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Onere Di Allegare

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'obbligo, a carico di una parte del processo (in questo caso il condannato), di fornire al giudice elementi e prove specifiche a sostegno delle proprie richieste.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato continuato negato tra rapine simili e abitualità
Un uomo condannato per due rapine a distanza di un mese richiede al giudice dell'esecuzione l'applicazione del reato continuato per ottenere una riduzione complessiva della pena. Il giudice rigetta l'istanza evidenziando che i due episodi presentavano modalità differenti, luoghi diversi, vittime distinte e complici non coincidenti. La difesa presenta ricorso in Cassazione sostenendo la vicinanza temporale e la medesima tipologia di reato. La Suprema Corte respinge il ricorso e conferma che la vicinanza temporale e l'identico reato non provano un disegno preventivo unitario, bensì una mera abitualità a delinquere. Il condannato perde il beneficio e deve pagare le spese processuali.
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Reato continuato: No allo sconto di pena per droga e furto
La Corte di Cassazione ha negato l'applicazione del beneficio del reato continuato a una persona condannata per più reati, tra cui spaccio e furto. L'imputato sosteneva che i crimini, commessi a pochi mesi di distanza, facessero parte di un unico piano. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: per ottenere lo sconto di pena previsto dal reato continuato non basta che i reati siano simili o vicini nel tempo. È necessario dimostrare concretamente che, prima di commettere il primo illecito, esisteva già un programma definito per tutti i reati successivi. In assenza di tale prova, i crimini vengono considerati episodi distinti, frutto di decisioni estemporanee e di uno stile di vita delinquenziale, non di un piano unitario.
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Conoscenza lingua italiana: no alla traduzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato straniero, stabilendo che la valutazione sulla conoscenza della lingua italiana spetta al giudice di merito. Una lunga permanenza in Italia, l'avvio di un'attività commerciale e la nomina di un legale in italiano sono elementi sufficienti per escludere l'obbligo di traduzione degli atti processuali.
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Reato continuato: la prova spetta al condannato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra due sentenze. La Corte ha ribadito che l'onere di provare l'esistenza di un unico disegno criminoso grava sul richiedente. La semplice somiglianza dei reati o la vicinanza temporale non sono sufficienti, potendo indicare una mera abitualità criminale. La valutazione spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità.
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Reato continuato: onere della prova e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra due distinte sentenze. La Corte ha ribadito che l'onere di fornire elementi specifici e concreti a sostegno dell'unicità del disegno criminoso grava sul richiedente. In assenza di tali prove e data la manifesta diversità dei reati commessi (un furto su un'imbarcazione e successivi delitti contro il patrimonio con altri complici), il ricorso è stato respinto per genericità e infondatezza.
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Prescrizione reato: onere prova spetta all’imputato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il motivo del ricorso, basato sulla presunta prescrizione del reato, è stato ritenuto generico. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: grava sull'imputato che invoca la prescrizione l'onere di allegare gli elementi specifici per dimostrare una diversa decorrenza del termine rispetto a quella contestata, onere che nel caso di specie non è stato assolto.
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