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Onere Probatorio — Anno 2025

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457 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Probatorio

Provvedimenti

Provvigione mediatore: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare anche in caso di pregressa conoscenza tra acquirente e venditore. La sentenza stabilisce che elementi documentali, come la proposta di acquisto sottoscritta su carta intestata dell'agenzia, sono sufficienti a dimostrare il nesso causale tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare, superando la decisione contraria del primo grado di giudizio.
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Onere probatorio: prova dell’indebito bancario
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente versate a causa di clausole nulle. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda per la mancata produzione di tutti gli estratti conto. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che l'onere probatorio del correntista può essere assolto anche con altri mezzi di prova, superando l'orientamento più restrittivo e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Obblighi informativi: la banca deve provare tutto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito al risarcimento dei danni subiti dagli eredi di un cliente per un investimento in obbligazioni argentine. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso della banca, ribadendo che l'onere di provare l'assolvimento degli obblighi informativi grava sull'intermediario. I tentativi della banca di contestare la valutazione delle prove e l'interpretazione dei fatti sono stati dichiarati inammissibili, in quanto non rientrano nelle competenze del giudizio di legittimità.
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Patteggiamento reati tributari: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso contro una sentenza di applicazione pena, chiarendo le condizioni per il patteggiamento per reati tributari. La Corte ha stabilito che la preclusione al patteggiamento per mancato pagamento del debito non si applica ai reati di omesso versamento. Inoltre, ha affermato che spetta all'imputato, e non al giudice, l'onere di provare eventuali pagamenti parziali per ottenere una riduzione della confisca, in base al principio della 'vicinanza della prova'.
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Principio di non contestazione: quando il debito vale
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello che rigettava l'opposizione a un decreto ingiuntivo bancario. Il rigetto si basa sul principio di non contestazione, poiché i debitori non avevano specificamente contestato l'esistenza e l'ammontare del debito, limitandosi a questioni procedurali. La Corte ha stabilito che la mancata contestazione dei fatti costitutivi del credito esonera la banca dal fornire ulteriori prove.
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Liberazione del fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una garante, stabilendo i principi per la liberazione del fideiussore. La Corte chiarisce che la banca ha un dovere di buona fede e non può concedere nuovo credito al debitore in difficoltà senza l'autorizzazione del garante. Inoltre, la società che acquista crediti in blocco deve provare specificamente l'inclusione del singolo credito nel pacchetto ceduto.
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Falsa attestazione presenza: licenziamento legittimo
Un dipendente pubblico è stato licenziato per essersi allontanato dal luogo di lavoro in più occasioni senza timbrare l'uscita, per recarsi in palestra o a casa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, qualificando la condotta come una 'falsa attestazione presenza' attuata con modalità fraudolente. Secondo i giudici, l'omessa timbratura interrompe il vincolo di fiducia e giustifica la sanzione espulsiva, in quanto l'onere di provare la giustificazione dell'assenza ricade sul lavoratore, una volta che il datore di lavoro ha dimostrato l'allontanamento.
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Rescissione del giudicato: onere della prova e termini
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per rescissione del giudicato relativo a una condanna per rapina aggravata. La richiesta, basata su una presunta conoscenza fortuita della sentenza, è stata respinta per mancata prova oggettiva della data di conoscenza, confermando il rigoroso onere di allegazione a carico del richiedente.
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Confisca per sproporzione: onere della prova e ISTAT
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di confisca per sproporzione. La sentenza ribadisce la legittimità dell'uso dei parametri ISTAT per determinare presuntivamente le spese di sostentamento di un nucleo familiare. Tale metodo comporta un'inversione dell'onere della prova: spetta all'interessato dimostrare, con dati concreti, che le proprie spese erano inferiori a quelle stimate. La Corte ha ritenuto le contestazioni dei ricorrenti generiche e quindi inefficaci.
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Silenzio assenso: non blocca i controlli fiscali
Una società di trasporti si era vista negare un'agevolazione fiscale sul gasolio nonostante il decorso del termine per il silenzio assenso. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il silenzio assenso non impedisce all'Amministrazione Finanziaria di effettuare controlli successivi e annullare il beneficio se mancano i presupposti. L'onere di provare la correttezza dei dati, anche in caso di errori di terzi, resta a carico del contribuente.
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Responsabilità amministratore srl: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore di una società a responsabilità limitata, condannato a risarcire i danni causati alla società poi fallita. La Corte ha confermato che la responsabilità dell'amministratore srl sorge per la violazione dei doveri generali di lealtà e diligenza, come nel caso di pagamenti ingiustificati a società terze, a prescindere dalla prova dello stato di insolvenza al momento dei fatti. È stato inoltre ribadito che spetta all'amministratore dimostrare di aver agito con la dovuta diligenza, e non al curatore fallimentare provare il contrario.
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Cessione in blocco: onere della prova del cessionario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23852/2025, ha rigettato il ricorso di una società di gestione crediti, confermando che in una cessione in blocco, l'onere della prova sull'inclusione di un credito specifico nel perimetro della cessione grava sul cessionario. La mera pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a dimostrare la titolarità del diritto, specialmente se il debitore contesta l'esistenza del contratto o l'appartenenza del credito all'operazione. La Corte ha ribadito che spetta a chi agisce in giudizio, affermandosi successore a titolo particolare, fornire la prova documentale della propria legittimazione sostanziale.
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Prova titolarità credito: onere del cessionario
Una società di cartolarizzazione non ha fornito un'adeguata prova della titolarità del credito dopo una cessione in blocco. La Corte di Cassazione ha confermato che l'onere della prova grava interamente sul cessionario, specialmente quando il credito specifico è contestato e non chiaramente identificabile negli avvisi pubblici della cessione. Il semplice possesso dei documenti del prestito è stato ritenuto insufficiente.
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Onere probatorio datore di lavoro: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società edile, confermando che l'onere probatorio del datore di lavoro è fondamentale per giustificare il mancato versamento di contributi sul 'salario virtuale' e per beneficiare legittimamente delle agevolazioni sulle assunzioni. L'azienda non ha fornito prove adeguate per le ore non lavorate né ha dimostrato un reale incremento occupazionale, risultando le nuove assunzioni un mero rientro di personale da società collegate.
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Opposizione stato passivo: prova del credito
Un Ente Pubblico Territoriale si opponeva all'esclusione del proprio credito dal passivo di un fallimento. La Cassazione ha accolto il ricorso, cassando il decreto del Tribunale per vizio di motivazione. Il Tribunale non aveva adeguatamente valutato le prove fornite, come una consulenza tecnica, né disposto l'acquisizione dei documenti già presenti nel fascicolo fallimentare. La Cassazione ha ribadito che nell'opposizione stato passivo è sufficiente indicare i documenti già prodotti, spettando al giudice acquisirli se mancanti.
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Mutuo di scopo: l’onere della prova è del debitore
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di mutuo di scopo. In un caso che vedeva contrapposti un istituto di credito e una società fallita, la Corte ha ribaltato la decisione del tribunale, affermando che l'onere di dimostrare l'effettiva destinazione delle somme erogate per lo scopo pattuito ricade sul mutuatario (il debitore) e non sul mutuante (la banca). Il tribunale aveva erroneamente dichiarato nulli i contratti per mancata prova da parte della banca, ammettendo al passivo solo il capitale. La Cassazione ha cassato il decreto e rinviato la causa per un nuovo esame basato su questo corretto riparto dell'onere probatorio.
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Motivazione apparente: nullità del decreto del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale che aveva rigettato parzialmente la richiesta di un istituto di credito di ammissione al passivo fallimentare. La decisione è stata cassata per motivazione apparente, poiché il giudice di merito si era limitato ad affermare la mancata prova del credito senza specificare quali elementi probatori fossero carenti, violando così l'obbligo di fornire una giustificazione effettiva e comprensibile.
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Fatture inesistenti: onere della prova e buona fede
Una società concessionaria di auto si è vista contestare la detrazione IVA per l'utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, nell'ambito di una frode carosello. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di secondo grado, ribadendo che l'Amministrazione Finanziaria può utilizzare elementi indiziari per dimostrare la consapevolezza della frode da parte del contribuente. Una volta fornita tale prova, spetta all'impresa dimostrare di aver agito con la massima diligenza, prova che non può essere soddisfatta dalla sola dimostrazione della congruità dei prezzi di acquisto.
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Riposo settimanale: quando spetta il risarcimento?
Un dipendente pubblico ha richiesto il risarcimento per danno da usura psico-fisica a causa del lavoro svolto durante i giorni di riposo settimanale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che se il lavoro festivo rientra in una turnazione programmata, la maggiorazione economica prevista dal contratto collettivo è sufficiente a compensare il disagio. Il diritto a un ulteriore risarcimento sorge solo in caso di perdita definitiva del riposo, non per un suo semplice spostamento.
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Giudicato esterno: limiti nei tributi periodici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti di applicazione del cosiddetto giudicato esterno in materia tributaria. Il caso riguardava la richiesta di pagamento di contributi consortili per gli anni 2013 e 2014. Il contribuente si opponeva, invocando una precedente sentenza favorevole per l'anno 2012. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Consorzio, stabilendo che una sentenza basata sulla mancata prova di un beneficio fondiario per una specifica annualità (elemento variabile) non può estendere i suoi effetti vincolanti agli anni successivi, per i quali la prova può essere fornita.
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