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Ordinamento Penitenziario — Anno 2025

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90 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinamento Penitenziario

Provvedimenti

Colloqui 41-bis: Vetro divisorio con figli minori
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del mantenimento del vetro divisorio durante i colloqui tra un detenuto in regime 41-bis e il figlio infraquattordicenne. La decisione non è automatica ma si basa su una valutazione specifica del rischio, bilanciando il diritto alla vita familiare con le esigenze di sicurezza. In questo caso, la pericolosità del detenuto e il rischio di strumentalizzazione del minore per veicolare messaggi hanno giustificato la misura restrittiva, in linea con i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale.
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Collegamenti criminalità organizzata: no semilibertà
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che concedeva la semilibertà a un detenuto condannato all'ergastolo per reati di stampo mafioso. La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione del Tribunale di Sorveglianza, sottolineando che per superare la presunzione di persistenza dei collegamenti con la criminalità organizzata sono necessarie prove rigorose e specifiche, non bastando la sola buona condotta carceraria.
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Espulsione straniero: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come sanzione alternativa alla detenzione, anche in assenza di una valutazione sulla pericolosità sociale. Nel caso esaminato, il ricorso di un cittadino straniero, sposato con una cittadina italiana residente all'estero, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la mancanza di legami familiari effettivi e stabili sul territorio italiano e la natura amministrativa della misura, volta a ridurre il sovraffollamento carcerario, rendono irrilevante la valutazione della pericolosità del soggetto ai fini dell'applicazione dell'art. 16, comma 5, d.lgs. 286/1998.
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Detenuti CD musicali: sì all’uso in regime 41-bis
Un detenuto sottoposto al regime speciale 41-bis ha richiesto di poter acquistare un lettore CD e CD musicali. Il Ministero della Giustizia si è opposto, citando rischi per la sicurezza e un onere eccessivo per l'amministrazione penitenziaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, stabilendo che il diritto all'ascolto di musica rientra tra i 'piccoli gesti di normalità quotidiana' e non può essere negato a priori. La decisione sull'autorizzazione dei detenuti a usare CD musicali deve basarsi su una valutazione concreta della capacità della struttura di effettuare i controlli necessari, senza che ciò costituisca un onere sproporzionato. In questo caso, il divieto è stato ritenuto un'ingiustificata e ulteriore afflizione.
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Spazio minimo detentivo: la Cassazione annulla diniego
Un detenuto ha richiesto un risarcimento per aver vissuto in una cella con uno spazio minimo detentivo inferiore a 3 metri quadrati per 1474 giorni. Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato il risarcimento, ritenendo che fattori come le attività ricreative compensassero la situazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la lunga durata della detenzione è un elemento cruciale che non può essere ignorato. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione che consideri congiuntamente tutti i fattori, sottolineando l'importanza di una valutazione completa per la tutela della dignità umana.
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Liberazione anticipata: valutazione globale della condotta
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto contro il diniego della liberazione anticipata. La Corte ha stabilito che la valutazione della condotta deve essere globale, considerando anche reati commessi dopo il periodo di riferimento, in quanto sintomatici di una mancata adesione al percorso rieducativo.
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Reclamo generico detenuto: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto che richiedeva delle fotografie attestanti la presenza di un tavolino nella sala colloqui. La richiesta è stata qualificata come un reclamo generico del detenuto, poiché non collegata alla violazione di un preciso diritto soggettivo. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Permesso Premio: nuove regole per vecchi reati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto condannato per reati ostativi, al quale era stato negato un permesso premio. La Corte ha confermato che le nuove e più severe condizioni per l'accesso ai benefici penitenziari, introdotte nel 2022 per chi non collabora con la giustizia, si applicano anche ai reati commessi prima della riforma, in base al principio "tempus regit actum", data la natura processuale di tali norme.
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Diritti del detenuto: no al rasoio elettrico col cavo
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che autorizzava un detenuto in regime speciale all'acquisto di un rasoio con cavo elettrico. La sentenza chiarisce i limiti dei diritti del detenuto, distinguendo tra il diritto inviolabile all'igiene e le modalità del suo esercizio, che restano soggette alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria per ragioni di sicurezza e ordine interno. L'uso di un apparecchio a batteria è stato ritenuto sufficiente a garantire il diritto.
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Revoca liberazione anticipata: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la revoca della liberazione anticipata a un detenuto a seguito di una nuova condanna. La sentenza stabilisce che una condotta criminale successiva, se grave e indicativa di persistenti legami con ambienti malavitosi, dimostra il fallimento del percorso rieducativo e giustifica la perdita totale del beneficio, non solo per il periodo in cui è stato commesso il nuovo reato.
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Lavoro esterno: quando il rischio di recidiva lo nega
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di ammissione al lavoro esterno per un detenuto, ritenendo corretta la valutazione del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sull'elevato pericolo di recidiva e sulla sostanziale inaffidabilità del soggetto, dimostrate da gravi condotte illecite commesse durante una precedente misura alternativa. Secondo la Corte, la sola buona condotta carceraria non è sufficiente in assenza di una concreta rivisitazione critica del proprio passato criminale, elemento indispensabile per una prognosi favorevole.
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Esito negativo affidamento in prova: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che dichiarava l'esito negativo dell'affidamento in prova per un uomo. Nonostante il rispetto delle prescrizioni lavorative e dei contatti con l'UEPE, le denunce per minaccia e stalking verso la ex compagna durante il periodo di prova sono state ritenute sufficienti per una valutazione globale negativa del percorso rieducativo, portando alla determinazione di una pena residua da scontare in detenzione domiciliare. La Corte ha chiarito che la valutazione finale dell'affidamento differisce dalla revoca in corso d'opera e si basa su un'analisi complessiva del comportamento del condannato.
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Inammissibilità ricorso: i motivi corretti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un detenuto avverso il diniego di liberazione anticipata. La decisione si fonda sul fatto che il motivo di ricorso, relativo alla presunta irregolare composizione del collegio disciplinare che aveva irrogato una sanzione, era estraneo al procedimento di liberazione anticipata e avrebbe dovuto essere sollevato in un'apposita sede di reclamo contro la sanzione stessa. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Licenza al semilibero: motivazione e diritti del detenuto
La Corte di Cassazione ha annullato il decreto di un Magistrato di sorveglianza che negava una licenza al semilibero. La decisione è stata cassata perché la motivazione era meramente apparente, basata su un generico riferimento a un 'contesto malavitoso' senza considerare il positivo e lungo percorso rieducativo del detenuto. La Corte ha ribadito che il diniego di una licenza al semilibero deve fondarsi su una valutazione concreta e individualizzata, non su petizioni di principio.
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Permesso premio: Cassazione su reati ostativi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava un permesso premio a un detenuto condannato all'ergastolo per reati di stampo mafioso, sulla base della sola mancata collaborazione con la giustizia. La Suprema Corte ha chiarito che, alla luce delle nuove norme, il giudice deve compiere una complessa istruttoria per verificare l'assenza di legami attuali con la criminalità organizzata e il pericolo di un loro ripristino, non potendosi limitare a richiamare la mancata collaborazione.
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Permesso di necessità: quando è concesso al detenuto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la necessità di un detenuto di recarsi personalmente a ritirare una carta per prestazioni assistenziali non costituisce un "evento familiare di particolare gravità". Pertanto, tale esigenza non giustifica la concessione di un permesso di necessità ai sensi dell'art. 30 dell'Ordinamento Penitenziario. Il ricorso del detenuto è stato respinto poiché la norma si applica solo a situazioni eccezionali e anomale legate alla vita familiare, come un imminente pericolo di vita, e non a esigenze personali, per le quali l'amministrazione penitenziaria deve fornire assistenza.
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Affidamento in prova: la revisione critica è decisiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una condannata contro il diniego di affidamento in prova ai servizi sociali. La decisione si fonda sulla gravità dei reati, i numerosi precedenti, un contesto familiare inadatto e, soprattutto, l'assenza di un sufficiente processo di revisione critica del proprio passato criminale, elemento ritenuto indispensabile per una prognosi favorevole di reinserimento sociale.
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Esecuzione pena a domicilio: il pericolo di fuga la nega
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di negare l'esecuzione pena a domicilio a una donna condannata a meno di diciotto mesi. La decisione si fonda sul concreto pericolo di fuga, dimostrato dal fatto che la donna si era resa irreperibile in due precedenti occasioni per sottrarsi alla giustizia. Secondo la Corte, il comportamento pregresso giustifica pienamente il diniego del beneficio.
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Detenzione domiciliare: no per reati ostativi
Un soggetto condannato per associazione di tipo mafioso si è visto negare la detenzione domiciliare. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che tale misura alternativa è assolutamente preclusa per i cosiddetti reati ostativi, come previsto dall'art. 47-ter dell'Ordinamento Penitenziario. La Corte ha specificato che le recenti riforme normative in materia non hanno modificato questo specifico divieto.
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Affidamento in prova all’estero: si può in UE
Un condannato residente in Romania si è visto negare la possibilità di scontare la pena con l'affidamento in prova nel paese di residenza. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, affermando che l'affidamento in prova all'estero è possibile all'interno dell'UE in base al principio del reciproco riconoscimento delle sentenze, come previsto dal D.Lgs. 38/2016. Il caso è stato rinviato per una valutazione di merito.
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