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Onere Probatorio — Anno 2025

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457 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Onere Probatorio

Provvedimenti

Compensi sportivi dilettantistici: quando sono esenti?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i compensi sportivi dilettantistici non sono automaticamente esenti da contributi previdenziali. Se l'attività dell'istruttore è svolta con carattere di professionalità, abitualità e prevalenza, anche se non in via esclusiva, i compensi sono soggetti a contribuzione. La Corte ha rigettato il ricorso di una società sportiva, confermando che la mera affiliazione al CONI non è sufficiente e che l'onere di provare la natura non professionale della prestazione spetta alla società stessa.
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Estinzione processo tributario: il caso rottamazione
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento per vizi di forma e motivazione. Dopo i primi due gradi di giudizio sfavorevoli, durante il ricorso in Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (rottamazione-ter), pagando il dovuto e rinunciando al giudizio. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, ponendo fine alla controversia.
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Contratti di somministrazione: nullità e risarcimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pubblico contro la condanna al risarcimento del danno in favore di un lavoratore. La condanna, pari a sei mensilità, derivava dalla nullità di una serie di contratti di somministrazione, viziati sia dalla mancanza del requisito di temporaneità sia dall'omessa valutazione dei rischi (DVR). La Cassazione ha rilevato la formazione di un giudicato interno sul primo punto, non contestato in appello, rendendo irrilevanti le altre censure.
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Assegno familiare: la prova del reddito è essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno familiare per mancata prova del reddito del proprio nucleo familiare residente all'estero. La Suprema Corte ha confermato che la dimostrazione del reddito non è un mero fattore di calcolo, ma un elemento costitutivo essenziale del diritto stesso. L'onere della prova grava su chiunque richieda la prestazione, senza alcuna discriminazione basata sulla cittadinanza, garantendo la parità di trattamento.
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Assegno familiare: prova del reddito è obbligatoria
La richiesta di un lavoratore per l'assegno familiare destinato ai parenti all'estero è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il richiedente non ha fornito prove adeguate del requisito reddituale. La sentenza ribadisce che allegare e dimostrare la propria situazione reddituale è un presupposto essenziale per ottenere il beneficio, e tale mancanza non può essere sanata in fasi successive del giudizio.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore per l'assegno nucleo familiare destinato ai parenti residenti all'estero. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione del requisito reddituale in primo grado. Secondo la Corte, l'onere della prova grava sul richiedente e non è possibile produrre documenti essenziali per la prima volta in appello se non esiste una precedente traccia probatoria.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino straniero per l'assegno nucleo familiare, confermando che la mancata prova del requisito reddituale impedisce il riconoscimento del diritto. L'onere della prova grava sul richiedente, che deve allegare in modo specifico i redditi propri e del nucleo, non potendo sopperire con una richiesta tardiva di produzione documentale in appello.
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Assegno nucleo familiare: la prova del reddito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare perché non aveva fornito prova del reddito dei familiari residenti all'estero. La Corte ha stabilito che la dimostrazione del reddito familiare è un requisito costitutivo del diritto, non un mero fattore di calcolo, e che tale onere della prova è uguale per tutti i richiedenti, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare per mancata prova del reddito. La Corte ha stabilito che il reddito non è un mero parametro di calcolo, ma un elemento costitutivo del diritto. Pertanto, l'onere di provare tale requisito incombe su tutti i richiedenti, senza che ciò costituisca discriminazione, in applicazione del principio di parità di trattamento.
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Assegni nucleo familiare: la prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore straniero per gli assegni nucleo familiare, confermando che la prova del requisito reddituale è un onere del richiedente. La semplice attestazione di famiglia non è sufficiente e la mancata allegazione specifica dei fatti reddituali in primo grado impedisce la produzione di nuovi documenti in appello.
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Agevolazioni prima casa: unificazione e catasto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25866/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di agevolazioni prima casa. Nel caso di acquisto di due unità immobiliari adiacenti da unificare, per mantenere il beneficio fiscale non è necessaria la fusione catastale entro il termine di tre anni. Ciò che conta è l'effettiva unificazione strutturale e funzionale degli immobili in un'unica abitazione entro tale periodo, la cui prova spetta al contribuente.
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Obbligazione di facere: la promessa del venditore
La Corte di Cassazione chiarisce che quando un venditore riconosce i vizi di un bene e si impegna a eliminarli, sorge una nuova e autonoma obbligazione di facere. Questa non è soggetta ai brevi termini della garanzia per vizi, ma alla disciplina ordinaria. Di conseguenza, in caso di contestazione, spetta al venditore (debitore) provare di aver eseguito le riparazioni a regola d'arte, e non all'acquirente (creditore) dimostrare l'inesatto adempimento. La Corte ha applicato questo principio in un caso relativo a difetti di una lussuosa imbarcazione.
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Onere probatorio correntista: la Cassazione decide
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate. Le corti di merito avevano respinto la domanda a causa della mancata produzione di tutti gli estratti conto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, affermando che l'onere probatorio del correntista non impone la produzione integrale dei documenti, potendo la prova essere fornita anche con altri mezzi e per i soli periodi documentati.
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IMU area pertinenziale: la graffatura non basta
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento IMU su una vasta area scoperta adiacente alla propria abitazione, sostenendo che fosse una pertinenza non soggetta a imposta. La commissione tributaria regionale aveva dato ragione al contribuente basandosi sulla mera unione catastale ('graffatura') tra il terreno e l'edificio. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando che la qualifica catastale è un elemento formale insufficiente. Per ottenere l'esenzione IMU come area pertinenziale, il contribuente ha l'onere di dimostrare l'effettivo e durevole vincolo funzionale tra l'area e l'abitazione, secondo i principi del Codice Civile.
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Onere probatorio nella rivendica: il caso di specie
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello in un caso di rivendica di un terreno. La decisione d'appello è stata giudicata contraddittoria perché, dopo aver riconosciuto la piena proprietà dei ricorrenti sulla base di un atto di divisione, ha rigettato la domanda di restituzione del bene affermando, senza alcuna prova, che la controparte fosse comproprietaria. La Cassazione ha ribadito che il giudice non può fondare la propria decisione su fatti non provati o su affermazioni inconciliabili, violando così l'onere probatorio nella rivendica.
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Iscrizione cassa geometri: quando è obbligatoria?
Un geometra, lavoratore dipendente e già iscritto all'INPS, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla cassa geometri sorge non dalla mera iscrizione all'albo, ma dall'effettivo utilizzo delle competenze professionali nell'ambito dell'attività lavorativa, anche se subordinata. La decisione si è fondata su prove documentali che attestavano lo svolgimento di mansioni riconducibili alla professione di geometra.
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Onere probatorio rivendicazione: no sconti per chi agisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che nell'azione di rivendicazione, l'onere probatorio a carico dell'attore non si attenua se il convenuto contesta esplicitamente la proprietà, anche qualora sollevi un'eccezione di usucapione. In un caso di disputa su terreni, la Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ridotto l'onere della prova (la cosiddetta probatio diabolica) per l'attrice, sottolineando che la contestazione del titolo originario obbliga l'attore a fornire una prova piena e rigorosa del suo diritto di proprietà.
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Cessione del credito: chi prova l’inesistenza?
Una società acquista un credito fiscale e ne chiede il rimborso. L'Amministrazione Finanziaria nega, sostenendo che l'acquirente debba provare non solo l'esistenza del credito, ma anche il suo mancato utilizzo da parte del cedente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce un principio fondamentale sulla cessione del credito: l'acquirente (cessionario) ha solo l'onere di provare l'esistenza del diritto. Non spetta a lui dimostrare il fatto negativo che il venditore (cedente) non abbia estinto il credito, ad esempio tramite compensazione. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Agenzia, confermando il diritto al rimborso.
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Consulenza tecnica d’ufficio: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dei proprietari di alcuni terreni danneggiati da una frana. La Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione di primo grado, basandosi su una nuova consulenza tecnica d'ufficio (CTU) che escludeva la responsabilità dei vicini, attribuendo la causa della frana a un evento meteorologico eccezionale e a una condotta idrica di terzi. La Cassazione ha stabilito che il giudice di merito può legittimamente aderire alle conclusioni di una seconda CTU, anche se in contrasto con la prima, senza incorrere in un vizio di motivazione. Inoltre, ha chiarito che il consulente tecnico, per negare il nesso di causa sostenuto dall'attore, può individuare cause alternative non allegate dalle parti senza violare il principio dispositivo.
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Rimborso IRPEF terremoto: la residenza è decisiva
Un contribuente, dipendente pubblico, ha richiesto un rimborso IRPEF per i benefici fiscali legati a un evento sismico. La sua richiesta è stata respinta in via definitiva dalla Corte di Cassazione. Il motivo principale è che il contribuente non è riuscito a dimostrare di essere residente in uno dei comuni colpiti al momento del terremoto, requisito fondamentale per accedere all'agevolazione. La Corte ha stabilito che la prova della residenza è un onere del contribuente e che l'Agenzia delle Entrate può contestarne la mancanza in qualsiasi fase del processo, poiché si tratta di una difesa e non di una nuova eccezione. La sentenza ribadisce che nei contenziosi per rimborso, il contribuente è l'attore sostanziale e deve provare tutti i fatti a fondamento del suo diritto.
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