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Ordinamento Penitenziario — Anno 2024

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125 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinamento Penitenziario

Provvedimenti

Costo fotocopie in carcere: limiti e rimborso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46299/2024, ha stabilito che l'ordine del Magistrato di sorveglianza che fissa un prezzo massimo per il costo fotocopie in carcere non ha efficacia retroattiva. Di conseguenza, il diritto del detenuto al rimborso per le somme pagate in eccesso decorre solo dalla data del provvedimento e non da periodi precedenti. La Corte ha chiarito che il giudizio di ottemperanza serve a far rispettare un ordine esistente, non a introdurre nuove pretese o a rivalutare il merito.
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Sospensione ordine di esecuzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la sospensione dell'ordine di esecuzione. La richiesta era basata sull'idea che la parte di pena per l'aggravante ostativa fosse già stata scontata. La Corte ha ribadito che il divieto di sospensione ordine di esecuzione per i reati gravi, come quelli legati agli stupefacenti con aggravanti specifiche, dipende dalla natura del reato stesso e non dal calcolo della pena residua. La gravità del fatto, una volta accertata in giudizio, preclude la sospensione.
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Collaborazione impossibile: quando la richiesta è valida?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47549/2024, ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile un'istanza per l'accertamento della collaborazione impossibile. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: tale accertamento non può essere richiesto in via autonoma, ma deve essere necessariamente incidentale a una domanda principale per un beneficio penitenziario ancora pendente. Poiché nel caso di specie la richiesta di permesso premio era già stata respinta, mancava il presupposto processuale per procedere, portando all'annullamento senza rinvio della decisione.
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Scambio beni detenuti: legittimo il preavviso
Un detenuto aveva contestato un regolamento carcerario che imponeva un preavviso di un giorno per lo scambio di beni, in particolare alimentari. Il Tribunale di Sorveglianza gli aveva dato ragione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Ministero della Giustizia, ha annullato tale decisione, stabilendo che la previsione di un preavviso non nega il diritto allo scambio beni detenuti, ma ne regola legittimamente le modalità di esercizio per esigenze organizzative e di sicurezza, rientrando pienamente nei poteri discrezionali dell'amministrazione penitenziaria.
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Diritto alla salute in carcere: visita medica privata
Un detenuto in custodia cautelare ha richiesto l'autorizzazione per una visita specialistica privata. Il Giudice ha negato, ritenendo la richiesta "esplorativa". La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il diritto alla salute in carcere permette al detenuto di essere visitato da un medico di fiducia a proprie spese, senza doverne dimostrare la necessità. Il potere del giudice è limitato a verificare che la visita non pregiudichi le indagini, non a sindacare le ragioni mediche.
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