LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Opponibilità

Pagina 12 di 14

261 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Data certa fallimento: timbro e marca temporale
Una banca si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare per l'assenza di data certa sui contratti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare prove decisive come il timbro postale apposto direttamente sui documenti e la marca temporale digitale. Questo caso di data certa fallimento sottolinea l'importanza di tali elementi per l'opponibilità dei crediti.
Continua »
Data certa contratto: quando è opponibile al fallimento?
Un professionista si è visto ridurre un ingente credito verso una società insolvente poiché il suo contratto di prestazione d'opera mancava di data certa. Nonostante il contratto fosse menzionato in altri atti depositati con data certificata, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che la semplice menzione di un documento non è sufficiente a conferirgli data certa, confermando la decisione del tribunale e sottolineando l'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità.
Continua »
Cessione del credito PA: contratto batte legge speciale
Una società di factoring si è vista negare il pagamento di crediti acquistati da una clinica privata verso un'Azienda Sanitaria Locale. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che una specifica clausola contrattuale, che richiedeva l'espressa accettazione della Pubblica Amministrazione per la cessione del credito PA, è pienamente valida e prevale sulle norme generali in materia di factoring che prevedono il silenzio-assenso. La Corte ha sottolineato che il contratto fa legge tra le parti e le sue condizioni si estendono anche al cessionario del credito.
Continua »
Cessione del contratto e pignoramento: la Cassazione
Una società creditrice ha tentato di pignorare presso un condominio i crediti futuri dovuti a un'impresa appaltatrice. Tuttavia, l'impresa aveva già effettuato la cessione del contratto a un'altra società. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito della cessione del contratto, i crediti per le opere successive sorgono direttamente in capo alla nuova impresa e non entrano mai nel patrimonio del debitore originario. Di conseguenza, tali crediti non possono essere pignorati, rendendo irrilevante la questione della data certa della cessione.
Continua »
Lodo arbitrale: opponibilità al fallimento anche senza
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un credito derivante da un lodo arbitrale, poiché privo di exequatur prima della dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che un lodo arbitrale rituale è opponibile alla massa dei creditori dalla data dell'ultima sottoscrizione, poiché da quel momento acquisisce efficacia di sentenza, a prescindere dalla successiva dichiarazione di esecutività.
Continua »
Data certa transazione: la Cassazione fa chiarezza
Una società, cessionaria di un credito derivante da un contratto d'appalto, ha citato in giudizio la società debitrice. Quest'ultima ha opposto un accordo transattivo stipulato con il creditore originario. I tribunali di merito avevano ritenuto l'accordo opponibile. La Corte di Cassazione, invece, ha cassato la decisione, stabilendo che la prova della data certa transazione, necessaria per l'opponibilità al cessionario terzo, era stata erroneamente fondata su un ragionamento presuntivo viziato, rinviando la causa per una nuova valutazione alla luce dell'art. 2704 c.c.
Continua »
Opponibilità regolamento condominiale: la trascrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le clausole di un regolamento condominiale che limitano l'uso delle proprietà private, come il divieto di adibire un appartamento a scuola di musica, sono opponibili ai successivi acquirenti solo se trascritte correttamente. Un generico richiamo al regolamento nell'atto di acquisto non è sufficiente. È necessaria una specifica menzione della clausola limitativa nella nota di trascrizione o la sua riproduzione integrale nell'atto. In questo caso, la Corte ha accolto il ricorso di una società, annullando la decisione che le imponeva di cessare l'attività di scuola di musica, poiché l'opponibilità del regolamento condominiale non era stata provata secondo le forme di legge.
Continua »
Opponibilità cessione credito: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'opponibilità della cessione del credito derivante da un contratto d'appalto pubblico. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la società ricorrente non ha impugnato tutte le autonome ragioni giuridiche (rationes decidendi) su cui si basava la sentenza d'appello. La Corte sottolinea che, per ottenere l'annullamento di una sentenza fondata su più motivazioni, è necessario censurarle tutte con successo, altrimenti la statuizione passa in giudicato.
Continua »
Opponibilità cessione credito: guida alla sentenza
Una società finanziaria agisce contro un ente pubblico per il pagamento di crediti derivanti da forniture, ottenuti tramite cessione. L'ente si oppone, sostenendo la necessità della sua adesione secondo una vecchia normativa. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per un vizio di notifica, ma chiarisce un punto fondamentale sull'opponibilità cessione credito: si applica la legge vigente al momento della cessione (in questo caso il Codice degli Appalti del 2006), che non richiede più l'adesione della PA, ma un meccanismo di silenzio-assenso.
Continua »
Cessione dei crediti: il patto di non cedibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una cessione dei crediti. Il caso verteva sull'opponibilità a un terzo acquirente di un patto di incedibilità del credito. La Corte ha ribadito che, per essere valido, il terzo deve essere a conoscenza del patto, e ha sanzionato il ricorrente per aver presentato un ricorso non autosufficiente, confermando la decisione dei giudici di merito a favore della banca cessionaria.
Continua »
Ricognizione di debito: vale come accettazione?
Un debitore si oppone a un decreto ingiuntivo contestando la prova della cessione del suo credito. La Cassazione stabilisce che la sua ricognizione di debito, inviata al nuovo creditore, funge da accettazione della cessione ai sensi dell'art. 1264 c.c., sanando la mancata notifica formale e confermando la legittimazione del creditore a procedere.
Continua »
Opponibilità locazione pignoramento: il caso risolto
Una società conduttrice ha tentato di far valere l'opponibilità di un contratto di locazione contro una procedura esecutiva, basandosi su un primo accordo antecedente al pignoramento. Tuttavia, un secondo contratto, ritenuto novativo, era stato stipulato dopo l'inizio della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il secondo contratto è inopponibile ai creditori e che le spese di manutenzione non possono essere compensate con i canoni dovuti. Il caso chiarisce i limiti dell'opponibilità locazione pignoramento.
Continua »
Regolamento condominiale: limiti alla proprietà privata
La Corte di Cassazione interviene in una lunga controversia relativa a una costruzione in un'area privata condominiale. Un proprietario aveva edificato una struttura, contestata dai vicini in base a un restrittivo regolamento condominiale. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva ordinato la demolizione. L'errore del giudice di secondo grado è stato non verificare, come invece richiesto da una precedente sentenza di Cassazione, l'effettiva applicabilità e opponibilità del regolamento condominiale al singolo proprietario, dando per scontato un punto che invece era cruciale e andava accertato.
Continua »
Diniego di rimborso: quando l’atto è impugnabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una comunicazione dell'Amministrazione Finanziaria non può essere considerata un diniego di rimborso definitivo se omette di indicare i termini e le modalità per l'impugnazione. Nel caso esaminato, una società bancaria aveva richiesto un rimborso d'imposta e l'Agenzia aveva risposto con una nota che negava una specifica modalità di pagamento. La Corte ha ritenuto che tale nota non fosse un atto impugnabile idoneo a far decorrere i termini di decadenza, in quanto priva dei requisiti formali essenziali e perché non negava il diritto al rimborso in sé, ma solo una sua modalità di esecuzione.
Continua »
Usucapione e acquisto a domino: la decisione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che non è possibile richiedere l'usucapione di un immobile quando si è già proprietari in forza di un valido titolo di acquisto (acquisto a domino). Anche se il trasferimento non è opponibile ai creditori terzi a causa di un errore nella trascrizione dell'atto, ciò non fa venire meno la titolarità del bene, presupposto essenziale per l'usucapione. Il caso riguardava degli acquirenti che avevano scoperto che il loro immobile era stato pignorato a causa di un'inesattezza nella data di nascita del venditore originario in un atto di vendita precedente, rendendo la trascrizione non opponibile ai creditori. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che né l'usucapione ordinaria né quella abbreviata possono trovare applicazione in un'ipotesi di acquisto a domino.
Continua »
Lodo arbitrale: efficacia di sentenza e data certa
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un credito derivante da un lodo arbitrale, poiché il Tribunale lo riteneva privo di data certa. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il lodo arbitrale rituale ha efficacia di sentenza e data certa fin dal momento della sua ultima sottoscrizione, senza necessità di deposito in cancelleria, rendendolo così pienamente opponibile alla procedura fallimentare.
Continua »
Opponibilità cessione credito: il No della Cassazione
Un istituto di credito ha agito in giudizio contro un'azienda sanitaria locale per ottenere il pagamento di interessi moratori su crediti acquisiti tramite factoring da alcune case di cura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio chiave in materia di opponibilità della cessione del credito verso la Pubblica Amministrazione: senza una formale accettazione da parte dell'ente pubblico debitore, la cessione non è efficace nei suoi confronti. La decisione si fonda sulla normativa speciale per la contabilità di Stato e sulle specifiche previsioni contrattuali tra le parti originarie.
Continua »
Agevolazioni prima casa: basta la scrittura privata
La Corte di Cassazione ha stabilito che per non perdere le agevolazioni prima casa in caso di vendita e successivo riacquisto entro un anno, è sufficiente un contratto di compravendita stipulato tramite scrittura privata. La sua registrazione conferisce data certa all'atto, rendendo non necessaria la trascrizione nei registri immobiliari, la quale serve solo a rendere l'acquisto opponibile a terzi e non a certificarne la validità ai fini fiscali.
Continua »
Opponibilità IMU: la scrittura privata è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4329/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opponibilità IMU. Un contribuente aveva costituito un diritto di abitazione a favore del coniuge tramite una scrittura privata registrata ma non trascritta, comunicandola al Comune. L'ente impositore riteneva comunque il proprietario come soggetto passivo del tributo, data la mancata trascrizione. La Suprema Corte ha invece chiarito che, ai fini fiscali, la registrazione dell'atto è sufficiente a conferirgli data certa e a renderlo opponibile al Comune. Quest'ultimo, infatti, non è un terzo che vanta diritti reali in conflitto, per cui la trascrizione non è un requisito necessario per spostare l'obbligo di pagamento dell'IMU dal proprietario al titolare del diritto di abitazione.
Continua »
Riconoscimento di debito: opponibile al fallimento?
Un professionista si è visto negare l'ammissione al passivo fallimentare di una società per i suoi compensi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il riconoscimento di debito, se avente data certa anteriore al fallimento, è opponibile alla massa dei creditori. Tale atto crea una presunzione sull'esistenza del debito, e spetta al curatore fallimentare l'onere di provare il contrario. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
Continua »