale riguarda il suo diritto di agire dopo che le quote societarie sono state sottoposte a sequestro preventivo e un custode giudiziario è stato nominato. Data la rilevanza del tema, la Corte ha rinviato la causa a una pubblica udienza per la decisione finale.
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Servitù di veduta: limiti e prescrizione del diritto
Una società contesta l'apertura di nuove finestre in una sopraelevazione, sostenendo la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione esamina la natura della servitù di veduta, nata da un'obbligazione contrattuale, per decidere se il diritto si estende oltre la costruzione originale del 1958. Il caso è rimesso alla pubblica udienza per la sua complessità.
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Notificazione opposizione spese: il P.M. è parte
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel procedimento di opposizione alla liquidazione delle spese di giustizia, è obbligatoria la notificazione dell'atto anche all'Ufficio del Pubblico Ministero che ha emesso il provvedimento. Rilevando un difetto di contraddittorio, la Corte ha rinviato la causa al ruolo per consentire l'integrazione della notifica, senza decidere nel merito della tardività dell'opposizione sollevata dal tribunale di primo grado. Questa ordinanza sottolinea l'importanza della corretta instaurazione del processo nella procedura di notificazione opposizione spese.
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Risoluzione contratto per vizi: la Cassazione decide
A seguito dell'acquisto di una termostufa difettosa che ha causato danni, un consumatore ha ottenuto in appello la risoluzione del contratto. La società venditrice ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità delle questioni sollevate, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando il caso a una pubblica udienza per la decisione finale. L'analisi si concentra sulla tematica della risoluzione contratto per vizi e sulle garanzie del consumatore.
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Sanzioni psicologi: ruolo del PM nel processo
In un caso riguardante le sanzioni psicologi, la Corte di Cassazione, tramite un'ordinanza interlocutoria, ha sollevato d'ufficio la questione della nullità della sentenza d'appello per la mancata partecipazione del Pubblico Ministero. Evidenziando un contrasto giurisprudenziale sul tema, la Corte non ha deciso nel merito ma ha disposto la trattazione in pubblica udienza per consentire alle parti di discutere se il PM debba essere considerato un litisconsorte necessario in questi procedimenti.
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Iscrizione a ruolo a mezzo posta: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso a pubblica udienza un caso cruciale per la procedura civile. La questione centrale riguarda la validità della iscrizione a ruolo a mezzo posta dinanzi al Giudice di Pace. A seguito di una lite sull'imposta di registro, un cittadino si era opposto a un decreto ingiuntivo inviando gli atti per posta, vedendosi dichiarare l'opposizione improcedibile. La Corte dovrà ora decidere se tale modalità di avvio del giudizio sia ammissibile e, in caso negativo, quali siano le conseguenze. Un secondo quesito riguarda la validità di una sentenza la cui data di stesura precede la scadenza per il deposito delle memorie finali.
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Cessazione materia del contendere: quando non è automatica
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha chiarito che non si può dichiarare la cessazione della materia del contendere se l'accordo transattivo invocato non è perfezionato e se la sua efficacia è subordinata al completo pagamento. Nel caso di specie, un accordo con un soggetto terzo non è stato ritenuto sufficiente a chiudere il giudizio contro la parte originaria, mancando la prova del perfezionamento e dell'integrale adempimento.
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Rinvio a nuovo ruolo per mancata notifica all’avvocato
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria che dispone il rinvio a nuovo ruolo di una causa avente ad oggetto il risarcimento danni per errata progettazione. La decisione è stata presa a causa di un vizio procedurale: la mancata comunicazione del decreto di fissazione dell'udienza al difensore di una delle parti, ledendo così il principio del contraddittorio.
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Rinvio della causa: accordo tra le parti in Cassazione
Un professionista si oppone a un decreto ingiuntivo ottenuto da una società per servizi geotecnici. Dopo la condanna in appello, ricorre in Cassazione. Le parti, avendo raggiunto un accordo transattivo, chiedono e ottengono il rinvio della causa per finalizzare la conciliazione. La Cassazione accoglie l'istanza e rinvia la trattazione.
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Studi di settore: accertamento e definizione agevolata
Un professionista ha ricevuto un avviso di accertamento fiscale per Irpef, Irap e Iva basato sugli studi di settore, che evidenziavano un reddito dichiarato inferiore alle medie statistiche. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la validità dell'accertamento. Tuttavia, giunto in Cassazione, il professionista ha richiesto l'estinzione del giudizio per aver aderito a una definizione agevolata. La Corte ha sospeso la decisione, emettendo un'ordinanza interlocutoria per consentire all'Agenzia delle Entrate di verificare la regolarità della procedura di sanatoria.
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Indennità di mobilità: quando va restituita? Cassazione
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il caso di lavoratori che, dopo essere stati licenziati e aver percepito l'indennità di mobilità, ottengono una sentenza di reintegrazione. Tuttavia, a causa del fallimento del datore di lavoro, la reintegrazione non avviene mai di fatto. L'INPS chiede la restituzione delle indennità versate. Rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla questione, la Corte non decide nel merito ma rimette la causa alle Sezioni Unite per stabilire un principio di diritto definitivo. Il dilemma è se prevalga la reintegrazione formale ('de iure') o la mancata ripresa effettiva del lavoro ('de facto') nel determinare la legittimità dell'indennità.
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Rinvio a nuovo ruolo: che succede se il giudice è assente?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di una causa a causa dell'imprevisto e improvviso impedimento del giudice relatore. La Corte ha constatato l'impossibilità di una sostituzione immediata e ha rinviato il caso a una data futura, disponendo l'integrazione del collegio giudicante.
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Esdebitazione: patteggiamento impedisce il perdono?
Un socio illimitatamente responsabile di una società fallita si è visto negare l'esdebitazione a causa di una precedente condanna penale tramite patteggiamento. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di grande importanza giuridica, rinviando il caso a pubblica udienza per decidere se l'estinzione del reato post-patteggiamento equivalga alla riabilitazione richiesta dalla legge fallimentare per concedere il beneficio.
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Rinvio udienza Cassazione: le regole del processo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione illustra il processo di rinvio udienza Cassazione a causa dell'improvviso impedimento del giudice relatore. La Suprema Corte, dopo aver integrato il collegio, ha disposto la posticipazione della causa a una nuova udienza, riservandosi 60 giorni per il deposito del provvedimento. Il caso verteva su un ricorso contro una sentenza di una Corte d'Appello territoriale.
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Rinvio a nuovo ruolo: impedimento del relatore
La Corte di Cassazione, a causa dell'assenza improvvisa e imprevedibile del giudice relatore, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di una causa tra due cittadini e una compagnia assicurativa. La decisione, di natura puramente procedurale, è stata presa per garantire la corretta composizione del collegio giudicante e la prosecuzione del giudizio in una data futura, previa integrazione del collegio stesso.
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Rinvio a nuovo ruolo: cosa succede se manca il giudice
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di una causa a seguito dell'improvviso e imprevedibile impedimento del giudice relatore. L'ordinanza interlocutoria spiega che tale assenza, verificatasi poco prima dell'udienza, non ha consentito la riassegnazione del fascicolo, rendendo necessario posticipare la trattazione per integrare il collegio giudicante. La decisione evidenzia un meccanismo procedurale per gestire imprevisti che garantisce la corretta composizione dell'organo giudicante.
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Rinvio udienza Cassazione: impedimento del relatore
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di un'udienza in una causa tra una società di commercio veicoli e una compagnia assicurativa. La decisione, formalizzata con un'ordinanza interlocutoria, è stata presa a causa dell'impedimento improvviso e imprevedibile del giudice relatore, che ha reso impossibile la trattazione del caso nella data prevista. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio udienza Cassazione a nuovo ruolo, previa integrazione del collegio giudicante.
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Factoring e concordato: a chi spetta il credito?
Una società di factoring agisce per il pagamento di crediti ceduti da un'azienda poi ammessa a concordato preventivo. Le corti di merito ritengono la domanda inammissibile, in quanto doveva essere proposta nelle forme del procedimento concorsuale. La Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria sul tema del factoring e concordato, rinvia la decisione alla Prima Sezione Civile, competente per materia, per risolvere la complessa questione sulla tutela dei diritti del terzo cessionario.
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Garanzia fideiussoria: cosa succede se rinunci al bando
Una società energetica, dopo aver ottenuto un contributo pubblico e prestato una garanzia fideiussoria, rinunciava al finanziamento. L'ente pubblico pretendeva di mantenere attiva la garanzia, ma la Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha stabilito l'estinzione della garanzia stessa in virtù del principio di accessorietà, ritenendo che la garanzia non possa sopravvivere all'obbligazione principale (l'erogazione del contributo) che era venuta meno con la rinuncia. La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sulla questione, ma ha rinviato la causa a nuovo ruolo per un vizio di notifica.
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