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Onnicomprensività Della Retribuzione Dirigenziale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il principio secondo cui lo stipendio dei dirigenti pubblici include già tutti i compensi per le attività svolte, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incarichi extra e onnicomprensività della retribuzione dirigenziale
Un dirigente comunale ha svolto per un decennio diversi incarichi temporanei ad interim oltre alla propria posizione ordinaria. Il dipendente ha quindi richiesto al tribunale il pagamento cumulativo di plurime indennità di posizione e la rideterminazione dell'indennità di risultato per ciascun ufficio ricoperto. L'amministrazione comunale si è opposta alla duplicazione dei compensi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del lavoratore, confermando la vigenza della regola cardine dell'onnicomprensività della retribuzione dirigenziale nel pubblico impiego contrattualizzato. Gli incarichi aggiuntivi temporanei non attribuiscono automaticamente doppie indennità di posizione, potendo al massimo incidere sulla sola voce di risultato secondo le preventive valutazioni dell'ente.
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Onnicomprensività della retribuzione dirigenziale: stop a extra
Un Dirigente Amministrativo ha chiesto il pagamento di indennità aggiuntive per aver coperto temporaneamente ruoli di direzione di struttura complessa presso un'Azienda Sanitaria. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto la domanda. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Azienda Sanitaria, ribadendo il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. Per gli incarichi temporanei o di sostituzione (anche per pensionamento del titolare), al dirigente non spettano le indennità di posizione piene del titolare sostituito, ma solo la specifica indennità sostitutiva prevista dal contratto collettivo. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per verificare la corretta erogazione dell'indennità sostitutiva.
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Onnicomprensività della retribuzione dirigenziale: no extra
Alcuni medici con qualifica dirigenziale hanno chiesto all'Ente Previdenziale il pagamento delle ore di lavoro straordinario svolte per partecipare alle commissioni mediche di verifica dell'invalidità civile. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda dei lavoratori, confermando che tale attività rientra nei compiti istituzionali ordinari dell'ente. I giudici hanno applicato il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, secondo cui lo stipendio dei dirigenti remunera qualsiasi incarico e funzione connessi al ruolo, compreso il superamento dell'orario normale di lavoro. Di conseguenza, la partecipazione alle commissioni deve ritenersi già compensata attraverso la retribuzione di risultato prevista dalla contrattazione collettiva, escludendo ogni diritto a compensi aggiuntivi per straordinario.
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Onnicomprensività della retribuzione dirigenziale: niente extra
Alcuni medici dirigenti dell'ente previdenziale hanno chiesto il pagamento del lavoro straordinario svolto nelle commissioni per l'invalidità civile. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, confermando che tale attività rientra nei compiti istituzionali ordinari dei medici. I giudici hanno applicato il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, secondo cui lo stipendio dei dirigenti compensa già qualsiasi incarico e ogni ora di lavoro in più, salvo eccezioni espresse dei contratti collettivi. Nel caso specifico, la contrattazione collettiva prevedeva che la partecipazione alle commissioni fosse remunerata tramite la retribuzione di risultato, escludendo così un doppio compenso. Di conseguenza, i medici hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese legali.
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Dirigente Pubblico: Compenso Extra Illegittimo per Onnicomprensività
Un dirigente pubblico aveva richiesto un compenso aggiuntivo per un'attività svolta. Il Tribunale aveva accolto la sua domanda, ma la Corte d'Appello l'aveva respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello. Ha stabilito che il compenso aggiuntivo era illegittimo. Questo perché contrastava con il principio di **Onnicomprensività Retribuzione Dirigenziale**. Tale principio prevede che lo stipendio dei dirigenti pubblici copra già tutte le mansioni, salvo rare eccezioni. Le norme locali che prevedevano il compenso extra erano nulle, non potendo derogare alla legge statale e ai contratti nazionali. Il dirigente ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese legali.
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